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Consiglio Comunale: Approvato documento sulla visita della Commissione Antimafia

18 nov 2002
/A Con una inversione degli argomenti posti all'odg dell'ultima riunione, il Consiglio comunale ha approvato un documento riguardante la visita della Commissione Antimafia in città. Il Presidente Greco ha letto il documento in aula e, in seguito all'approvazione della inversione dell'odg da parte del Consiglio, ha dato inizio al dibattito. Dopo l'intervento del Consigliere Vincenzo Adamo, che ha illustrato il documento della maggioranza sulla visita dell'Antimafia, prende la parola il Sindaco Eva Catizone. "Parteciperò all'audizione che si terrà nel pomeriggio di martedì - ha detto il Sindaco - e sarò chiamata a tracciare giudizio d'insieme sullo stato della giustizia in città. Di questo quadro fanno parte quelle azioni che la nostra Amministrazione ha deciso di attuare. Ricordo che uno dei primi atti che ho siglato da Sindaco è stata l'accettazione di una serie di beni che sono stati sottratti ad organizzazioni criminali. Abbiamo immediatamente trasformato questi beni in alloggi per cittadini meno abbienti. Dunque non posso che esprimere vivo apprezzamento per la visita che la Commissione Antimafia ha voluto riservare a Cosenza, che significa anche attenzione da parte dello Stato verso la nostra città, che per noi può significare non sentirci soli, né abbandonati. Tanto più che la visita viene all'indomani di un episodio che ha particolarmente scosso nostri concittadini, della Città e della provincia. Cosenza non soffre di problematiche simili a quelle di altre città meridionali come Napoli, Reggio Calabria o Palermo - ha aggiunto il Sindaco Catizone - ma non sarebbe giusto sottovalutare alcuni segnali, rispetto ai quali anche noi attendiamo risposte. Mi riferisco alla escalation di omicidi nell'area urbana, rispetto ai quali non sappiamo nulla. Sono omicidi compiuti da mani che non hanno volti, ancora. Si tratta di avvenimenti rispetto ai quali si è verificata una sorta di rimozione collettiva. Ma sono un segnale d'allarme. Il numero degli omicidi eseguiti, persino la tipologia delle armi usate ci fa pensare che siamo di fronte ad un problema che non deve essere enfatizzato, ma neanche sottovalutato. Credo che Cosenza non sia una città mafiosa. La nostra è una città colta, d'arte, pacifica e solidale, anche se vogliono farla apparire in modo diverso. Ma la città è lambita da fenomeni di criminalità, dall'usura allo spaccio di sostanze stupefacenti. Noi ci siamo costituiti in giudizio nel processo Luce, e non posso non evidenziare la contraddizione di chi dice a parole di essere a favore della legalità e poi si scaglia contro un'Amministrazione che dichiaratamente scende in campo. Trovo coraggioso che noi, apertamente, in modo diretto, ci siamo costituiti in giudizio. Mentre è un assurdo doverci difendere dall'accusa di esserci costituiti in giudizio contro associati in cosche che si sono macchiati di crimini efferati come omicidi o altro. In questi anni l'Amministrazione comunale è stato un vero e proprio attore sociale. Ha riaperto cantieri, ha rilanciato economia cittadina. La Città è interessata da una serie di programmi che hanno significato sviluppo e, in vista di importanti finanziamenti che noi da qui a poco andremo a gestire, penso che sia importante coniugare legalità e sviluppo. Anche perché le risorse in arrivo nei prossimi anni sono rilevanti e, prevedibilmente, potrebbero attirare interessi non proprio graditi. Potremmo dar vita ad un vero e proprio contratto di sicurezza, come abbiamo già fatto sin dal 1998 con la Prefettura locale. Vogliamo istituire osservatori congiunti, misti, con l'intervento di tutte le istituzioni, volti proprio a frenare eventuali problemi. Riguardo ad un altro problema, quello dell'usura, abbiamo dichiarato la nostra piena disponibilità a partecipare alla fondazione contro l'usura proposta dall'Arcivescovo di Cosenza. Per quanto concerne la sicurezza del territorio, infine, non si può dimenticare che un Sindaco non