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Inaugurazione di un'opera di Zaffina alla Casa delle Culture di Cosenza

27 mag 2005
(27/5) (UfficioStampa) -
Verrà inaugurata sabato 29 maggio alle ore 12, nell’atrio d’ingresso della Casa delle Culture a Cosenza, l’opera di Fiorenzo Zaffina “Inondazioni”, che l’artista calabrese-romano ha donato al Comune di Cosenza. Si tratta di un’opera realizzata nel 1999 per la mostra “Lavori in corso” alla Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e consiste in uno scavo nel muro di grandi dimensioni dal quale affiorano le immagini di un piccolo televisore. La cerimonia inaugurale avverrà alla presenza del sindaco Eva Catizone, del nuovo assessore comunale al Patrimonio Culturale Giovanna Tartoni, con interventi dell’architetto Sandro Adriano, del critico d’arte Tonino Sicoli e dello stesso autore dell’opera.
Zaffina che è uno dei più eccentrici artisti del nostro tempo, non è nuovo ad operazioni del genere, in quanto è da anni che esegue interventi di scavo nei muri di palazzi e di gallerie d’arte, sia al chiuso che all’esterno.
Fiorenzo Zaffina è nato a Lamezia Terme e dopo aver studiato in Calabria si trasferisce a Roma, dove si iscrive alla facoltà di Architettura, ma allo stesso tempo intraprende l’attività giornalistica e di grafico, lavorando all’"Unità". Per circa due anni è cronista e va a scavare nel sottosuolo della capitale. S’iscrive all’Accademia di Belle Arti e frequenta la Scuola Libera del nudo. Infine approda all’Espresso. Disegna le copertine del settimanale per molti anni prima di passare all’edizione on line. Il suo lavoro creativo ha perciò un’appendice nello studio situato nel cuore di San Lorenzo. Qui assembla dapprima oggetti, lattine, tubi, residui meccanici. Incomincia a metà degli anni Novanta a scavare nei muri, a fare opere-installazioni con queste “ferite” nell’intonaco. Nel 1995 realizza “I nuovi mostri” in un muro dei giardini di Bomarzo, nel 1996 scava “Fiore di muro” nella galleria “L’Attico” di Fabio Sargentini a Roma, presentato da Simonetta Lux. Vengono poi “Skreek” a Officina Italia a Cesena, presentato da Renato Barilli, e nel 1999 “Inondazioni” alla Galleria Comunale d’arte Moderna e Contemporanea di Roma. Infine nel 2000 a Catanzaro l’intervento “Eclisse” in una piazza e la grande mostra al Complesso monumentale del San Giovanni.
«Per questo – scrive Tonino Sicoli nel presentargli la mostra a Catanzaro - sconvolge ogni aspettativa trovarsi di fronte ai “muri” di Fiorenzo Zaffina, singolari opere d’arte che capovolgono il rapporto interno-esterno. Le pareti si aprono in una sorta di scavo oltre la superficie, scorticando intonaci, svelando materiali edilizi. Fra i sassi e i laterizi affiorano i simulacri di una condizione cripto-tecnologica, che attinge al repertorio iconografico dell’elettronica. I pezzi di computer, i circuiti integrati, i microchip sono icone del nostro tempo e di quello futuro, segni esibiti, che rappresentano se stessi e la civiltà che li ha prodotti. E’ come se si producesse una sorte di esplorazione nel tempo a venire, un’archeologia del futuro, che ritrova ciò che non è stato ancora sepolto».