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Dichiarazione dell'Assessore alla mobilità Vittorio Cavalcanti:

09 mag 2003
"La proposta di scissione dell'AMACO, deliberata dalla Giunta per la successiva approvazione dell'atto di indirizzo da parte del Consiglio Comunale, costituisce l'avvio di una fase di modernizzazione e di efficienza dei servizi, sulla quale è opportuno fornire alcuni chiarimenti.- In primo luogo, non è inutile precisare che essa prende spunto ed è sostanzialmente resa obbligatoria dalle disposizioni comunitarie e nazionali, che attengono al processo di liberalizzazione e che impongono la definizione di assetti imprenditoriali sui quali non pesino limitazioni alla concorrenza.- In tale quadro, appunto, il Legislatore ha voluto che lo scenario prossimo - assai prossimo - del passaggio dal regime delle concessioni a quello delle gare veda in condizioni di sostanziale parità tutti i soggetti potenzialmente interessati.- Da ciò l'esigenza della scissione tra una società cosiddetta patrimonio, titolare, cioè, dei beni e delle reti, ed una società di gestione, che dovrà partecipare alle gare per l'aggiudicazione dei servizi.- Il processo di liberalizzazione si intreccia con quello di privatizzazione, nel senso che, mentre la società patrimonio dovrà avere una partecipazione di maggioranza pubblica, quella di gestione dovrà pervenire ad un assetto partecipativo a maggioranza privata.- Quest'ultimo è, ovviamente, una linea di tendenza di respiro più lungo.- Come è chiaro, liberalizzazione e privatizzazione hanno un comune denominatore, una sorta di ispirazione di fondo che è quello dell'efficienza e della capacità imprenditoriale, sulla quale - a mio avviso non senza ragioni - pesa la considerazione di quanto condizioni di sostanziale privativa abbiano inciso sui processi di crescita.- E', quindi, un percorso che richiama tutti a precise assunzioni di responsabilità: da chi ha il compito di effettuare le scelte politiche, a chi ha il ruolo di tradurle in atti concreti sul piano dell'organizzazione, a chi dovrà operare per la partecipazione attiva alla realizzazione degli obiettivi.- E', dunque, una sfida che riguarda amministratori, management, personale e che può aprire in modo forte anche quel processo di integrazione vettoriale, ormai da considerare un obiettivo strategico dell'area urbana.- Ma è una sfida che, ognuno per la propria parte, dovrà affrontare sapendo che tale percorso, oltre che obbligato, è sicuramente da valutare come autentico processo di crescita non solo dell'efficienza dei servizi, quanto della capacità culturale di fare veramente impresa in un contesto per troppo tempo considerato come una sorta di zona franca.- Ovviamente, tale percorso dovrà avere il massimo della condivisione e, prima ancora, della interlocuzione tra tutte le componenti che dovranno parteciparvi - in primo luogo i lavoratori e le rappresentanze sindacali -, perché, come dicevo, è una sfida che tutti insieme siamo chiamati ad affrontare ed a vincere.- Ed è una sfida nella quale nessuno può permettersi il lusso di praticare la strada dell'opposizione preconcetta o della resistenza al cambiamento tout court e, per dovere di lealtà, è giusto dire quanto sia apprezzabile la disponibilità responsabile che è stata offerta da esponenti della parte politica avversaria.- L'amministrazione comunale ha voluto, con la delibera citata, dichiarare di essere pronta a fare la propria parte, nell'interesse dell'azienda, dei tanti bravi ed onesti lavoratori, e dei cittadini, che pretendono - ed è giusto che abbiano - un servizio di trasporto pubblico efficiente e veramente alternativo al trasporto privato."