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Operazione NOGLOBAL: Approvato documento nel Consiglio Comunale divenuto pubblico

16 nov 2002
/A Stanno continuando senza alcun intoppo i lavori del Consiglio comunale che, questa sera, eccezionalmente, hanno registrato la presenza di numerosi cittadini e la partecipazione di uno di essi. Il Presidente del Consiglio Saverio Greco, in seguito all'ingresso nell'aula di un gran numero di persone che gridavano slogan per la liberazione degli arrestati di questa notte, ha chiesto all'Assemblea di votare per la trasformazione della seduta da ordinaria in pubblica. Così è stato, all'unanimità. Il Presidente Greco ha dato lettura di un documento, presentato dai Capigruppo di maggioranza, sugli arresti di esponenti del movimento anti-globalizzazione. Il Consiglio ha chiesto ad un rappresentante del movimento di prendere la parola e così Francesco Febbraio è intervenuto dal posto del primo cittadino. "Forse per qualcuno questo è un modo violento e poco civile - ha esordito Febbraio - ma noi riteniamo che questo luogo rappresenti la città. La città dei teatri, dei centri sociali, della Casa delle Culture. Una città che produce cultura, tensione politica, che si interroga sulle questioni sociali, che vive. Dovreste essere i primi a sentirvi offesi, domani, quando leggerete invece qual è l'immagine che qualcuno vuole trasmettere all'Italia e al Mondo. Abbiamo scoperto questa mattina che siamo un covo di sovversivi, e lo abbiamo scoperto perché reparti speciali sono arrivati qui da tutta l'Italia Abbiamo già vissuto questo momento nel 1993, quando un magistrato voleva descrivere questa città e il suo sindaco come un covo di mafiosi. Voi che in questi giorni avete osannato il movimento di Firenze - ha detto Febbraio rivolto ai banchi della maggioranza di centro sinistra - oggi dovete mostrare la vostra forza. Se non lo fate non potrete considerarvi dentro al movimento. Domani saremo davanti al tribunale - ha concluso Febbraio - per gridare forte la nostra rabbia e in favore di quella democrazia di cui vorrebbero privarci". Un lungo applauso, che accomuna i banchi del consiglio con lo spazio riservato al pubblico, sottolinea il discorso di Febbraio. L'on. Giacomo Mancini apre il dibattito. "Noi che abbiamo l'onore di rappresentare questa città in Consiglio comunale siamo dalla vostra parte. Vi diamo il benvenuto. Siamo convinti che l'altra notte è successo un fato grave, gravissimo, nella nostra città. Un fatto altrettanto grave si può ravvisare negli anni '70 quando i carri armati entrarono all'Università di Arcavacata. Ieri notte è successo un fatto altrettanto grave che ha portato agli arresti di giovani compagni e amici nei confronti dei quali esprimiamo la più viva e sentita solidarietà. Dobbiamo stare attenti alle reazioni - ammonisce però Giacomo Mancini - nel nostro Paese, da diverso tempo, si sta cercando di criminalizzare una parte politica senza discutere sui temi e sulle problematiche che questa porta all'opinione pubblica. Si sta facendo una cosa grave sulla quale dobbiamo cercare di lavorare uniti: si sta criminalizzando non il movimento dei No-Global o quello dei Disobbedienti, ma tutti coloro i quali vogliono, chiedono, lottano per esprimere legittimamente e in libertà il proprio pensiero. Ad alcuni non è andato giù che a Firenze le cose si siano svolte per il verso giusto, senza violenza. Continuiamo su questa linea. Questa sera, ma anche nei prossimi giorni, facciamo le manifestazioni ma non andiamo oltre. Voglio fare anche una considerazione nel merito delle accuse - aggiunge Giacomo Mancini - la Procura della Repubblica di Cosenza ha mosso accuse gravissime ai compagni, che hanno l'unico torto di avere espresso liberamente il proprio pensiero. Nella nostra città operano due procure quella ordinaria e quella antimafia. Prima della vostra visita - dice Mancini rivolto ai cittadini manifestanti - stavamo discutendo del problema della mafia e dell'antimafia. Ebbene in un territorio in cui operano due procure, i fatti di mafia nessuno li tratta. Ci sono stati quindi omicidi nel corso di questi anni, ma per questi non c'è un procedimento penale in corso, non è stato individuato un responsabile, non è stato imbastito un processo. Questo è grave! Come è grave che ci sia usura. In questa città gli usurai sono a piede libero e invece vanno in galera i ragazzi che esprimono le proprie idee! Sono convinto che il Sindaco lo dirà alla commissione antimafia". "Avete dimostrato di essere profondamente rispettosi delle istituzioni democratiche - ha detto il Consigliere Antonio Ciacco (Comunisti Italiani) ai manifestanti - questo vi fa onore. Vi vogliono a tutti i costi etichettare come terroristi, ma ci riconosciamo nei vostri valori, libertà, democrazia, civiltà, pacifismo". "Cosenza non è una città mafiosa - ha detto Salvatore Perugini (margherita) - men che meno è una città eversiva. Una voce di protesta si deve levare a tutti i livelli