è un ispettore di pubblica sicurezza. Non fa inchieste, magari le potesse fare. Ma il problema dell'ordine e della sicurezza pubblica deve essere al centro della nostra azione, nell'ambito di un dialogo istituzionale che vada al di là di atti formali e si sviluppi in azioni concrete. Oggi - ha concluso il Sindaco Catizone - anche il grado di vivibilità della nostra città si gioca sul piano della sua sicurezza sociale. Penso che questa sia una sfida importante sul tema della credibilità della nostra azione". Antonio Ciacco (Comunisti Italiani) è intervenuto per "rivendicare con orgoglio l'appartenenza a questa maggioranza. "Questo esecutivo e questa maggioranza - ha detto Ciacco - sono veleni micidiali per la delinquenza". L'ingresso dei rappresentanti del Movimento No Global, di cui abbiamo già riferito, interrompe l'intervento e porta ad un cambiamento anche nell'ordine dei lavori del Consiglio. Dopo la discussione sugli arresti di alcuni esponenti del Movimento No Global, il Consigliere Ciacco riprende il suo intervento, concludendolo. Fabrizio Falvo (An) preannuncia voto contrario di AN sul documento all'odg sulla visita dell'Antimafia, "perché - a suo dire - eccessivamente caratterizzato dalle posizioni della maggioranza nella parte in cui si parla del Comitato per l'Ordine Pubblico e della Sicurezza". Anche Francesco Savastano (Nuovo Psi) preannuncia voto contrario, lamentando la mancata possibilità di contribuire con suggerimenti positivi. Per Giuseppe Nardi (Udc) il documento preparato dalla maggioranza è "poco istituzionale, rappresenta solo il programma elettorale e fa riferimento all'azione amministrativa di precedenti consiliature". Carlo Salatino (Sdi) esprime apprezzamento per la venuta della Commissione Antimafia. "Da questo Consiglio e dall'audizione del Sindaco - dice Salatino - deve uscire un messaggio di chiarezza: Cosenza non è una città mafiosa. Anche se ciò non significa dire che è un'isola felice". "Anche se gli eventi che hanno portato all'audizione riguardano lo Jonio - ha detto Amedeo Pingitore (Verdi) - non possiamo non guardare ai fenomeni, anche al gangsterismo, che riguardano la nostra città dove il dramma della droga non può non essere trascurato". Per Nicola Adamo (Ds) "il testo del documento presentato e l'intervento pronunciato dal Sindaco, hanno chiarito come l'Amministrazione comunale e l'Assemblea intendano muoversi, nell'ambito delle loro competenze, per favorire un'azione di contrasto della mafia e della delinquenza organizzata a Cosenza. Esplicitamente si dice che non saranno favorite sottovalutazioni del fenomeno, ma sarebbe sbagliato pensare che questa posizione porti ad una enfatizzazione che omologhi il nostro territorio con altri. Su questa novità le forze politiche si devono pronunciare. La dimensione della 'ndrangheta è quella di una organizzazione tra le più pericolose - ha detto Nicola Adamo - crocevia di interessi criminali di tipo affaristico, in alcune aree, con forti pressioni sulla vita delle pubbliche istituzioni. Il documento, e le proposte che il Sindaco ha illustrato, vanno nella direzione opposta come Consiglio comunale, con azioni di contrasto sul terreno della prevenzione. Non vogliamo scaricare le responsabilità - ha aggiunto il Consigliere Adamo, Segretario Regionale Ds - ma non c'è dubbio che si avverta una insufficienza. E' cresciuto il numero dei delitti e, tranne che per alcune indagini, molti di questi restano impuniti. E' interessante sapere il numero delle rapine, la consistenza del fenomeno dell'usura. Così come per la droga. Vogliamo discutere dell'applicazione della legge Mancino? - si chiede Adamo - il Comune di Cosenza ha firmato l'accettazione di beni mafiosi confiscati e li ha riutilizzati per fini sociali, senza alcun aiuto, a cominciare dall'Amministrazione regionale. Né possiamo sottovalutare la decisione del Comune di costituirsi parte civile nel procedimento Luce. Nonostante una polemica tesa a criticare il provvedimento. Mi spiace che non sia presente il Consigliere De Rose - ha detto Nicola Adamo - nella sua qualità di