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Arresti a Cosenza: Dichiarazione del Sindaco Eva Catizone

15 nov 2002
/A Il Sindaco Eva Catizone, con riferimento all’operazione disposta dalla Procura di Cosenza e che ha coinvolto alcuni militanti del movimento no global, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Non posso fare a meno di esprimere sentimenti di forte stupore e sconcerto per un’iniziativa che sicuramente getta un’ombra inquietante sull’immagine della città di Cosenza, assurta oggi alla ribalta delle cronache nazionali. Per queste ragioni, pur confidando pienamente nell’operato della magistratura e di chi si batte per la tutela ad ogni livello della legalità, non posso non invocare che sugli episodi contestati sia fatta subito piena luce per ristabilire la verità e per evitare che il prestigio della città e dei cosentini esca mortificato da un’iniziativa sulla quale occorre avere molta cautela. I fatti di oggi sminuiscono la portata del Social Forum di Firenze che ha segnato un risultato assai importante ed insieme una svolta per certi versi storica per l’assenza assoluta di violenza e per la caratterizzazione pacifista della manifestazione. Quel che non comprendiamo è la sproporzione tra i reati che vengono contestati agli arrestati e le misure restrittive disposte dalla magistratura, soprattutto perché, dalle notizie che sono state rese pubbliche, i reati contestati riguarderebbero accuse riconducibili alla mera partecipazione dei soggetti indiziati alle manifestazioni di Napoli e Genova. Allo stesso modo riteniamo importante che venga fatta chiarezza sulla effettiva consistenza di alcune ipotesi di reato come la sovversione dell’ordinamento economico costituito nello Stato e la soppressione della globalizzazione dei mercati economici. Ci sorprende e non poco, poi, che per alcuni dei soggetti coinvolti sia stato disposto addirittura il trasferimento nel carcere di massima sicurezza di Trani, così come eguale trattamento è stato riservato alle donne indagate, tradotte, invece, nel carcere di massima sicurezza di Latina. Preoccupazione ci sentiamo di esprimere anche per le perquisizioni, la qual cosa non avveniva dagli anni ’70, effettuate nella notte all’Università della Calabria senza che, così sembra, le autorità accademiche fossero avvertite. Non comprendiamo inoltre come mai tanta attenzione sia stata prestata per ipotesi di reato assolutamente atemporali, mentre la città di Cosenza soffre di ben altri mali sui quali non arrivano, però, risposte incoraggianti. L’auspicio delle istituzioni che governano la nostra città e di tutti coloro che vi risiedono è che vi sia presto un accertamento della reale consistenza delle accuse, perché in questo momento si sentono particolarmente feriti e mortificati nella loro dignità, quasi come se Cosenza fosse un avamposto di sovversivi, anziché una città dalle solide tradizioni culturali. Esprimo, infine, la più convinta ed affettuosa solidarietà al prof.Franco Dionesalvi, mio collega di giunta nell’Amministrazione Mancini, oggi particolarmente colpito negli affetti per il coinvolgimento del fratello nell’inchiesta disposta dalla Procura della Repubblica di Cosenza." (15.11.2002) a name=n2002111502