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Intervento del sindaco Eva Catizone ai lavori del convegno nazionale della Fondazione Guccione

09 mag 2003
Il sindaco Eva Catizone ha partecipato stamane a Roma, nella Sala Palazzo Marini della Camera dei Deputati, ai lavori del convegno nazionale della Fondazione Luigi Guccione, sul tema: "Ricominciamo da ...51, equilibrio e parità tra donne e uomini nella rappresentanza, un problema di democrazia". Eva Catizone ha, in particolare, preso parte ad un dibattito su: "E se la politica al maschile non interessa più?" "Più che rispondere a questa domanda -ha esordito - preferisco pensare a come trovare forme possibili di compatibilità delle differenze, a come arrivare a una sorta di integrazione in politica, che è tradizionalmente un ambito maschile e che si deve invece arricchire nella giusta misura dell'elemento femminile." Eva Catizone ha quindi illustrato l'esperienza cosentina. "Porto la testimonianza di una città in cui c'è cittadinanza politica per le donne, come del resto avviene in diversi centri del Sud (Lecce, Napoli, Castellammare, Taranto ecc.), il che costituisce una delle positive novità del Mezzogiorno di cui parla Gianfranco Viesti nel suo ultimo saggio. A Cosenza siamo andati anche oltre perché non ci sono solo un sindaco e una Giunta a forte caratterizzazione femminile, ma sono donne la city manager, il comandante dei vigili urbani e tante altre dipendenti che occupano livelli decisionali." Il sindaco si è poi soffermato sulla necessità di puntare su di un lavoro collettivo, una sorta di rete, per superare vecchi luoghi comuni che vogliono le donne nemiche delle donne e per passare realmente dalla politica delle parole a quella dei fatti concreti. "Molto - ha sottolineato- possono fare sindaci e presidenti di Regione, ai quali spetta la formazione delle Giunte e che possono, quindi, nel momento delle scelte, nominare delle donne. Si tratta solo di un problema di volontà e di assunzione di responsabilità". "Purtroppo -ha proseguito il sindaco- ci sono ancora troppi politici ed amministratori che solo verbalmente sostengono le pari opportunità. Nella Regione Calabria non c'è una donna in Giunta. In compenso, si è deciso di spendere una cifra incredibile per spettacoli di dubbio interesse e valore artistico, che hanno sì al centro la donna ma, come al solito, solo in virtù della sua avvenenza fisica."