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In Consiglio comunale il caso dei gemelli Cavaliere

01 ott 2013

Il Consiglio Comunale di Cosenza, riunito sotto la presidenza di Luca Morrone, ha dato mandato all’assessore alla coesione sociale Manfredo Piazza di definire un documento da inviare agli organi competenti, sulla base della bozza predisposta da un gruppo di consiglieri comunali, sulla vicenda dei fratelli Cavaliere, i gemellini di S. Ippolito affetti da tetraparesi spastica.
La problematica, inserita d’urgenza nell’Ordine del Giorno e, con una inversione approvata all’unanimità discussa al primo punto, è stata illustrata all’aula dal consigliere del PD Maria Lucente la quale, in prima battuta, ha richiamato l’interessamento al caso della Commissione welfare presieduta da Roberto Bartolomeo.
“Abbiamo ritenuto doveroso accendere l’attenzione sul caso dei gemelli Cavaliere – ha detto Maria Lucente - che è sì un caso specifico ma ha anche una forte carica simbolica. Sappiamo tutti che nella nostra città non è un caso isolato, al contrario molte famiglie hanno problemi di questo tipo. Abbiamo allora pensato che trattando questo caso potessimo mandare un segnale anche alle altre famiglie, alle scuole, alla città tutta, di un’Amministrazione che non bypassa un problema così grave.
I gemelli Cavaliere hanno tredici anni – ha ricordato il consigliere Lucente - e sono tetraplegici dalla nascita. La famiglia ha sporto denuncia attribuendo la gravissima patologia a malasanità. Non entriamo nel merito della vicenda giudiziaria, ma definiamo i fatti, e cioè la denuncia all’azienda ospedaliera che viene condannata ad un risarcimento. Il caso è poi arrivato alla cronaca nazionale quando a questa famiglia è arrivata una cartella dell’Agenzia delle Entrate di circa 37mila euro di tasse per una cifra mai ricevuta; l’Azienda ospedaliera ha infatti proposto ricorso in appello. La famiglia – ha detto ancora la Lucente nella sua ricostruzione - ora è a Bruxelles dove il papà dei bambini, carabiniere, ha avuto un incarico dall’Arma, anche per poter garantire una migliore assistenza ai suoi figli. Una partenza che ha segnato ulteriormente la famiglia tanto che la mamma dei ragazzi, incontrandoci, ha espresso il desiderio di poter rientrare il prima possibile. Come Amministrazione comunale ci siamo sentiti di poter garantire loro una assistenza domiciliare che possa alleviare il disagio quotidiano della famiglia e dare ai ragazzi una migliore qualità della vita. Purtroppo però – ha concluso Maria Lucente – i medici non garantiscono una lunga aspettativa di vita e per questo noi ci sentiamo in dovere, senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria, di auspicarne comunque una rapida soluzione”.
Il Consiglio comunale, su richiesta del consigliere Lino Di Nardo, è stato poi rinviato a nuova convocazione.

Autore: Annarita Callari