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Il Consiglio comunale vota il bilancio consuntivo. L'Amministrazione comunale prepara una relazione di metà mandato

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Il Consiglio comunale vota il bilancio consuntivo. L'Amministrazione comunale prepara una relazione di metà mandato
consiglio comunale novembre 2013
29-04-2014

Con 19 voti a favore e 5 contrari (i consiglieri Ambrogio, Cipparrone, Formoso, Lucente e Mazzuca) il Consiglio comunale, riunito oggi e presieduto da Luca Morrone, ha approvato la pratica di bilancio relativa al Rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2013.
L’argomento è stato introdotto dalla relazione del Vicesindaco e titolare della delega alla programmazione finanziaria, Luciano Vigna.


Relazione Ass. Vigna

Il primo dato è il risultato di gestione che parla di un avanzo di 14 milioni e 429 mila euro. “L’evidenza è che la composizione di questo risultato – ha chiarito Vigna - è vincolata a una serie di logiche che non lo rendono ‘disponibile’, è un avanzo virtuale che non può essere oggetto di utilizzo ma è soggetto a vincoli obbligatori nella prossima stesura del bilancio di previsione 2014”.
L’assessore Vigna è andato poi per titoli. Rispetto alla spesa corrente si evidenziano elementi di positività, che stanno nella sua contrazione. “Aldilà della riduzione dovuta al milione di spesa risparmiata per il personale andato in pensione, si registra anche un’importante riduzione nelle prestazioni per servizi”. Sul fronte delle entrate, rispetto a quanto previsto dal piano di riequilibrio, vi è una riduzione di circa 496mila euro, dovuta ad un ulteriore taglio sul fondo di solidarietà; “in questi tre anni il totale di milioni di euro tagliati dal Governo è di circa 7,5 con evidenti conseguenze sugli equilibri economico-finanziari dell’ente”.
Luciano Vigna ha dunque ringraziato il collegio dei revisori, fresco di nomina, che ha prodotto una relazione puntuale ed analitica. “Siamo in una situazione di criticità – ha detto ma, a giudicare dai primi step, posiamo guardare al futuro con ottimismo. La criticità più evidente è l’incapacità della macchina comunale ad incassare i propri crediti”. Ed ecco la nota dolente che, per tutti i Comuni, risiede nei residui attivi, cioè le entrate non riscosse, e soprattutto nei residui storici, cioè quelli che hanno maturato più di cinque anni e come tali sono i più difficili da esigere. “La fase di incasso – ha riferito l’assessore Vigna - quest’anno ha registrato un elemento di continuità rispetto all’anno scorso. Dal rendiconto si evidenzia una flessione, che va spiegata col fatto che una parte dei tributi, quelli che normalmente avevano scadenza infrannuale, nel 2013 hanno visto la loro scadenza posticipata a gennaio dell’anno dopo; parliamo di 7 milioni di euro che erano di competenza dell’anno precedente. Analizzando gestionalmente i dati, dal punto di vista della cassa il quadro non si modifica rispetto a quello del 2012, ma è giusto sottolineare che rispetto a quanto previsto nel piano di riequilibrio circa l’aumento della percentuale di incamero, registriamo una disco stanza. Mi auguro che il gap possa essere colmato anche perché abbiamo optato per un sistema interno di riscossione, gestiremo in autonomia anche la fase dell’accertamento. La nuova IUC, se gestita con attenzione,potrà permettere di colmare questo gap”.
Il dato importante è che il Comune di Cosenza è sceso dagli oltre 45 milioni di euro di residui storici del 2011 ai circa 30 del 2013. Un calo di 17 milioni che significa però averne svalutato almeno 30 perché lo stralcio non è stato annullato da ulteriori residui divenuti storici.
Sempre sulle criticità, l’assessore Vigna ha evidenziato un altro elemento ritenuto indispensabile, “la riconciliazione da raggiungere tra il nostro bilancio e quello dell’Amaco. È evidente che avendo l’Amaco un solo contratto di servizio, ed avendo il Comune una sola partecipata, questo elemento non è più accettabile; riconciliare significa analizzare le differenze, trovarne le motivazioni e arrivare a un quadro coerente”.
“Un altro elemento in fase di soluzione rispetto a quanto evidenziato dai revisori è relativo ai debiti fuori bilancio. In data 15 febbraio ho scritto personalmente a tutti i dirigenti evidenziando come l’adesione al pre-dissesto avesse l’obiettivo principale di chiarire gli aspetti contabili occulti. Il risultato è stato raggiunto in quanto tutti i settori hanno inviato l’attestazione al 31.12.2013 con l’elencazione dei debiti fuori bilancio, che ora sono in fase di valutazione da parte del settore finanze, che quindi predisporrà la delibera da sottoporre all’organo di revisione prima e poi al Consiglio comunale.
Evidenzio anche che, anche in virtù di una analisi fatta col Sindaco, presenteremo una sorta di relazione di metà mandato, alla quale affiancheremo anche una relazione di inizio mandato. Oggi la normativa chiede una relazione di fine mandato, noi vogliamo tracciarne una intermedia, in linea con una al 31 maggio 2011, cioè la data del nostro insediamento, per dire ciò che abbiamo trovato e dunque ciò che abbiamo fatto”.

