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"La Regione penalizza ancora una volta le famiglie calabresi"

10 nov 2004
(10/11) (UfficioStampa) - “Assistiamo all’ennesima scelta scellerata della maggioranza che governa la nostra Regione e che ancora una volta dimostra di non essere in grado di attuare politiche concrete a sostegno delle famiglie, uniformandosi alla linea del governo centrale che penalizza gli enti locali con pesantissimi tagli e una conseguente, inevitabile riduzione delle spese per il sociale ”.
L’assessore alle Politiche Femminili di Cosenza, Felicita Cinnante, commenta senza mezzi termini la manovra di assestamento di bilancio, pari a 19 milioni e 243 euro, approvata lunedì dal Consiglio Regionale per mantenere il patto di stabilità con il Governo.
“Peccato che la Regione abbia reperito le necessarie risorse stornando anche i fondi destinati alla legge per la famiglia varata lo scorso febbraio. Una legge – ha ricordato la Cinnante – priva di copertura economica e che aveva trovato finanziamenti solo l’estate scorsa, in sede di riequilibrio di bilancio, grazie alle sollecitazioni della minoranza”.
“Registriamo ancora una volta – ha continuato l’assessore – la totale indifferenza della Regione nei confronti delle famiglie calabresi e dei loro numerosi problemi, che investono la gestione dei minori, degli anziani, la sistemazione abitativa. Del resto, perché stupirsi? Conosciamo bene l’insensibilità verso le politiche sociali di una Giunta Regionale composta di soli uomini e di un Consiglio Regionale in cui opera una sola donna. È sempre la stessa Giunta che non è stata ancora capace di varare i decreti attuativi per rendere concretamente operante la legge 23, recepimento regionale della legge nazionale 328 sul servizio sociale integrato regionale”.
“Molte famiglie nella nostra regione vivono in condizioni di povertà e a rischio emarginazione. Per questo ci auguriamo – ha concluso la Cinnante – che nel prossimo bilancio siano previsti fondi adeguati che consentano di mettere in atto azioni a favore delle famiglie e delle donne, senza le quali difficilmente la Calabria potrà uscire dalla disastrosa socio-economica in cui versa”.