perché è intollerabile che si emettano provvedimenti restrittivi della libertà personale per reati che dovrebbero essere cancellati dalla nostra legislazione". "Noi rappresentiamo altra generazione della politica - ha commentato Fausto Orsomarso (Alleanza Nazionale) - anch'io ho vissuto con incredulità i fatti di questa notte. Ma rispetto ad essi le notizie sono ancora confuse, per questo dico che se una magistratura giusta, onesta, chiara stabilisse domani, e ce lo dimostrasse, che a Cosenza realmente ci sono stati dei giovani che, in collegamento con altre città in Italia e nel mondo, agivano con fini eversivi, io sarei il primo a difendere gli spazi di democrazia che altri hanno creato prima di noi. Io sarei il primo a dire che sono contro gli eversori che combattono lo Stato in cui mi riconosco. Ma se l'operato della magistratura, come è stato molte volte nei nostri confronti, mi convincesse del contrario sarò il primo ad unirmi a voi". "Che cos'è l'eversione? - si chiede Enzo Paolini - se è battersi contro il fatto che la maggioranza delle risorse del mondo vengono usate da una minoranza della popolazione, allora sono un eversore e mi autodenuncio anch'io". "Il Consiglio comunale ha dimostrato di non avere capacità di non cedere alla piazza - è stato il commentoi di Nicola Adamo (DS) - abbiamo scelto una posizione di aperta e netta critica politica a provvedimenti assunti da organi della magistratura che non ci convincono, e che presentano aspetti gravi, persino inquietanti nella vita della città e per la tenuta democratica del Paese. Emerge oggettivamente un tentativo - commenta Adamo - ed avanza un dubbio, quello di ritenere che chi ha perso a Firenze stia cercando con questo provvedimento, di natura politica e non degno dell'autorità giudiziaria, di prendersi una rivincita. Ascoltando l'incessante flusso di informazioni che oggi si è riversato su di noi non è stato possibile capire su quali fatti siano fondate le accuse. Abbiamo letto e ascoltato capi d'imputazione che nella storia repubblicana non sono stati mai assunti da nessuna Procura, neanche di fronte a fatti circostanziati. A parte della cospirazione politica ai danni dell'azione del governo e di quello generico di sovversivismo, mi è sembrato di leggere che sia stato riscontrato un reato che non può esistere per un codice penale degno di questo nome: sovversione della globalizzazione. In cosa consiste? Il deputato di AN La Russa ha lasciato intravedere oggi una cosa molto grave, quasi a costruire una ragion di Stato che giustifica le violenze e le aggressioni che settori della Polizia hanno condotto a Genova. Questo non possiamo tollerarlo! Per questo sottolineo che la Procura di Genova ha tenuto a precisare l'assoluta estraneità di quei fatti in riferimento a quelli di cui si parla oggi. Ma poi dobbiamo chiederci: perché proprio da Cosenza muove questo provvedimento? Qual'è la competenza giurisdizionale secondo la quale si muove la Procura di Cosenza? Perché dentro l'inchiesta è anche il leader del movimento No-Global di Napoli? Non è demagogico il richiamo di Mancini, se abbiamo una Procura così bene attrezzata, com'è possibile che questa Procura non riesce a perseguitare nessuno dei responsabili di numerosi delitti verificatisi in città?" Il Sindaco Eva Catizone ha concluso il dibattito sui fatti del giorno partendo da un ringraziamento verso chi "sta seduto tra le sedie del pubblico. Questo Consiglio comunale - ha detto Eva Catizone - deve essere onorato per l'interruzione che ha avuto, perché le regole possono e devono saltare quando saltano altre regole, che sono quelle del rispetto della dignità umana. Noi non possiamo stare in silenzio. E' necessario immediatamente fare chiarezza. E' necessario che gli Italiani e non solo i Cosentini sappiano la verità. La mia è una chiave di lettura soprattutto politica - ha proseguito il Sindaco di Cosenza - Firenze, dove noi abbiamo partecipato istituzionalmente con un nostro delegato, è stata una manifestazione pacifica e magnifica. Forse proprio quello è stato il problema, perché non è successo niente. Su un piano locale, invece, leggo questi fatti anche come un attacco a noi che siamo qui e che governiamo. Io sono un sindaco che non ha mai fatto mistero di avere attenzione nei confronti dei movimenti, che ha l'onore di aver nominato assessore Franco Piperno. Esprimo tutta la mia solidarietà nei confronti di Franco Dionesalvi, mio collega Assessore nella precedente Giunta Mancini. Ho letto l'ordinanza, che ho qui tra le mie carte. Spesso da questa lettura si evince che una delle colpe che vengono fatte agli arrestati è quella di essersi accompagnate con Claudio Dionesalvi, suo fratello. Stessa solidarietà esprimo alle donne rinchiuse nel carcere di Latina e agli uomini che sono nel supercarcere di Trani. A quei collaboratori che hanno lavorato anche per questa Amministrazione e che hanno subito delle perquisizioni. Trovo ridicolo - ha commentato Eva Catizone - che tra i