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Centro prenotazione unico per le prestazioni specialistiche

06 dic 2004
(6/12) (UfficioStampa) - L’Assessore ai diritti della salute del cittadino, Roberto D’Alessandro, interviene sul tema del Centro unico per le prenotazioni specialistiche.
“Si ritiene indispensabile affrontare in termini definitivi e risolutivi il problema delle liste d’attesa e delle prenotazioni delle prestazioni specialistiche.
Il disagio è, ad onor del vero, avvertito e sofferto in maggior misura nel momento in cui il cittadino decide di accedere all’Azienda Ospedaliera piuttosto che all’Azienda Territoriale.
Come è pensabile una sanità vicina al cittadino se per accedere ad un accertamento presso gli ambulatori ospedalieri ci si è costretti ad incolonnare e superare almeno tre file talora chilometriche: una per regolarizzare il ticket, una per prenotare l’accertamento, una per eseguirlo.
Realizzare un centro di prenotazione unico ed integrato tra Azienda territoriale ed Ospedaliera, sarebbe un passo in avanti significativo per avviare a risoluzione il problema.
Ci sono davvero ostacoli così insormontabili per la realizzazione di una struttura informatica in grado di sollevare dalle ambasce una parte consistente di popolazione, per di più la parte più debole, più esposta, più meritevole di attenzione se non altro perché afflitta dalla necessità di curarsi?
Ci viene veramente difficile pensare che in epoca spaziale, in cui si naviga più per internet che non per mare, non sia possibile connettere i sistemi di prenotazione dell’ASL 4 e dell’AZO della città di Cosenza.
Ci viene da pensare come faranno a Roma, oppure a Milano: anche lì i tam tam?
Ci attanaglia un dubbio, purtroppo suffragato da significative e consistenti constatazioni; non è questione di difficoltà, bensì è questione di volontà, di scelte, di priorità.
E’ evidente che il centro di prenotazione unico non è nel programma del management dell’Azienda Ospedaliera: chiarisco il perché di tale perplessità.
Questa Amministrazione è fortemente impegnata su tutti i fronti a svolgere il ruolo che le compete, a cui è istituzionalmente chiamata. Aderente a questo principio, questo Assessorato, qualche mese addietro, ha stimolato un tavolo di lavoro sull’argomento cui hanno partecipato funzionari amministrativi e sanitari di tutto spessore delle due aziende. A quel tavolo, e ad uno successivo, l’Azienda Territoriale ha proposto un progetto compiuto, già definito, ha dato la disponibilità delle sue postazioni distribuite capillarmente sul territorio, del suo personale e del call center.
In definitiva, e in base a tale progetto, per accedere all’accertamento una sola fila, o ancor meglio una sola telefonata, costo dell’operazione solo 30.000 euro o poco più, un’inezia.
Gli incontri di lavoro sono rimasti solo due, non sono andati avanti, non sono stati né incentivati, né approfonditi, ma, fatto ancor più grave, senza che l’Azienda Ospedaliera ne spiegasse le ragioni.
Non c’è alcuna verve polemica, se ci fosse avremmo potuto aggiungere altro, ma solo l’augurio che la discussione venga ripresa e risolta; se così non dovesse essere sarebbe azione omissiva ed irresponsabile”.