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La commissione ambiente discute della situazione idrica in città. Il Presidente Granata: "per garantire un efficace servizio idrico integrato occorre partecipazione e condivisione"

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La commissione ambiente discute della situazione idrica in città. Il Presidente Granata: "per garantire un efficace servizio idrico integrato occorre partecipazione e condivisione"
il Presidente della commissione ambiente Vincenzo
11-12-2020

“Occorre la condivisione e la partecipazione di tutti per il servizio idrico integrato che è un servizio pubblico essenziale”. Lo ha detto il Presidente della Commissione ambiente di Palazzo dei Bruzi, Vincenzo Granata, delegato dal Sindaco Occhiuto per l’Autorità idrica Calabria, nel corso della seduta dell’organismo consiliare che ha discusso dell’emergenza idrica in alcuni quartieri della città. Hanno dato il loro contributo per l’approfondimento delle problematiche connesse allo stato dell’arte della rete idrica nella città di Cosenza, l’ingegnere Serena Collorafi, dirigente della Sorical e l’Architetto Giuseppe Bruno, dirigente del settore Manutenzione straordinaria e Servizio idrico integrato di Palazzo dei Bruzi. Ad introdurre la seduta della Commissione ambiente è stato il Presidente Granata che, anche come  componente dell’Autorità idrica Calabria, ha dichiarato la sua disponibilità a fare da trait d’union per raggruppare tutte le forze in campo, in uno slancio condivisivo volto a risolvere le problematiche sul tappeto. Granata ha ribadito nel suo intervento la necessità di garantire un servizio idrico integrato che si ispiri sempre di più ai principi della efficienza, efficacia ed economicità, ricordando, altresì, che lo stesso servizio è  costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad uso civile, oltre a quello relativo alle fognature e alla depurazione delle acque reflue. Granata ha anche ricordato i 16 serbatoi di cui dispone la città e la loro distribuzione sul territorio. Il Presidente della commissione ambiente  ha anche legato, con un parallelismo, l’attuale situazione di emergenza idrica in città con quanto avvenne nel 2017, a seguito di una forte siccità. A questo proposito l’ingegnere Serena Collorafi di Sorical, che gestisce il gruppo sorgentizio dell’Abatemarco (comprensivo di cinque o sei sorgenti che hanno degli andamenti stagionali ciclici, con dei massimi nel periodo estivo e dei minimi nel periodo invernale), ha confermato il parallelismo con il 2017, chiarendo che “le erogazioni attuali effettivamente si avvicinano molto a quelle del 2017. Non siamo ancora a quel livello di gravità perché in quel caso ci eravamo spinti oltre il 28% di riduzione rispetto ai massimi di luglio, mentre quest’anno abbiamo delle riduzioni più contenute, seppure abbastanza gravi. Questo fenomeno – ha chiarito Collorafi - è dovuto sia a periodi siccitosi estivi, quando le sorgenti risentono di questa problematica, sia a una siccità pluriennale, durante la quale le sorgenti profonde non riescono a recuperare, in uno o due anni, ma il tempo di recupero è di gran lunga maggiore”.  Serena Collorafi ha spiegato, inoltre, che attualmente Sorical eroga alla città di Cosenza, tramite l’acquedotto Abatemarco e l’acquedotto del Bufalo, un totale di portata che, al 30 novembre di quest’anno, è pari a 280 litri al secondo complessivamente, così suddivise: circa 243 litri dall’Acquedotto Abatemarco ed il restante dal Bufalo. “Attualmente – ha chiarito ancora Collorafi - stiamo producendo un meno 20-22% e questa stessa percentuale viene redistribuita tra tutti i comuni, con una riduzione identica. Il nostro criterio – ha aggiunto- in ossequio alla trasparenza, è questo: ciò che noi produciamo lo distribuiamo il più equamente possibile. Subito dopo la siccità del 2017 – ha detto ancora Collorafi - con i tecnici comunali di allora si era deciso di operare una modifica dell’assetto distributivo in città, ad esempio si decise che il serbatoio di Cozzo Muoio fosse utilizzato nella sua funzione di compensazione. In questo modo, le erogazioni verso il Merone non sono continue e costanti h24, ma vengono distribuite per 12 ore di erogazione e 12 di chiusura. Questo ha permesso – ha aggiunto la dirigente di Sorical -da una parte di ridurre di molto le perdite della rete e, dall’altra, di consentire a tutte le utenze servite di avere adeguato carico piezometrico per tutta la durata di erogazione. Ritengo che la situazione in città sia molto migliorata rispetto al 2017, proprio perché il funzionamento della rete del centro è completamente diverso”.

Alla discussione ha poi dato il suo contributo anche il dirigente del settore Manutenzione straordinaria e servizio idrico integrato del Comune, Giuseppe Bruno.

