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La cultura della solidarietà contro ogni tipo di discriminazione

11 giu 2003
Nel quadro degli incontri con le associazioni promossi dall'Assessorato alle politiche femminili e con il contributo di Amnesty International si è svolto lunedì scorso, 9 giugno, presso la Casa delle Culture, un convegno dibattito sui temi della discriminazione e delle pari opportunità nella società e nel mondo del lavoro. La manifestazione, coordinata dalla rappresentante dell'Arci Cosenza, Maria Rosa Vuono, ha fatto registrare la partecipazione dell'assessore Felicita Cinnante, dei rappresentanti locali di Amnesty International Giovanni Garro e Anna Falcone, di Stefano Gioia, presidente dell'Arcigay Eos Calabria e di Delly Fabiano dell'Anfe, Associazione Nazionale Famiglie Emigrate. "Approfondire questa problematica è necessario - ha detto Maria Rosa Vuono nell'introdurre il dibattito - per rendere visibile il lavoro condotto da coloro che intendono battersi contro le discriminazioni di ogni natura, che abbassano notevolmente i valori della cultura, della solidarietà, della coscienza, nella società civile". "L'Amministrazione comunale - ha ribadito l'Assessore Cinnante - è sempre assai lieta di poter collaborare con le associazioni. E' importante - ha aggiunto - non chiudersi nelle stanze del palazzo, ma aprirsi alle istanze che giungono dall'esterno. Dal mese di settembre abbiamo promosso la raccolta di firme per salvare la vita di Amina nell'ambito di una campagna per la salvaguardia dei diritti dell'umanità, ma parlare di diritti umani ha senso anche nel nostro Paese dove esiste una tutela garantita sulla carta da normative che spesso però vengono disattese. Penso alle donne - ha precisato l'Assessore Cinnante - al loro diritto di lavorare, di avere un figlio, di dire basta ad un rapporto prima che possa chiudersi in modo cruento. Penso alla prostituzione coatta cui molte donne sono costrette, ma penso anche agli extracomunitari che giungono a migliaia nel nostro Paese dove vengono letteralmente buttati nei centri di accoglienza come spazzatura, relegati in un recinto di pochi metri. Tutte problematiche che vanno affrontate per promuovere una società civile e democratica". I rappresentanti di Amnesty International, Giovanni Garro e Anna Falcone, hanno sottolineato che in numerosi Paesi esistono ancora normative gravemente discriminatorie per le donne. "In Bangladesh - ha detto in particolare Giovanni Garro - insiste l'usanza dei matrimoni combinati. Le ragazze che vi si oppongono vengono sfigurate in viso con l'acido". "Alla base della discriminazione - ha aggiunto Anna Falcone - c'è la paura, l'ignoranza, soprattutto l'incapacità di rapportarsi con gli altri. In Italia il livello di istruzione femminile è molto cresciuto ed esiste una vera e propria attitudine delle donne verso i ruoli più impegnativi che pure sono quasi completamente assenti nelle alte cariche istituzionali". Il presidente dell'Arcigay Eos Calabria Stefano Gioia ha parlato delle discriminazioni basate sui diversi orientamenti sessuali: "Il Governo ha recentemente recepito una direttiva comunitaria che prevede l'eliminazione delle discriminazioni nel mondo del lavoro ma inspiegabilmente il decreto, varato con il contributo del Ministro Prestigiacomo, parla di discriminazione tra uomini e donne, ignorando di fatto le problematiche dei transessuali". Stefano Gioia ha inoltre invitato l'Assessore Cinnante ad attivare uno sportello informativo e di assistenza a disposizione della cittadinanza. Le conclusioni sono state affidate a Delly Fabiano, presidente dell'Anfe. "In Calabria, proprio per la particolare connotazione geopolitica della nostra regione, è notevole l'affluenza degli immigrati. Nella società della globalizzazione non si può prescindere dall'attuazione di un significativo progetto che sia in grado, anche sotto il profilo dell'educazione, di proporre soluzioni concrete".