 DIBATTITO

Il dibattito è stato aperto dall’intervento del consigliere Sergio Nucci (Polo Civico Buongiorno Cosenza). “Il Testo Unico dice che i documenti contabili devono essere a disposizione dei consiglieri almeno 20 giorni prima del Consiglio, compresa la relazione dei revisori che invece abbiamo avuto soltanto ieri. E non per colpa loro, che invece vorrei ringraziare perché hanno fatto una relazione puntuale che certifica molti dubbi che io avevo avuto in passato, e oggi mi vengono confermati con certezza. È una relazione piena di spunti e comincio dal riferimento alle persone che lavorano con l’ente, quelle sfortunate però, cioè quelle che non vengono pagate nei 30 giorni previsti per legge. Un’altra criticità evidenziata dai revisori è relativa al conto del tesoriere che non coincide con le scritture contabili per circa 3 milioni e 700 mila euro, a causa di un ricorso pendente al Tar dal 1996, probabilmente non vedremo mai questi soldi per cui questo disavanzo lo confermeremo nei risultati a venire. L’Assessore ci ha detto che il Comune ha un attivo di 14 milioni di euro, e ci fa piacere, ma abbiamo anche, nei confronti della tesoreria, un debito di 18 milioni di euro, anticipati, per i quali paghiamo Sui residui, si evidenzia che una delle voci più corpose è quella delle sanzioni per violazioni al codice della strada, nel 2013 oltre 3 milioni di euro al momento non incassati. E arriviamo all’Amaco: siamo al 29 aprile e l’Amaco non ha ancora approvato il suo bilancio, non so se è un dato possibile, ma qui forse ci starebbe una tirata d’orecchie al nuovo commissario, nominato da questa Amministrazione, per imprimere un’accelerata. Sulla riduzione dei costi del personale, che pure è una voce importante del bilancio, bisogna dire che non è dovuta ad una manovra miracolistica ma ad un fatto fisiologico, il pensionamento. E sempre a proposito di personale si rileva che questa Amministrazione spende per personale esterno circa 700mila euro”.
Il consigliere del PD Marco Ambrogio, dopo aver manifestato la solidarietà del suo gruppo ai giornalisti de “L’Ora della Calabria”, evidenzia la consequenzialità tra il voto negativo del Partito Democratico sul consuntivo e quello analogo espresso in sede di preventivo. “Le parole d’ottimismo dell’Assessore Vigna non mi convincono, non vi leggo una omogeneità rispetto al predissesto. Un Comune in predissesto non può ad esempio spendere 700mila euro in consulenze esterne. Qualche mese fa abbiamo sollevato dei dubbi sul Settore ragioneria, che dovrebbe controllare la spesa e invece notavamo che erano state elargite consulenze e incarichi a ditte esterne per 80 mila euro, mentre secondo noi c’era il personale interno per svolgere quegli stessi compiti. Oggi che l’Assessore parla di internalizzare alcuni servizi, diciamo che evidentemente avevamo visto bene. Abbiamo chiesto la pianta organica del settore finanziario e apprendiamo che ci sono trenta laureati in materia economica, eppure spendiamo 91mila euro per redigere il piano finanziario. Ricordo inoltre che nello scorso mese di ottobre abbiamo chiesto alla ragioneria di accedere alla determina sulla liquidazione delle fatture e non abbiamo avuto risposta. Sui debiti fuori bilancio, immagino che vadano riconosciuti non appena se ne viene a conoscenza. Questa Amministrazione si è insediata quasi tre anni fa e ancora non è stato riconosciuto alcun debito fuori bilancio prodotto da questa Amministrazione. Si sappia che da questa parte c’è una minoranza vigile, attenta e che sa leggere le carte”.
Massimo Bozzo (Gruppo Misto). “L’Assessore Vigna ama i numeri perché vi ha dedicato gran parte della sua vita mentre altri la passano a darli, i numeri. Li ha studiati così bene da riuscire a mettere mano al bilancio comunale che sappiamo bene in quale stato è. Vigna ha avuto il coraggio di dire che forse chi aveva amministrato gran parte dei nostri Comuni, doveva trovare il coraggio di autodenunciarsi perché la maggior parte hanno problemi a far quadrare i conti. Il bilancio poi non è solo di numeri ma è di attività. Qualche giorno fa un sondaggio dava una percentuale buona di gradimento al Sindaco, perché effettivamente sta lavorando con impegno per la