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Risposta del sindaco Eva Catizone alla lettera di rinuncia di Pietro Mari

17 mag 2005
(17/5) (UfficioStampa) - Il Sindaco Eva Catizone ha risposto immediatamente alla lettera inviatale nel tardo pomeriggio di oggi dal consigliere comunale Pietro Mari.
Di seguito è riportato il testo integrale della lettera.

“Caro Mari,
solo ora mi è pervenuta la Tua rinuncia che, per il fatto di essere arrivata tardivamente, ritengo sia stata abbondantemente soppesata ed oggetto di attenta e, spero, serena valutazione.
La Tua lettera, però, una verità la contiene e cioè che solo alle ore 16,00 di sabato, e non prima, hai ritenuto di dovermi mettere al corrente della Tua rinuncia, dimenticando, con troppa facilità o superficialità, che prima di quella telefonata c’era stato tra di noi un incontro in Municipio ed un’altra telefonata e sia nel primo che nel secondo caso hai confermato la Tua accettazione a ricoprire l’incarico di vicesindaco ed assessore al bilancio.
Alle 16,00 di sabato 15 maggio io, però, avevo già firmato gli incarichi della nuova giunta e non potevo fare carta straccia di un atto ufficiale.
Se i nostri telefoni fossero sotto controllo, avremmo la certezza dell’ora del tuo ripensamento. Ma non è questo il punto e a differenza Tua non intendo portare avanti una inutile caccia alle streghe. Credo che tu stia mentendo sapendo di mentire e che, purtroppo, per dirla con Torquato Accetto, non ci troviamo nemmeno di fronte ad un caso di “dissimulazione onesta”.
Quanto alla linea politica che con le Tue dichiarazioni tenti di attribuirmi e che a Tuo dire sarebbe volta ad indebolire l’unità del centrosinistra, dico che è solo fantapolitica basata, peraltro, su un refrain già sentito che vuole comunque una giovane donna di nome Eva traditrice. I tradimenti stanno altrove. Sono accuse che rispedisco al mittente, con avviso di ricevimento.
Ti invito piuttosto a non compiere troppi voli di fantasia ed a restare con i piedi ben piantati in terra, piuttosto che adoperare espressioni cariche di rancore.
Ti esorto anche a rileggere le pagine più suggestive del celebre romanzo di Leonardo Sciascia “Il Giorno della civetta”. Non mi pare che il tuo comportamento sia degno della prima delle categorie teorizzate dallo scrittore siciliano, ma dubito fortemente che possa rientrare anche nelle altre.
Sapevi bene che per rinunciare all’incarico sarebbe stato necessario un Tuo scritto formale, ma hai preso carta e penna, comodamente, solo ora. Questione di stile! Per dirla con i retori francesi, nell’uomo lo stile è tutto.
Mi sembra inoltre ingeneroso coinvolgere indirettamente in questa vicenda un onesto giornalista che si è limitato a svolgere correttamente il suo lavoro.
Credo di aver avuto sempre ottimi rapporti con la stampa e di aver accettato anche le critiche che sono state rivolte a me ed all’Amministrazione comunale, quando si è trattato di critiche costruttive, ma nessuno può affermare nè insinuare di aver mai chiesto trattamenti di favore o corsie preferenziali, non rientrando tutto questo nelle mie abitudini, né di Sindaco, né di persona.
Ti reputi sconcertato, ma lo sconcerto più grande è mio nel constatare come la linea da Te adottata in queste ore sia di netta contrarietà a me, anziché al centrodestra.
A mio avviso è proprio questo l’autentico salto all’indietro che anche l’elettorato finirà con il disapprovare.”