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Il Consiglio comunale del 28 febbraio

26 mag 2009

Il Consiglio comunale, presieduto da Saverio Greco, ha approvato venerdì sera il documento licenziato il 28 febbraio scorso dalla Commissione comunale consiliare Sanità presieduta da Antonio Ciacco, con il quale si indicano le linee guida che il Piano sanitario regionale dovrà contenere.

Il documento verrà inviato alla Regione quale contributo per la definizione del PSR.

SINTESI DEL DOCUMENTO

Il documento parte da una analisi della gravosa situazione sanitaria calabrese per passare ad una serie di indicazioni.

In particolare, si sottolinea la necessità di un radicale intervento di riforma, esaltando la centralità della sanità pubblica e garantendo pari dignità tra servizio pubblico e privato, rapporto oggi sbilanciato a favore quest'ultimo.

Si ribadisce che Cosenza vuole il decollo della medicina territoriale, cui andranno assegnate risorse certe ed adeguate. Da contrastare, invece, la ospedalizzazione esasperata, altra grave FONTe di sprechi. Bisogna piuttosto far funzionare insieme ospedali e territorio e quindi riconvertire strutture ospedaliere nate più per ragioni clientelari che di reale bisogno. Contestualmente dovrà partire la riqualificazione.

L’Ospedale di Cosenza deve essere dotato di un modulo cardiochirurgico e di un’ autonoma unità operativa di ematologia.

Interventi riqualificativi sono richiesti anche per il Mariano Santo.

Non si tratta solo di riconvertire, ma anche di potenziare l’esistente, per frenare l’ingente deficit economico, il problema dei problemi che rischia di innescare gravi conflitti sociali.

Servono correttivi incisivi: ricalcolo della quota capitarla e interventi sui centri di spreco e di sperpero, invece che sui ticket che è misura iniqua e inefficace.

Basta, dunque, con gli accreditamenti indistinti e indiscriminati delle strutture private. Le convenzioni vanno riservate a strutture private d’eccellenza o a quelle che integrano l’offerta del settore pubblico.

Alla vigilia della inaugurazione del federalismo alla Bossi, c’è bisogno di un Piano sanitario all’altezza della sfida, che sappia interpretare i bisogni di sanità della regione.

La prevenzione deve essere riscattata dalla odiosa marginalizzazione in cui oggi è colposamente relegata. Bisogna dare risposte alle nuove emergenze sociali.

Va immaginata una rete assistenziale per gli immigrati, così come un nuovo modello di assistenza psichiatrica , attraverso percorsi di deistituzionalizzazione dell’approccio terapeutico. Il Piano sanitario deve parlare anche di case-famiglia e case- protette.

No deciso all’Azienda unica regionale che moltiplicherebbe le spese, invece di ridurle.

Infine, la Conferenza dei sindaci deve avere maggiori poteri, con facoltà di pronunciare pareri vincolanti sulla programmazione e di indicare la rosa dei candidati alla carica di Direttore generale.

In conclusione, il Piano sanitario dovtrà rappresentare un ulteriore segmento della battaglia per l’affermazione e la difesa dei diritti.

Il documento è stato approvato all’unanimità con 17 sì della maggioranza e di Perugini e Bozzo della Margherita, dopo che si erano allontanati dall’aula i rappresentanti del centrodestra.

Ampio il dibattito sull’argomento, nel quale sono intervenuti:

Elena Hoo (DS) per sostenere con convinzione la lotta agli sprechi così come individuata nel documento;

Elio Bozzo (Margherita) che ha svolto una vasta relazione sull’argomento dando atto del buon lavoro svolto dalla Commissione;

Amedeo Pingitore (Verdi), che ha plaudito all’iniziativa di offrire spunti utili ad un centrodestra regionale che ha le idee confuse;

Francesco Savastano (Nuovo Psi), che, pur rendendo onore alla Commissione sanità per il lavoro svolto, si è dichiarato contrario, in particolare alla estensione dei poteri alla Conferenza dei sindaci;

Fabrizio Falvo (An) che ha definito il documento banale e scontato sostenendo che si sta parlando del nulla perché il Piano ancora non esiste;

Francesco Perri (F.I.)che ha denunciato il tentativo di portare sul banco degli accusati il centrodestra regionale, che la voragine l’ha trovata e non creata, e chiedendo il rinvio dell’atto in Commissione dove trovare una convergenza tra opposizione e maggioranza;

Salvatore Cinerari (PSE), secondo cui il Piano sanitario dovrà essere molto più incisivo nel privilegiare il potenziamento dei distretti territoriali.

Ha replicato l’Assessore alla Salute del cittadino Giovanna Riccipetitoni, che ha ringraziato la Commissione e i consiglieri per il contributo dato su un argomento così importante che finanziariamente impegna -ha detto- ben due terzi del bilancio regionale.