reperti che sequestrati ci sia il Pass del festival "Invasioni" o una cassetta del capodanno con Cheb Khaled e Noà. Le ipotesi di reato sono totalmente fuori dal mondo e fuori dal tempo. Cospirazione politica, ricorda i tempi di Mazzini... Ma c'è anche un altro problema - ha ricordato il Sindaco Catizone - che riguarda il nostro Ateneo. Questa è una Università giovane, che si è imposta su una ribalta nazionale e internazionale perché serbatoio di cervelli. Se oggi Cosenza è conosciuta all'esterno lo si deve anche a questa università il cui nome è stato macchiato. Ci sarebbero state perquisizioni senza che neanche le autorità d'ateneo siano state avvertite. Per questo da Sindaco stasera sento di dover lanciare forte un appello, che è quello che lanciavate voi al vostro ingresso. Fate subito, e presto. Abbiamo fiducia nei confronti magistratura, ma chiediamo di dirci come stanno le cose. Chiediamo chiarezza e libertà. Perché se quelle persone che stasera non dormiranno a casa loro non venissero messe in libertà, come noi auspichiamo, questa Città e questo Consiglio dovranno dire e fare qualche cosa. Dovremo farlo in modo pacifico, sena raccogliere provocazioni, perché ci vogliono portare su un'altra strada. Come Sindaco sono anche pronta ad organizzare una manifestazione europea. Ho già sentito i Sindaci di Venezia e di Firenze. Faremo una manifestazione europea sui diritti umani, perché stanotte sono stati violentemente lesi i diritti umani di uomini e donne! Sarebbe un errore maldestro cercare di spostare il problema sull'antimafia, perché la Commissione ci deve dire altro, Devono venire fuori riflessioni sugli omicidi che in questa città si sono verificati; ci deve parlare dell'usura. E' su questo che aspettiamo risposte dall'Antimafia. So bene che questo è un momento molto delicato - ha concluso Eva Catizone rivolta ai tanti presenti - so bene che da voi si aspettano probabilmente atti di violenza, è chiaro che ci stanno e vi stanno provocando. Ma noi dobbiamo mandare altro messaggio: non raccogliamo alcuna provocazione. Noi siamo altro. Cercano di farci tornare indietro, ma non ci riusciranno. Cosenza è una città solidale e tollerante, lo ha detto Francesco Febbraio. Noi, a partire da questa sera, dobbiamo dimostrare soprattutto questo". Al termine del dibattito il seguente documento è stato approvato a maggioranza dei presenti e con l'astensione di tre consiglieri. I"Il Consiglio comunale esprime viva sorpresa e stupore per le misure disposte dalla magistratura locale in relazione all'inchiesta in corso su tutto il territorio nazionale circa gli aspetti di presunta illegalità eversiva che caratterizzerebbero i movimenti responsabili degli appuntamenti antiglobalizzazione che hanno scandito il dibattito politico nazionale ed internazionale negli ultimi anni. Seattle, Genova, Napoli, Toronto e Firenze evocano appuntamenti in cui si sono incontrate moltitudini di persone sotto le nobili bandiere della giustizia sociale e della lotta alle nuove povertà. Appuntamenti che hanno un filo ideale comune manifestato con differenziate forme e strumenti di espressione. Auspichiamo che tutte le differenti forme di espressione delle idee si manifestino nell'ambito di un processo di maturazione del movimento antiglobalizzazione, che è certamente più efficace e credibile quando rifugge dall'utilizzo di strumenti o di forme violente di lotta civile e politica. Cosenza per la sue tradizioni di democrazia partecipata ha avuto ed ha voglia di confronto politico e di protagonismo sui temi della globalizzazione che pervade interi settori delle società più evolute e ciò non costituisce né una novità, né una radicale inclinazione antagonista. Nelle nostre realtà meridionali, anzi, Cosenza è riuscita a trasformare la voglia di libertà, democrazia ed uguaglianza in una cultura di governo e politica che rappresenta oggi un punto di riferimento nel panorama delle città meridionali. La tradizione libertaria e democratica della nostra città mal si concilia con l'immagine che questa inchiesta potrebbe oggi compromettere. Da qui nasce lo stupore ed anche lo smarrimento che il Consiglio comunale avverte forte in un momento in cui le notizie si susseguono incessantemente togliendo alla vicenda quella chiarezza che, invece, l'assemblea comunale sollecita con urgenza agli organi giudiziari preposti, ai quali dobbiamo, per alto senso delle istituzioni, necessariamente rispetto. Nel contempo il Consiglio comunale richiama il senso di responsabilità, di vigile attenzione, di ferma, decisa e composta azione di tutta la città a difesa del diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, anche di dissenso. Pietro Petrozza (Pse-Lista Mancini), Elena Hoo (DS), Carlo Salatino (SDI), Domenico Ambrosiano (Udeur), Antonio Ciacco (Comunisti Italiani), Amedeo Pingitore (Verdi), Francesco Cribari (Europei per Cosenza), Salvatore Perugini (Margherita)" /II lavori del Consiglio stanno proseguendo. (16.11.2002) a name=n2002111501