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Comune e Sindacato per la riorganizzazione delle cooperative

14 mag 2003
La situazione dei circa 500 lavoratori, soci delle cooperative che collaborano con il Comune di Cosenza, è stata oggetto di un incontro tra il Sindaco, Eva Catizone, e i rappresentanti dei Sindacati Confederali Cgil, Cisl e Uil. Erano presenti gli Assessori Giuseppe Leporace e Domenico Cersosimo, il Direttore Generale Antonella Molezzi e il Dirigente del Settore Ambiente Rino Bartucci. Per i Sindacati hanno partecipato Massimo Covello, Luigi Scarnato e Franco d'Orrico della Cgil, Antonio Verrino della Uil, Gianluca Campilongo e Domenico Perfetti della Cisl. "Siamo qui per discutere di una situazione che ha grande valenza sociale - ha detto il Segretario Provinciale della Cgil Massimo Covello, ringraziando l'Amministrazione Comunale per la disponibilità - e ne parliamo con l'unico committente di società cooperative che hanno natura privata. L'Amministrazione Comunale, al momento della creazione delle Cooperative ha dimostrato lungimiranza - ha proseguito Covello - ma ora si pone un problema nuovo. La situazione di riferimento infatti è cambiata, i trasferimenti da parte dello Stato sono sempre di meno e, in questo quadro, è importante che il Comune sia riuscito a mantenere nel bilancio gli impegni assunti in precedenza. I lavoratori, da parte loro, pur riconoscendo in pieno gli sforzi compiuti dall'Amministrazione comunale, ci hanno chiesto di passare dal sussidio, al consolidamento del proprio lavoro. Per questo chiediamo di individuare altri soggetti pubblici che possano intervenire, perché è chiaro che il Comune, da solo, non può andare oltre. Avviamo una ricognizione, allora. Vediamo se, con il coinvolgimento responsabile di tutti i soggetti pubblici, non sia possibile stabilizzare il lavoro". "Noi siamo in una fase di riorganizzazione e di razionalizzazione delle cooperative - ha detto il Sindaco Catizone - attraverso la quale, però, non vogliamo alimentare false aspettative. Bisogna evidenziare che l'Amministrazione Comunale di Cosenza, nel suo impegno contro la disoccupazione, non ha mai avuto alcun sostegno da altri enti, se si eccettua un solo precedente con i fondi Urban, qualche anno fa, per la cifra di 500 milioni di lire. Per il resto, l'impegno delle cooperative è sempre stato a totale carico del Comune. Nel bilancio attuale, nonostante le ristrettezze causate dalla finanziaria, l'Amministrazione ha stanziato circa 6 milioni di euro (12 miliardi di vecchie lire), con un impegno che non ha uguali in altri comuni italiani". "Le cooperative sociali, nate nel 1997 sulla base della legge 381 sulla cooperazione - ha ricordato il Direttore generale Antonella Molezzi - sono attualmente 22, per un totale di 475 soci che, dall'anno scorso, hanno un rapporto a tempo pieno. Nella prima fase si è lavorato anche per incanalare i soci-lavoratori in una serie di regole, anche al di fuori del normale rapporto tra Pubblica Amministrazione e ditte appaltatrici. In questa fase, invece, stiamo discutendo una nuova bozza contrattuale incentrata sugli obiettivi. Inoltre, dovendo far rientrare tutte le cooperative nella soglia dei 200.000 euro, ci faremo carico, come Amministrazione Comunale, dei costi derivanti dalla scissione delle cooperative più numerose". "Ora, però, il nostro obiettivo è quello di rendere più autonomi e responsabili i soggetti interessati. - ha precisato l'Assessore Giuseppe Leporace - Vorremmo stimolarli ad uscire dalla monocommittenza, ma per farlo bisogna migliorare la loro formazione in modo da aumentarne la competitività". "L'obiettivo è quello di trasformare le cooperative in imprese sociali - ha aggiunto l'Assessore Domenico Cersosimo - in cui il Comune non abbia rapporto col lavoratore, ma con l'impresa. Lo stock finanziario impegnato dall'Amministrazione Comunale è invalicabile, ma anche intangibile. Il Comune, cioé, non ha alcuna intenzione di scendere al di sotto della soglia dei circa 6 milioni di euro, ma non può neanche avere la capacità di aumentarla. Lo stallo potrebbe essere superato se si riuscisse a fluidificare il rapporto; se le cooperative riuscissero ad entrare nel mercato, proseguendo nel percorso di crescita sociale e culturale. In questo, nella riqualificazione culturale e sociale dei lavoratori e degli stessi presidenti delle cooperative, la responsabilità del sindacato è altissima. Grazie a quello che si è fatto negli anni passati, del resto, Cosenza vive una situazione di pace sociale di cui non si può non tener conto. Ma la pace sociale è un bene pubblico che non può essere sostenuto solo dal Comune, ma va pagato dalla intera collettività. Costruiamo un modello originale di rapporto, anche con il sindacato - ha concluso Cersosimo - che, al termine di un percorso identificativo fra le parti, porti ad un protocollo sul lavoro per la città di Cosenza come propone il sindacato". "Accogliamo la sfida - ha concluso Massimo Covello, della Cgil - siamo convinti che la stagione dell'assistenzialismo sia ormai chiusa e siamo pronti a lavorare per individuare nuove fonti di finanziamento".