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In tredici farmacie i defibrillatori per interventi sempre più tempestivi

17 nov 2004
(17/11) (UfficioStampa) - Bastano meno di dieci minuti per compromettere irreversibilmente la condizione di una persona colpita da arresto circolatorio. Gli operatori del 118, nonostante gli sforzi, non sempre, nelle nostre città caotiche, riescono ad arrivare in tempo con il prezioso defibrillatore, la macchinetta che fornisce scariche elettriche al muscolo cardiaco e che può significare la differenza tra vita e morte, tra recupero ottimale o, al contrario, danni irrimediabili.
Ma da oggi i cosentini hanno un servizio sanitario in più su cui contare e che può dare maggiore tranquillità. Ha, infatti, lo scopo di dimezzare i tempi di soccorso per questa patologia l’accordo, raggiunto già da qualche mese e formalmente siglato oggi a Palazzo dei Bruzi, tra Amministrazione comunale, per la quale erano presenti il sindaco Eva Catizone e l’assessore alla Salute del cittadino Roberto D’Alessandro, la Federfarma con il presidente Alfonso Misasi, l’Ordine dei farmacisti con il Presidente Graziano Santoro, il 118 provinciale con il responsabile dr. Federico Burza. “Le farmacie – come ha rilevato il sindaco Catizone- oggi più che mai riscoprono il proprio storico ruolo di punto di riferimento per i cittadini”. E’ nelle farmacie, infatti, che sono stati dislocati defibrillatori semiautomatici per un pronto intervento sul territorio, con il 118 nel ruolo di smistatore delle chiamate. Ogni farmacia (sono tredici quelle che hanno finora aderito) ha personale appositamente formato, tre o quattro addetti in grado di prestare le prime cure al cittadino colpito. “In provincia –ha detto il dottore Burza- registriamo ogni anno circa 750 arresti cardiocircolatori. Per ogni minuto che passa, la possibilità di sopravvivenza si riduce del 10%. Ecco perché è essenziale arrivare quanto prima possibile.” Di un significativo traguardo ha parlato il dottore Misasi che ha sottolineato l’attenzione della Federfarma sul progetto ed ha ringraziato tutti i soggetti che hanno aderito alla sua realizzazione. “Speriamo –ha preannunciato, quindi, il dottore Santoro- di diffondere il progetto PAD (Public Acces Defibrillation) anche in altri distretti sanitari”. Un grazie sentito anche dall’assessore Roberto D’Alessandro a tutti gli operatori sanitari e ai farmacisti che hanno reso possibile la concretizzazione del progetto e ai dottori Giovanni Nicotera e Vincenzo Blasi che, in collaborazione con il 118, hanno tenuto i corsi di formazione per il personale cosiddetto “laico”. “Cosenza –ha detto D’Alessandro- si allinea ai livelli delle prestazioni sanitarie che si riscontrano nelle più moderne città del centro-nord, un risultato tanto più aprezzabile considerate le restrizioni finanziarie di cui il Comune deve tener conto. La capillare presenza sul territorio di farmacie aderenti al progetto assicurerà interventi in un tempo non superiore ai cinque minuti”. L’accordo prevede che per l’acquisto dei defibrillatori (al costo di 2.540 più Iva) il Comune e la Federfarma intervengano con un contributo di 500 euro ciascuno, a vantaggio di ogni farmacia aderente, che deve accollarsi il resto del costo dell’apparecchio.