Presidente degli industriali ci deve spiegare la sua presa di posizione, mai verificatasi prima d'ora". Riguardo, poi, alla visita della Commissione Antimafia Nicola Adamo ha detto: "non vorremmo essere presi in giro. Vogliamo che queste visite si facciano, ma dobbiamo esigere risposte coerenti. Cosenza non è una città di mafia. Nella sua crescita democratica ha dato vita ad azioni di prevenzione importanti, come quelle relative alle cooperative sociali. Vere azioni di supplenza. E anche qui il Comune ha agito senza aiuti". Pietro Mari (Pse-Lista Mancini) sottolinea che "questo Consiglio resterà nella memoria dei cosentini. Si è fatto fronte ad un'emergenza politica, ma insieme alla protesta abbiamo l'occasione, approvando il documento, di dire chiaramente che Cosenza non è né mafiosa, né eversiva, sebbene si tratti di due cose distinte e separate. Se dai polverosi archivi della procura antimafia si prendessero tutte le notizie, la lotta alla mafia sarebbe più seria. Un giornale locale ha riferito che di alcuni verbali di un processo non c'è più traccia. Una cosa è certa - ha commentato Mari - la lotta alla mafia si fa anche con la prevenzione. Da quando è stato smantellato il presidio dei Carabinieri nel centro storico, ad esempio, è stato più difficile prevenire la microcriminalità. Il Comune, da parte sua, ha adottato delle misure importanti, dalle cooperative ai Rom. Anche per questo Cosenza oggi è una città aperta, che vive anche nei quartieri popolari. Ma ci sono fenomeni preoccupanti da non sottovalutare come l'usura. La Chiesa sta facendo la sua parte attraverso la fondazione antiusura. Mi chiedo se stanno facendo la loro parte gli industriali e gli imprenditori della città. Cosa stanno facendo Confcommercio e Confesercenti? Il Sindaco - ha concluso Pietro Mari - ha pronti gli argomenti per dire alla Commissione Antimafia che Cosenza non è una città mafiosa e che l'Amministrazione comunale è in grado di collaborare alla lotta alla mafia". Alla termine del dibattito, il documento, posto ai voti per appello nominale, è stato approvato con 23 voti a favore, compreso quello del Consigliere Perugini (Margherita) e 5 contrari. Questo il documento approvato: ISig.Presidente del Consiglio Comunale Oggetto: ordine del giorno sulla visita a Cosenza della Commissione Parlamentare Antimafia. Premesso che si è avuta notizia della visita che la Commissione Parlamentare Antimafia effettuerà in città il prossimo 19 novembre; che la predetta Commissione Parlamentare procederà all'audizione del Sindaco di Cosenza nella stessa giornata del 19 prossimo venturo; i capigruppo della maggioranza in Consiglio comunale esprimono piena soddisfazione per la decisione della Commissione parlamentare di venire in visita nella nostra città e valutano positivamente e con grande attenzione un'iniziativa che pure annunciata in precedenza aveva, per ragioni contingenti, subito un rinvio. La discussione in Consiglio comunale sull'argomento espresso nel presente ordine del giorno è quanto mai necessaria per tutta una serie di motivazioni. La visita della Commissione parlamentare antimafia giunge, infatti, in un momento in cui, in verità, anche la città di Cosenza è attraversata da una serie di fenomeni che destano preoccupazione nell'opinione pubblica, a causa di una recrudescenza di alcune attività criminose che negli ultimi tempi hanno fatto suonare il campanello d'allarme. Di contro c'è da considerare, però, che a fronte di questa recrudescenza di taluni fenomeni criminosi, l'azione portata avanti dall'Amministrazione comunale nel corso delle ultime due sindacature e delle quali quella attuale rappresenta, pur negli elementi di innovazione, la prosecuzione politica, è stata contrassegnata da una serie di interventi tangibili e di misure concrete che hanno avuto delle ricadute positive in quei segmenti della società nei quali maggiore si presenta il rischio di condotte delinquenziali. E' soprattutto su questo versante che si è dispiegata l'azione del Comune che in molti casi ha avuto una funzione addirittura di supplenza, contribuendo