città. Il Sindaco ha una sua visione della città e la sta portando avanti. C’è chi ha avuto altre visioni, di cose che poi non si sono mai attivate. Penso però che questo gradimento, forse, con un approccio diverso ai problemi da parte della macchina comunale, sarebbe stato anche più alto. Sulle consulenze dico quindi che, se servono ad evitare o a porre rimedio a quanto fatto da persone che sono ai vertici di questa macchina comunale, ben vengano, anche con somme maggiori”. Il consigliere Bozzo conclude esprimendo solidarietà a “L’ora della Calabria”, “la politica – dice - ha bisogno di una informazione libera, che ci dia meriti quando li meritiamo e allo stesso modo ci critichi quando è giusto”.
Francesco Perri (PdL). “Consapevolezza vuole che bisogna prendere atto che tutte le Pubbliche Amministrazioni vivono un momento di difficoltà finanziaria non indifferente. A Cosenza esiste un fatto più grave, che mentre in altri Comuni ci sono state gestioni più oculate, a Cosenza si parte da un’eredità molto pesante che avremmo dovuto risolvere all’atto dell’insediamento diversamente, con la dichiarazione di dissesto, ma siamo stati responsabilmente convinti dal fatto che avrebbe significato la mobilità per molti dipendenti, la cessazione del rapporto di lavoro con le cooperative, cioè non poter operare secondo le esigenze della città; allora abbiamo voluto provare a scalare questa montagna. Il nostro è un percorso virtuoso, dobbiamo essere coscienti che se ci sono ritardi in alcune circostanze, nei pagamenti, o inadempienze sulla manutenzione, non dipende quasi mai dalla volontà dell’Amministrazione ma dalle casse vuote. Eppure, nonostante le difficoltà, tante cose sono state fatte: ad esempio sono state mantenute le agevolazioni sui tributi per le famiglie meno abbienti, è stato collocato a riposo il personale in esubero, ecc.. Dobbiamo insieme prendere coscienza che amministrare oggi una città è cosa veramente difficile. Per le cooperative, chi sarebbe contrario a garantire uno stipendio maggiore? Noi ci siamo fatti garanti dell’applicazione dei contratti, con il versamento regolare dei contributi pensionistici. Certo, con maggiori disponibilità finanziarie saremmo noi per primi a richiamare l’attenzione dell’Amministrazione su remunerazioni migliori.
Abbiamo ridotto i residui attivi sui quali nel passato sono stati costruiti tanti bilanci in modo non proprio veritiero. Allora, ancora oggi diciamo che una parte dei sacrifici che stanno facendo i nostri concittadini dipende dall’incapacità di chi c’è stato prima, di incassare le somme che gli spettavano. Noi abbiamo il compito di ridurre i residui attivi altrimenti risultano poco credibili i bilanci che si sottopongono agli organi di controllo. Le criticità evidenziate dal collegio dei revisori sono a noi tutte note. Chi non ha saputo controllare i conti, chi spendeva e spandeva, oggi non può ergersi a salvatore della patria. Questa Amministrazione sta andando nella giusta direzione, i debiti fuori bilancio sono stati in parte sanati, anche se non li abbiamo prodotti noi. Però pretendiamo maggiore senso di responsabilità da parte dell’opposizione”.
Infuocata la replica dell’Assessore Luciano Vigna che ha esordito: “Per la prima volta intendo liberarmi da un aspetto prettamente numerico e dire chiaramente quello che penso. Il consigliere Ambrogio sembra affetto da un morboso problema, quello delle ditte. Forse se avessimo accettato qualche pressione, la richiesta di chiarezza sui pagamenti non l’avremmo avuta. Nei pagamenti oggi abbiamo portato delle regole. Così come nelle gare, per le quali esiste il MEPA, Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione, e non le buste del consigliere Ambrogio con ipotetiche previsioni.