“Stiamo subendo – ha esordito Bruno - dei fenomeni siccitosi anche nel medio periodo. Il nostro lavoro, anche d’accordo con Sorical, era quello di innalzare il livello di carico piezometrico il più possibile omogeneo per le reti. Una sofferenza che stiamo avendo ultimamente, in particolare per alcune zone periferiche, per il serbatoio di Mussano, è l’abbassamento della quota di pressione in modo anticipato rispetto alle ore dei mesi scorsi. Una soluzione potrebbe essere quella di ridurre la durata dell’erogazione giornaliera progressivamente, per poter consentire ai serbatoi di caricarsi con una maggiore altezza, quindi con una maggiore pressione. Si tenga conto – ha aggiunto Bruno – che le utenze  sono anche aumentate, sia per i grandi impianti edilizi realizzati negli ultimi tempi, sia per l’aumento dei servizi sulla città con la conseguenza di un aumento del fabbisogno,  a parità di rete e di portate. Si tratta, comunque- ha ricordato Bruno - di sofferenze che si sono abbastanza storicizzate nel tempo. Credo di poter dire – ha detto ancora il dirigente del Comune – che, rispetto ad annualità analoghe, avendo fatto degli interventi di manutenzione importanti, redistribuito alcuni quartieri per serbatoio e governato l’apertura e la chiusura dei serbatoi con orari diversi rispetto al passato, riusciamo a garantire un carico piezometrico più dilatato nel tempo rispetto agli anni scorsi”. Bruno è intervenuto anche sul rischio di tagli lineari che Cosenza potrebbe subire. “La nostra città  non può subire una valutazione asettica per un taglio proporzionale per numero di abitanti, perché, a parità di abitanti, Cosenza offre anche servizi di natura territoriale che hanno un carico particolare. Forse l’Amministrazione dovrebbe sollecitare una riflessione sull’opportunità di un taglio lineare che venga comunque corretto in una ragionevole quota percentuale”. L’architetto Bruno, che era accompagnato dal funzionario Roberto Mirabelli, ha anche annunciato che “quando saranno ultimati i lavori della Regione, con il telecontrollo, sarà possibile avere una migliore gestione del servizio perché ci renderemo conto in tempo reale dell’andamento dei serbatoi, di quello dei consumi e sicuramente riusciremo a tarare meglio le aperture e le chiusure, in particolare sui serbatoi più grandi”. Nel corso della seduta sono intervenuti alcuni consiglieri comunali: Massimo Lo Gullo che ha posto il problema dell’approvvigionamento nei quartieri, soprattutto San Vito e Serra Spiga; Francesco Cito che ha chiesto alla Sorical delucidazioni sulle percentuali di erogazione a Cosenza (circa il 46% del totale) e a Rende (circa il 35%); Annalisa Apicella, che ha evidenziato la necessità di cominciare a ragionare sull’efficienza della rete del Comune di Cosenza, “perché ogni ragionamento deve partire forse da un esame completo della rete e dalla sua vetustà”; Pasquale Sconosciuto che ha sollevato, come Lo Gullo, la questione dell’approvvigionamento nei quartieri “nei quali l’acqua arriva fino a mezzogiorno e poi va via”, chiedendo di creare un accumulo per dare più acqua nelle case nel periodo delle festività.  Bianca Rende ha chiesto alla dirigente di Sorical chiarimenti sulla parte infrastrutturale “perché il contratto con Sorical prevede anche una parte relativa alla manutenzione e all’efficientamento della rete. Su questo fronte – si è chiesta Rende - si è operato in qualche direzione? E sono in programma interventi puntuali?”. Un interrogativo anche da parte di Giuseppe D’Ippolito che ha chiesto a Sorical se la situazione è suscettibile di miglioramento o se le preoccupazioni debbano aumentare.

E, infine, Andrea Falbo che ha criticato il ritorno alla gestione privatistica dell’acqua, ricordando la petizione “Acqua Bene comune”, sottoscritta da migliaia di calabresi che invocavano una gestione interamente pubblica della risorsa idrica. Dopo l’intervento dei consiglieri comunali, le conclusioni dell’ing. Serena Collorafi e dell’arch.Giuseppe Bruno che hanno risposto alle domande dei primi.

“Le erogazioni dell’Abatemarco per tutti i comuni serviti  – ha detto Collorafi - sono sovrabbondanti rispetto al minimo normativo, però bisogna tener conto anche della vetustà delle reti e della situazione strutturale e ogni comune ha chiaramente le sue problematiche”. Sull’eventualità di creare un accumulo ha aggiunto che “sicuramente il serbatoio di Cozzo Muoio, l’unico in grado di garantire un accumulo di ore considerevoli, verrà, specie nel periodo festivo, tenuto molto pieno, mantenendo un livello di massimo riempimento. Quello degli interventi – ha aggiunto Serena Collorafi - è un altro dei nodi cruciali, nella gestione del ciclo integrato, dei doveri di Sorical”. Per la dirigente di Sorical è opportuno un distinguo: “gli interventi di manutenzione ordinaria vengono effettuati continuamente, spendendo milioni di euro all’anno, per garantire la buona salute degli acquedotti di adduzione. La nostra mission – ha aggiunto - è quella di ridurre al minimo le perdite con monitoraggi continui. L’Abatemarco registra una perdita al di sotto del 6%”. Che, per Serena Collorafi – “è un valore assolutamente fisiologico per il tipo di struttura. Poi ci sono gli interventi strutturali per efficientare l’opera, ma che non aumentano la portata erogata e si tratta di interventi attualmente in corso, alcuni dei quali sono quasi al termine. Altri interventi, più interessanti, permetterebbero l’aumento di portata, ma l’intervento unico risolutivo delle problematiche di siccità è la realizzazione di una diga di cui la provincia di Cosenza è sprovvista. Il livello erogativo, in presenza di un invaso, sarebbe costante tutto l’anno. Senza una diga – ha concluso la dirigente di Sorical - questi problemi non saranno mai risolti e saremo sempre costretti a rincorrere andamenti stagionali delle sorgenti e, evidentemente, difficoltà erogative”. Sul punto si è trovato d’accordo anche il dirigente comunale Bruno: “senza un intervento strutturale di livello provinciale – ha detto – subiremo, inevitabilmente, la stagionalità, anche se miglioreremo le reti e l’efficienza. Lavoreremo con più attenzione rispetto alle chiusure per erogare un miglior servizio durante le festività e, grazie ad una variazione di bilancio appena approvata, daremo corso ad una serie di interventi di manutenzione straordinaria,  a tappeto, su tutta la rete, per recuperare le perdite nei prossimi due mesi”.

     

 

 

  

 

      

 

     

 

 

Autore: Giuseppe Di Donna

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