Home Page » Canali » Archivi » Notizie » Archivio Comunicati Stampa » Archivio Comunicati Stampa 2004

Discorso del Presidente del Consiglio comunale Saverio Greco

17 dic 2004
(17/12) (UfficioStampa) - Lo scorso 19 novembre, il Consiglio comunale della Città di Cosenza ha deliberato di conferire a Mons. Agostino, la cittadinanza onoraria, così come proposto dalla Giunta del Sindaco Catizone.
La cittadinanza è una condizione giuridica che si assume all’atto della nascita o si elegge nel corso della vita.
E’ un insieme di diritti e di doveri che gli uomini liberi osservano per una ordinata conduzione della dimensione sociale.
Oltre a questo la cittadinanza è un forte segno distintivo per ciascuno; è un’identità collettiva che aggrega ; è una storia comune che proietta nel futuro il contributo di ciascuno; è un sentimento di appartenenza che ci rafforza; è l’orgoglio per quanto di buono una città sappia offrire unitamente alla sofferenza per l’ingiustizia che pure ne può caratterizzare i vari aspetti della sua vita.
Questa dimensione culturale e sociale del concetto di cittadinanza si vuole valorizzare e rafforzare con il conferimento della “cittadinanza onoraria”. Un atto che se da un lato punta a rendere onore ad un benemerito per l’alto contributo offerto alla comunità cittadina, dall’altro punta ad acquisire, al corpus di valori costituenti l’identità municipale, gli insegnamenti profondi che l’operato del cittadino onorario trasmette ai posteri.
Il conferimento della cittadinanza onoraria ha dunque un alto valore simbolico, che il Consiglio Comunale ha inteso interpretare autenticamente dibattendo sulle ragioni che lo spingevano ad approvare unanimemente la proposta del Sindaco di conferire la cittadinanza onoraria a Mons. Agostino che mi onoro di illustrarvi, sebbene in via sintetica, non senza provare la stessa emozione che l’Assemblea mostrava quella sera.
Già nella proposta di conferimento vi erano motivazioni profonde, che richiamavano i tratti più significativi dell’opera di Mons. Agostino nella nostra Città:
1) La capacità di richiamare la dimensione sociale della Fede;
2) La forza del nostro Vescovo di sostenere le ragioni dei più deboli come atto di testimonianza della verità;
3) La forte provocazione ad una missionarietà più intraprendente e vissuta nel segno della Comunione;
4) La saggezza con cui ha condotto la sua Diocesi;
5) Il suo protagonismo vissuto a servizio della sua funzione;
6) L’acutezza di analisi, l’equilibrio intellettuale e le istintive doti di comunicatore con cui ha svolto ruoli di rilievo regionale e nazionale;
7) I processi di canonizzazione di alcuni tanti Figli di questa terra di Calabria hanno avuto un contributo fondamentale in questi anni;
8) Non ultimo l’impegno a favore della valorizzazione del patrimonio storico-artistico dell’Arcidiocesi, oltre alla riapertura del Seminario Teologico a Cosenza.
Con queste motivazioni si proponeva al Consiglio di deliberare sul conferimento della Cittadinanza onoraria, e su questo l’Assemblea era chiamata a confrontarsi.
Credo che il dibattito consiliare abbia prodotto il risultato di valorizzare fino in fondo il contributo che è pervenuto alla nostra città da un protagonista autentico, che in un momento storico di difficoltà, ha legato il suo nome a prese di posizioni significative, dando prova di superiori virtù, di coraggio e di sensibilità.
IL Consiglio ha voluto richiamare, tra le altre, le iniziative condotte da Mons. Agostino sul tema dell’usura.
Uno dei mali che affliggono Cosenza come tante altre realtà del nostro paese e purtroppo non l’unico ma nemmeno il meno odioso.
La grave congiuntura economica nazionale che stiamo attraversando sacrifica oltremodo i bilanci familiari ed espone dunque non più solo le imprese, ma anche le famiglie al rischio dell’usura, che lega purtroppo ambienti variegati della nostra società, si è battuto tenacemente il nostro Vescovo e di questo il Consiglio gliene è grato.
Ma, dicevo, l’usura non è certo l’unico dei mali che ci affligge e certo il Vescovo non ha mancato di indicarlo. La mancanza di lavoro per i giovani e la minaccia all’occupazione di tanti Calabresi e cosentini rappresenta un ulteriore rischio di disgregazione sociale contro cui Mons. Agostino ci ha invitato all’azione E lo ha fatto con la profonda coerenza del suo messaggio e del messaggio di una Chiesa che non vuole esercitare il potere politico, ma non rinuncia ad illuminare la coscienza di tutti verso lo scopo di servire il bene comune e la promozione umana e proprio il rapporto tra il nostro Vescovo e la politica è stato uno degli aspetti più condivisi del Consiglio che ha riconosciuto a Mons. Agostino di aver saputo interpretare un ruolo fondamentale corretto, anche se a volte troppo scomodo. Non sono mancati i riferimenti alla bella esperienza che la nostra Città ha condiviso nel rapporto che si era creato tra il Sindaco Mancini e Mons. Agostino e soprattutto nelle tante iniziative di collaborazione che insieme hanno avviato e di cui tutti ci preoccupiamo di mantenere la continuità.
E riguardo al rapporto con la politica che l’intuizione più felice del nostro Vescovo sia stata quella di indicare l’antidoto vero ai mali della nostra società: il richiamo continuo ai valori morali, all’etica dei comportamenti di ogni pubblico amministratore.
Insomma, riesce difficile indicare le ragioni della decisione del Consiglio senza correre il rischio di prendervi più tempo di quello concesso dalla vostra attenzione, tanti sono i meriti che si vogliono riconoscere a Mons. Agostino.
Voglio, però riconoscere un tratto del suo episcopato che ritengo essenziale. Monsignor Agostino ha esortato ad uscire dagli intimismi, scomodandoci e scomodando il mondo dalla sazietà e dagli apparati; ci ha chiamati ad avere un atteggiamento nuovo e radicale nei confronti di ogni forma di schiavitù e delinquenza organizzata, ricordandoci che ogni uomo è nostro fratello.
Vorrei dire che Mons. Agostino ha rinnovato in ciascuno di noi, utilizzando le parole di Camillo Prampolini, un odio profondo per tutte le ingiustizie, tutte le iniquità, un desiderio ardente di uguaglianza, di fratellanza, di pace e di benessere fra gli uomini; un bisogno irresistibile di lottare, di combattere per realizzare questo desiderio.
Tanta nobiltà intende onorare Cosenza con questa cittadinanza onoraria, cotanto appello alla lotta intende rilanciare ai cosentini presenti e futuri il Consiglio Comunale.