fattivamente ad una attività di sottrazione dei soggetti a rischio alle attività criminose. L'Amministrazione comunale si è impegnata a fondo, pur nella consapevolezza che soprattutto ad altri livelli istituzionali spetta il compito di garantire l'ordine e la sicurezza pubblica. Quando, però, si è trattato di intervenire, l'Amministrazione comunale non si è tirata mai indietro. Anzi, ha fatto forse più di quanto era nelle sue possibilità. E così, dopo un lungo black-out ha riaperto i cantieri pubblici, offrendo concrete opportunità di lavoro, ed ha "scongelato" l'edilizia privata grazie ai nuovi strumenti urbanistici. L'Amministrazione ha rimesso in circolo un consistente movimento di capitali che purtroppo non ha impedito che si sviluppasse la malapianta dell'usura, nel silenzio assordante di quei soggetti, come ad esempio l'Associazione degli industriali, che pure avrebbero potuto e dovuto dire la loro. E' stata inoltre varata la singolare esperienza delle Cooperative di lavoro, grazie alle quali quasi 500 persone, molte con situazioni precedentemente compromesse o a rischio, hanno trovato un'occupazione svolgendo servizi utili alla città. Tutto questo non senza consistenti oneri di spesa per le casse comunali. Una voce di bilancio, però, quella relativa alle cooperative, ampiamente ripagata dai significativi riscontri sul terreno sociale perché, grazie a questo strumento, è stato possibile intervenire per limitare la devianza e recuperare energie che, se abbandonate a se stesse, rischiavano la via del degrado e della criminalità. Così come non va sottaciuta l'azione sinergica avviata tra Amministrazione comunale e Chiesa locale sul fronte della lotta all'usura attraverso la condivisione dell'iniziativa di dar vita alla "Fondazione antiusura", proposta dall'arcivescovo di Cosenza, Mons.Giuseppe Agostino. Ma gli interventi dell'Amministrazione comunale non si sono fermati qui. Meritoria l'iniziativa del Sindaco Eva Catizone che ha stabilito, nel corso di una recente visita resa al direttore pro tempore della Casa circondariale di Cosenza, rapporti di ancora più proficua ed intensa collaborazione, impegnandosi da subito ad accogliere le richieste provenienti dalla direzione dell'istituto, al fine di contribuire, con fatti concreti e tangibili, a migliorare le condizioni di vivibilità dei detenuti e dare così risposte significative ai bisogni che provengono dall'interno della struttura. Il Sindaco ha in quella circostanza accolto una precisa richiesta del direttore dell'istituto favorendo l'inserimento di detenuti all'interno delle cooperative sociali per l'esecuzione di lavori di pubblica utilità, proprio allo scopo di favorirne il reinserimento sociale. Presupposto indispensabile per questo inserimento è comunque la concessione , da parte dell'autorità giudiziaria, di una misura alternativa alla detenzione. Allo stato attuale, una prima applicazione di questo accordo tra Comune di Cosenza e Casa circondariale sarà l'avvio al lavoro esterno, con il concorso finanziario dell'Amministrazione comunale, di quattro detenuti, per un periodo di tre mesi, che verranno utilizzati per il risanamento dell'area esterna alla casa circondariale. Anche la recentissima costituzione di parte civile del Comune di Cosenza nel procedimento penale avviato dalla DDA di Catanzaro, a seguito dell'operazione denominata "Luce", nei confronti di 31 imputati di fatti criminosi avvenuti a Cosenza e territori limitrofi dal 1991 al 1994, è il segno tangibile per la collettività di una particolare sensibilità dell'Amministrazione comunale in tema di salvaguardia dell'immagine della città, per il danno arrecato allo sviluppo turistico e alle attività produttive ad esso collegate in relazione alle singole condotte degli imputati. A completare il quadro dell'impegno del Comune a favore della sicurezza dei cittadini, le decisioni di istituire un apposito assessorato con delega specifica, di avvalersi dei servizi di una Cooperativa, formata dai cosiddetti angeli di quartiere, per la vigilanza davanti agli istituti scolastici, allo