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Lettera dei sindaci al Ministro dell'Ambiente Mattioli

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Lettera dei sindaci al Ministro dell'Ambiente Mattioli
26-05-2009
Il Sindaco di Cosenza Eva Catizone, insieme ai primi cittadini di Castiglione Cosentino, Salvatore Magarò, Castrolibero, Orlandino Greco, Rogliano, Pietro Oliveti, Santo Stefano di Rogliano, Francesco Garofalo e di Carpanzano, Pino Vigliaturo, ha inviato una lettera al Ministro dell'Ambiente Altero Matteoli ed alla Regione Calabria, a seguito della risposta data dallo stesso Ministro all'interrogazione rivoltagli dall'On. Giacomo Mancini e nella quale il rappresentante del Governo ha espresso una posizione di netta contrarietà rispetto alle procedure di affidamento del servizio idrico integrato, ribadendo la necessità di dar corso ad un bando di gara europeo. La Catizone e gli altri sindaci firmatari della lettera a Matteoli ed alla Regione "manifestano - è scritto nella missiva - preoccupazione e perplessità per l'affidamento del servizio idrico integrato nell'ATO n.1 di Cosenza, da parte dell'Ente d'ambito, ad una società partecipata unicamente da alcuni dei Comuni dello stesso ATO e dall'Amministrazione provinciale di Cosenza ("Cosenza Acque S.P.A."). L'affidamento in questione - si legge ancora nella lettera - si caratterizza per contrarietà a normativa comunitaria (atto di messa in mora della Commissione europea e circolare del Ministro dell'ambiente del 18 marzo 2003) con possibile illegittimità e conseguente fonte di responsabilità per gli amministratori. Lascia inoltre fortemente perplessi quanto all'affidabilità, competenze e capacità di un Soggetto pubblico di nuova costituzione , chiamato alla gestione di un servizio primario per la vita dei cittadini in un territorio vasto come quello della Provincia. L'affidamento stesso- sottolineano ancora la Catizone e gli altri cinque Sindaci che scrivono al Ministro- comporta inutili ed evitabili costi di funzionamento e gestionali inconcepibili, attesa la transitorietà di tale tipo di affidamento destinato comunque a cessare per legge a breve (tre o cinque anni); Esso è avvenuto in tempi inammissibilmente ristretti (meno di 15 giorni per approvare lo Statuto della costituenda società pubblica tra 155 Comuni; successiva convocazione dei consigli comunali,versamento dei conferimenti,stipula atto costitutivo;esame e voto della Conferenza dei Sindaci su convenzione di gestione,disciplinare tecnico,piano operativo triennale),tali da non consentire alcun serio esame e dibattito sui decisivi documenti da approvare; Si tratta altresì di affidamento - scrivono ancora i Sindaci - avvenuto senza che i Consigli comunali degli enti locali interessati potessero discutere ed approvare la convenzione di gestione,il disciplinare tecnico,ed il piano degli interventi per come pure prescrive l'art. 46 della L.R. 10/97 e l'art. 17 della convenzione di cooperazione dell'Ente d'ambito, norme evidentemente violate, con lesione delle competenze dei Consigli Comunali inammissibilmente esclusi da argomenti fondamentali afferenti la gestione del servizio idrico; Tutto questo determina pregiudizi per i Comuni, sia in termini di aumento tariffario (tariffe peraltro non correlate agli investimenti effettuati ed al personale da trasferire), sia in termini di mancata previsione di canoni a favore dei Comuni per gli impianti e le reti da mettere a disposizione, sia in termini di personale da trasferire (soprattutto laddove il personale non è addetto esclusivamente al servizio idrico); Ma comporta anche incertezze e pregiudizi per il personale addetto ai servizi idrici attualmente in forza agli enti locali.C'è da dire ancora - sostengono i Sindaci rivoltisi al Ministro Matteoli ed alla Regione Calabria- che l'affidamento è stato effettuato a favore della società pubblica "Cosenza Acque" costituita solo 3 giorni prima ed ai cui vertici sono stati nominati quali amministratori, alcuni sindaci ,nonché lo stesso Presidente dell'Ente d'Ambito ed il direttore della segreteria tecnica dell'ATO, con inopportune commistioni tra organi politici e gestione del servizio , con inammissibili coincidenze tra controllori e controllati e con intuibili conflitti di interesse; Ciò ha implicato un ruolo per l'Amministrazione Provinciale di Cosenza non più e non solo di Ente di coordinamento, bensì di Ente di gestione con partecipazione maggioritaria ,alterando il criterio di rappresentatività dei Comuni in base alla loro popolazione; L'affidamento è stato effettuato, poi, nel corso della Conferenza dei Sindaci del 30/6/2003 (ultimo giorno utile per l'affidamento diretto del servizio a società pubblica) scarsamente partecipata sia quanto a numero dei Sindaci, sia soprattutto quanto a popolazione rappresentata ed in cui è stata disattesa la legittima richiesta di verifica del numero legale avanzata formalmente dal Sindaco di Celico ,verifica poi negata il giorno successivo al Sindaco di Cosenza ,cui è stata impedita dall'Ente d'Ambito la visione degli atti e dei documenti certificanti le presenze. Con conseguenti perplessità ed incertezze sulla valida costituzione della detta seduta. Alla luce delle elencate gravi preoccupazioni, chiediamo indicazioni in merito alle procedure ed iniziative da intraprendere atte a scongiurare i rischi paventati e ad evitare che l'iniziativa intrapresa dall'ente d'ambito dell'ATO Cosenza 1 possa proseguire."

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