Home Page » Canali » Archivi » Notizie » Archivio Comunicati Stampa » Archivio Comunicati Stampa 2004

Convegno a Civitas Med: "Fare finanza per creare sviluppo"

06 dic 2004
(6/12) (UfficioStampa) - La finanza etica, una rete sociale a garanzia dei sistemi produttivi. Se n’è parlato nel dibattito tenutosi ieri alla Città dei Ragazzi di Cosenza, che dallo scorso venerdì ospita “Civitas Med”, la 1° Mostra Convegno dedicata all’economia civile del Mediterraneo. Al centro dell’incontro, organizzato dal Gruppo Banca Popolare Etica, dalla Fondazione Carical, dall’Associazione Finanza Etica e dal Gruppo Promidea, il ruolo della finanza etica al servizio dei territori, per sostenere la crescita del benessere nel Mezzogiorno e nel Mediterraneo. A spiegare le finalità di Banca Etica, è stato Marco Gallicani, Direttore dell’Associazione no profit “Finanza Etica”, la quale si prefigge come scopo primario l’investimento sull’economia reale, prestando maggiore attenzione ai singoli individui, ai privati e alle piccole e medie imprese. “Da dieci anni, la finanza etica ha smesso di essere il cuore pulsante dell’economia, a causa di una scellerata speculazione bancaria, che inevitabilmente fa sì che il denaro in circolazione sia sempre meno”. “Ed è per questo motivo- ha spiegato Gallicani- che oggi la finanza etica assume un ruolo centrale all’interno dell’economia; motori di sviluppo del processo di trasformazione sono le Banche di Credito Cooperativo, che agiscono costantemente al servizio di quella fascia di popolazione considerata “non bancabile”. Angelo Lo Giudice, Direttore della Banca di Credito Cooperativo dei due Mari, ha parlato dei meccanismi attraverso i quali le banche assolvono alla loro funzione prettamente etica, mediante processi di intermediazioni, che prevedono attività di orientamento e consulenza, al fine di migliorare e favorire le opportunità di inserimento sociale e lavorativo dei beneficiari, ma anche di sensibilizzare le comunità locali ad investire in progetti mirati allo sviluppo dell’economia sociale. “Le diverse associazioni bancarie stanno portando avanti numerose iniziative, non solo in Italia, ma anche all’estero. In Ecuador, ad esempio, la BCC Padana, insieme con la Federcassa, hanno promosso un progetto di microcredito, rivolto alle persone meno abbienti, con un tasso di interesse del 4%, ed una insolvenza minore dell’1%. Ciò a dimostrazione del fatto che i tassi di crescita delle BCC, oggi, sono quattro volte più alti rispetto al resto del sistema bancario, con un tasso di impieghi pari al 35%; secondo i dati di bilancio 2003, gli impieghi nel Mezzogiorno di Banca Popolare Etica, ammontano a 10 milioni 377 mila euro, pari al 7% dei crediti totali. In Calabria, Banca Etica ha erogato in questi anni circa 2 milioni 418 mila euro di prestiti e i crediti in corso sono quindici, per un importo totale di 672 mila euro. “L’etica- ha detto Lo Giudice- non serve per lavorare meglio e fare soldi solo scommettendo sugli indici di borsa non è produttivo: l’etica è un valore che entra nella qualità della vita che facciamo”. L’attenzione si è poi spostata sull’importanza di due fattori congiunti, quali la reciprocità e la coalizione nei rapporti fra banca e beneficiari, con gli obiettivi di fare rete, promuovere gli scambi e migliorare la qualità sociale e civile a favore dell’intera comunità. “Differenti per forza -ha concluso Lo Giudice- è stato lo slogan 2004 delle Banche di Credito Cooperativo, ma nel 2005 differenti lo saremo per scelta”.