scopo di esercitare un adeguata azione di controllo e prevenzione soprattutto per quel che riguarda i reati di spaccio di sostanze stupefacenti che pure nella città sono in sensibile aumento; la lotta, da tempo intrapresa, all'abusivismo edilizio. Il Comune ha fatto e continua a fare tutto quanto era ed è nelle sue possibilità, ma anche gli altri devono fare la loro parte. Non è possibile pensare di risolvere il problema della criminalità né coniando nuove figure di amministratori-sceriffi, né atteggiandosi ad ultimo baluardo contro il crimine, restando in isolamento e senza stabilire le necessarie sinergie istituzionali che sono, invece, necessarie. Il dialogo che è stato avviato con la Chiesa locale è ad uno stadio avanzato , ma sono necessarie anche altre forme di cooperazione interistituzionale, con quelle autorità che hanno competenze ancora più dirette nella lotta alla criminalità. Sarebbe assurdo dover pensare di condividere impostazioni come quelle di un rappresentante del Governo Berlusconi, il ministro delle infrastrutture Lunardi, che in una sua infelicissima esternazione affermò che "mafia e camorra ci sono sempre state e ci saranno sempre; bisogna imparare a conviverci". Noi il Lunardi-pensiero non lo condividiamo e siamo per una lotta congiunta di tutte le istituzioni alla criminalità. In ogni caso occorre operare un preciso distinguo. E' vero, in città la criminalità sta rialzando la testa. Nel capoluogo c'è un preoccupante numero di omicidi irrisolti, sono aumentate le rapine, appare inoltre invasiva a vari livelli l'azione del racket delle estorsioni, così come dilagante è la piaga dell'usura, ed anche le attività di spaccio di sostanze stupefacenti, specie nella parte antica della città, sembrano aver ripreso piede. Quel che preoccupa è, poi, l'atteggiamento di assuefazione che purtroppo è stato riscontrato negli ultimi tempi nei cittadini anche a fronte della commissione di delitti efferati. La rimozione collettiva del problema è un ulteriore segnale d'allarme da non sottovalutare. La nostra città vuole progredire in ogni campo e la sicurezza dei cittadini viene al primo posto. Per queste ragioni è importante migliorare l'operatività del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza ( di cui pure il Comune fa parte di diritto) che si riunisce, anche spesso, prende posizione, ma alla fine non traduce le decisioni assunte in iniziative concrete. C'è dunque il rischio, palpabile, che le autonomie locali vengano lasciate da sole nell'azione di contrasto alla criminalità che a Cosenza, al contrario di quanto accade per altre zone della provincia ( si pensi, anche sulla scorta di quanto riferito dalla recentissima cronaca nera, alla zona della Sibaritide) è soprattutto microcriminalità. Cosenza è una città interessata da gravi episodi di criminalità che a volte sfociano anche in degenerazioni che destano allarme e preoccupazione soprattutto per le ripercussioni, anche metaculturali, che possono ingenerare. Nel territorio della provincia cosentina la 'ndrangheta ha radici pericolose e profonde in aree ben circoscritte. Su queste zone non sempre si è indagato e non sempre è stata sviluppata una capillare e decisiva azione di contrasto. Altre caratteristiche ha, invece, la delinquenza nel resto del territorio della provincia, afflitta da una disoccupazione altissima per la quale lo Stato dovrebbe fare molto di più. Il Comune ha fatto cose egregie, ma non tutte le responsabilità possono ricadere sull'Amministrazione comunale. Per tutte queste ragioni insieme chiediamo che il presente ordine del giorno venga discusso e votato come documento a sostegno dell'azione dell'Amministrazione comunale che, attraverso il suo Sindaco, Eva Catizone, sarà ascoltata dalla Commissione Parlamentare antimafia. I Capigruppo della maggioranza di Palazzo dei Bruzi: Pietro Petrozza Pse-Lista Mancini, Elena Hoo - Democratici di Sinistra, Carlo Salatino- SDI, Domenico Ambrosiano - Udeur, Antonio Ciacco - PDCI, Amedeo Pingitore- Verdi, Francesco Cribari- Europei per Cosenza/I (18.11.2002) a name=n2002111802