Chi ha governato negli ultimi anni non ha diritto di tribuna sui conti di questo Comune avendo prodotto un buco che supera gli 80 milioni di euro. 45 milioni di residui attivi non sono nostri ma li abbiamo ereditati e non ho trovato uno straccio di lettera per chiedere cosa fossero quei soldi. I debiti fuori bilancio, consigliere Ambrogio, li ha prodotti la sua Amministrazione, questa è la verità, e non c’è uno straccio di indirizzo politico per recuperare queste somme. La sua Amministrazione arrivando ha trovato 2 milioni di euro sul conto corrente della banca, quando siete andati via lo avete lasciato a meno 18 milioni di euro. Parliamo di una delle esperienze contabili più decadenti della storia del Comune. Pertanto, lezioni da questo punto di vista non ne accettiamo. Per fortuna oggi abbiamo capito che le ditte non sono solo quelle dei lavori, abbiamo ridotto i tempi di pagamento delle cooperative. Abbiamo sacrificato qualche interesse, mi dispiace, ma la logica mi porta a dire che oggi bisogna dire basta. Da questo momento dobbiamo essere consapevoli delle difficoltà, si può strumentalizzare tutto ma non i numeri. La montagna da scalare è ancora irta ma la stiamo scalando con criterio e trasparenza”.
Altrettanto piccata la breve replica del Sindaco Mario Occhiuto che con riferimento al modello Reggio, secondo il consigliere Ambrogio applicabile anche a Cosenza, ha affermato “Il modello Reggio in questo Comune c’era già quando siamo arrivati. Ci è stato chiesto da molti perché non abbiamo dichiarato il dissesto, con le responsabilità a carico di chi l’ha creato. Abbiamo rievidenziato i motivi di questa scelta, più volte detti, anche stasera. Evidentemente c’è stato un periodo in cui si largheggiava, anche nelle assunzioni, bruciando così per gli anni successivi la possibilità del turn over. Sono state fatte delle scelte, evidentemente per clientela. Buttare la croce su Reggio Calabria, e paragonarla a Cosenza, si può anche farlo, ma rispetto al passato e come la stessa Corte dei Conti ha certificato. Voglio ringraziare l’Assessore Vigna sul quale ripongo la più totale fiducia. Quelli che citava il vicesindaco sono numeri, non sono filosofia. Se abbiamo risparmiato 4mil e mezzo di euro sui servizi, non si può dire che abbiamo aumentato le consulenze. Sappiamo bene poi quali situazioni di monopolio ci fossero in questo Comune. Oggi tutto viene gestito in trasparenza, a fronte di affidamenti fatti in passato che potevano anche provocare un commissariamento per mafia”.
Nelle dichiarazioni di voto, Lino di Nardo (PdL) afferma che “l’Amministrazione ha intrapreso una linea che darà i suoi frutti”; Claudio Nigro (Mario Occhiuto Sindaco) ritiene convincenti le argomentazioni dell’Assessore Vigna affermando che “questa Amministrazione merita tutto il nostro aiuto e l’incitamento ad andare avanti nella strada intrapresa”; Roberto Bartolomeo (Gruppo Misto) annuncia il voto favorevole di tutto il gruppo, affermando “Sappiamo che questa Amministrazione non naviga nell’oro e che i problemi sono tanti, e non nascono oggi ma almeno nell’ultimo ventennio. Ringrazio il collegio dei revisori che ha dato la sua approvazione alla regolarità di questo bilancio consuntivo ed il gruppo misto si fida di questa valutazione e della garanzia di imparzialità che il collegio garantisce”; “Giovanni Cipparrone (SEL) sperava che “l’Assessore Vigna nel suo momento di ira dicesse la verità con i suoi nomi e cognomi, ma alla fine ha prevalso il politico. Non mi sento di accusare il consigliere Ambrogio dei numeri denunciati da Vigna perché altrettanta colpa è di tanti consiglieri che oggi sostengono il Sindaco”; Marco Ambrogio (PD) sottolinea il non intervento di tanti consiglieri della maggioranza, “non hanno preso la parola e questo la dice lunga. Se sono stato io a produrre debiti – dice replicando all’Assessore Vigna - ci sono i luoghi per denunciare, lo faccia”; Michelangelo Spataro (Forza Italia) ricorda che “i bilanci vanno guardati in avanti perché la continuità amministrativa è un obbligo per chi amministra. E quindi non credo – aggiunge - che ci sia molto da verificare. È innegabile che negli ultimi anni la spesa dei Comuni abbia visto un restringimento sempre maggiore a causa dei tagli statali, quindi non possiamo raccontare favole, sono sempre meno le risorse che arrivano a fronte di sempre maggiori esigenze da parte dei cittadini. Credo che questa Amministrazione stia comunque centrando i suoi obiettivi, vedi ad esempio la differenziata, e stiamo anche mettendo in atto opere pubbliche importanti seppure tra mille difficoltà”.


Autore: Annarita Callari

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