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"La Casa famiglia e le reti fognarie nelle periferie opere di grande rilevanza sanitaria" secondo l'assessore D'Alessandro

17 nov 2004
(17/11) (UfficioStampa) - All’indomani dell’approvazione in Giunta delle pratiche relative alle opere pubbliche da realizzare in tempi brevi grazie al finanziamento tramite BOC, l’assessore alla Salute del cittadino Roberto d’Alessandro sottolinea due dei provvedimenti come molto significativi in ambito sanitario.
“Questa Amministrazione –dichiara D’Alessandro- ha confermato di saper conciliare la realizzazione di infrastrutture con azioni che mirano alla elevazione ad ogni livello dei cittadini.
Sono particolarmente soddisfatto per la previsione del recupero dell’edificio che, a Donnici, dovrà ospitare la Casa famiglia. E’ questa una iniziativa di elevata valenza sanitaria e sociale in quanto si rivolge ad una parte debole della popolazione, ovvero ai malati psichiatrici dimessi dopo la risoluzione dell’episodio acuto e che non hanno una famiglia in grado di accogliere e gestire la fase del disagio immediatamente successiva all’evento acuto.
Era una iniziativa che da tempo aspettavano sia gli operatori sanitari sia, e soprattutto, le famiglie interessate. Questa Amministrazione ha affrontato e risolto il problema in maniera definitiva, radicale ed ottimale, ottemperando alla impostazione che le è consona di grande attenzione alla salute in generale e, nella fattispecie, alla salute mentale.
La Casa famiglia rappresenta un momento importante nel sereno recupero del paziente psichiatrico ed è momento fondante per il suo inserimento nella società, in perfetta sintonia con la tradizione e la scuola basagliana.
Nella stessa seduta è stata approvata un’opera di grande impatto sociale e rilevanza sanitaria. Mi riferisco alla realizzazione di una rete fognaria in zone periferiche della città, come Cozzo Presta, Badessa, Tenimento, Serre, Vallone di Rovella, Donnici, oltre a piazza Valdesi.
E’ un lavoro importante che si segnala quale punto di partenza di una riqualificazione completa e definitiva delle periferie cittadine”.