"La necessità di un riordino non esiste solo per motivi economici, ma anche per motivi programmatici, se si considera che l’unico piano regionale risale al 1975. Poi sono seguiti i piani attuativi delle aziende, con tutti i limiti di una programmazione non coordinata che ha portato alle situazioni di sperequazione e di difficoltà di gestione che conosciamo. Avere un Piano è, dunque, essenziale. L’assistenza sanitaria calabrese è oggi medio-bassa, con una inadeguata rete di servizi territoriali, carenze in termini di medicina riabilitativa e lungodegenza.

Lo stesso assessore regionale Luzzo ha aperto un dibattito cui gli enti locali sono chiamati a dare un contributo. E' una fase importante, quindi, che richiede la partecipazione attiva e la discussione."

L’assessore Riccipetitoni ha ricordato che le linee generali della bozza del PSR in discussione prevedono di dare prevalenza al territorio per il 54% della spesa, di cui il 49% è per servizi territoriali e il 5 per prevenzione. C'è in progetto il riordino del rispetto dei livelli minimi assistenziali, potenziando l’assistenza domiciliare e attraverso gli ospedali di comunità.

Per quanto riguarda l'assistenza ospedaliera. "dovranno essere adottate misure di razionalizzazione di ospedali vicini fra loro e senza funzioni di qualità. Occorre riconvertire e in questa fase il ruolo degli enti locali è essenziale per assicurare ai cittadini un servizio adeguato."

Dunque, gli imperativi sono "rendere l'assistenza più vicina ai cittadini e investire in qualità. A Cosenza dovrà andare il riconoscimento dei centri eccellenza per le neuroscienze, l’area pediatrica, i trapianti, la cardiologia, l’ ematologia. Cosenza vuole un investimento in alta qualità."

L’assessore Riccipetitoni ha ribadito che è ferma intenzione dell’Amministrazione partecipare a tutte le fasi del dibattito in corso alla Regione e all’interno dell’Anci e che Commissione e Consiglio saranno tenuti costantemente informati e stimolati ad intervenire.

"Mi auguro–ha concluso- che il Piano si faccia davvero, perché solo così potremo recuperare fondi preziosi che altrimenti andranno irrimediabilmente persi e solo così potremo evitare che le resistenze al cambiamento lascino la regione scivolare verso il disastro della sanità".

Sono seguiti altri interventi per dichiarazione di voto.

Antonio Ciacco (pdci) ha denunciato l’inspiegabile trattamento di favore riservato dalla Regione alle case di cura riabilitative, di lungodegenza e psichiatriche, "che non solo non sono colpite da restrizioni ma riceveranno di più di quanto hanno avuto lo scorso anno, il tutto mentre nessun controllo sul servizio è mai stato fatto. E’ scandalosa questa situazione, così come sono inquietanti le dimissioni di Bossio. Vi è stata la sommossa delle case di cure contro i tagli che aveva preannunciato, è questa la forza di certi potentati sanitari."

Carlo Salatino (Sdi) ha ricordato alle opposizioni che il documento della Commissione contiene elementi che erano già nel documento programmatico del sindaco, approvato all'unanimità.

Salvatore Perugini (Margherita) ha preannunciato il voto favorevole ad un documento "né banale, né scontato". Preoccupante, invece, la bozza regionale che addirittura prevedeva un centro di eccellenza a Germaneto, quando ancora la struttura da premiare con il riconoscimento non esiste.

Giuseppe Nardi (Udc) ha detto di condividere solo alcune parti del documento, chiedendo il rinvio del voto e il ritorno del dibattito in Commissione dove poter trovare un accordo unanime.

Secondo Pietro Petrozza (Pse) il dibattito dovrebbe vedere abbattute le barriere tra partiti perchè si discute di salute dei cittadini. Petrozza ha quindi presentato l’ integrazione del PSE perché il documento sia inviato alla Regione.

Il Consiglio ha poi approvato le modifiche e integrazioni allo Statuto della Fondazione "Gruccione", all’ unanimità, con il rientro dei consiglieri di centrodestra presenti.

Ha ottenuto il voto della maggioranza e del consigliere Perri, ma non quello del consigliere Falvo, l’ordine del giorno del Consiglio che, partendo dalle pessime condizioni delle carceri, riconosce che lo Stato è in debito verso cittadini come i detenuti, che dovrebbero essere avviati alla riabilitazione, ed auspica "che lo Stato metta a punto un provvedimento di politica detentiva atto a che, valutando le condizioni oggettive del detenuto in fase di avanzata espiazione di pena detentiva, si applichi la sospensione condizionata nella fase terminale della detenzione, vincolandola a un corretto comportamento negli anni successivi, pena la perdita di qualsiasi beneficio."

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