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Convegno della CGIL sul Mezzogiorno a Napoli. Proposta la rete dei sindaci

29 nov 2002
/A Si è parlato di Mezzogiorno, del rapporto Regioni-enti locali, della politica economica del Governo, ma anche dei recenti arresti dei new global a Cosenza, questo pomeriggio nel corso dei lavori della conferenza nazionale della Cgil, a Napoli, ai quali ha partecipato il sindaco Eva Catizone. Al tavolo del dibattito, insieme alla Catizone erano Antonio Bassolino, Presidente della Regione Campania; Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia Romagna; Ivan Malavasi, Presidente del Cna; Guglielmo Epifani, Segretario generale Cgil. A coordinare era il direttore del "Mattino" Mario Orfeo. Fin dalle prime battute l'argomento new global ha catalizzato l'attenzione, con Bassolino che ripetutamente ha chiesto notizie sulla decisione del Tribunale del riesame. Inevitabile parlare del rischio che si sta correndo di criminalizzare una città come Cosenza, che rappresenta, invece, il nuovo Mezzogiorno. Il tema si è poi intrecciato con gli argomenti più strettamente legati all'economia. A Bassolino che raccontava di una fila di imprenditori davanti alle porte della Regione Campania grazie ad un interessante piano regionale di incentivazioni, Eva Catizone ha dovuto sconsolatamente contrapporre l'immagine di una Regione Calabria che, invece, non è riuscita neppure a portare avanti il POR. "Dissennata" è stata definita la politica del governo calabrese da Epifani, che si è soffermato sulla necessità di fare rete tra sindaci e presidenti delle Regioni per fronteggiare la politica del governo centrale "che -ha detto- è contro il Mezzogiorno". Alla prima domanda del giornalista Orfeo, Eva Catizone ha risposto che la Finanziaria inciderà fin troppo in quanto taglia drasticamente i fondi alle autonomie locali. La Catizone ha ribadito che Cosenza è senza dubbio da considerare sovversiva, per aver saputo spendere i fondi comunitari e per essere inserita a pieno titolo nella rete di quelle autonomie locali che vogliono ed auspicano fortemente un nuovo Mezzogiorno. "Cosenza è sovversiva anche perché da anni ha deciso di puntare sulle politiche culturali e perché si è costituita parte civile in un processo per mafia". "Nell'immaginario collettivo - ha detto ancora il sindaco- i meridionali sono stati sempre considerati quelli che si presentavano a Roma con il cappello in mano per chiedere finanziamenti. Noi siamo l'esatto contrario perché stiamo portando avanti una idea di Mezzogiorno che si rimbocca le maniche e agisce. L'impostazione del Governo centrale è scellerata, ma tutto questo non deve far paura perché è vero che c'è un momento di stanca nel ruolo dei sindaci - ricordiamo con vero rimpianto la stagione magica dei Bassolino e dei Mancini sindaci, come anche di Ciampi al Tesoro- ma è comunque da una rete di sindaci del Mezzogiorno d'Italia che bisogna ripartire. Sono fiera di essere sindaco della città che è rimbalzata sulle pagine dei giornali nazionali. Da Cosenza, grazie anche alla manifestazione di sabato 23 novembre, è partito un dialogo tra politica istituzionale e movimenti. Speriamo che questo dialogo possa proseguire e andare avanti." Eva Catizone ha poi detto che il problema principale è di ricreare un clima nuovo perché il Mezzogiorno ha bisogno di nuove passioni e nuove ambizioni. "Le politiche attuate dal Governo rappresentano un ritorno indietro. Il rischio infatti è quello di un nuovo centralismo statale unito a un nuovo centralismo regionale. La Regione Calabria è stata commissariata dal Tesoro per l'attuazione del POR. La Calabria è una regione obiettivo 1 e come tale avrebbe notevoli potenzialità di sviluppo, ma il nostro governo regionale ha vanificato uno strumento prezioso, come il POR, che pure era stato ampiamente lodato a Bruxelles. Per un sindaco diventa difficile agire in un contesto del genere". Infine, il sindaco ha illustrato quanto di nuovo sta avvenendo a Cosenza dove -ha detto- "abbiamo attuato un'idea di sviluppo a tutto tondo, che va dalla diffusione e dalla valorizzazione delle politiche culturali agli incentivi per le attività produttive e per la ripresa dell'edilizia privata come delle opere pubbliche. Abbiamo anche inventato nuove forme di lavoro per togliere dalla strada e dalle tentazioni del crimine persone svantaggiate e a rischio, che oggi godono di uno stipendio e di una prospettiva, non grazie ad una forma di assistenzialismo, ma dignitosamente fornendo un servizio prezioso alla città. Credo molto - ha concluso Eva Catizone- nel ruolo delle municipalità delle autonomie locali che emergono a livello europeo. Dal sistema delle autonomie deve ripartire il rilancio delle politiche per il nuovo Mezzogiorno, mi auguro che anche questo Governo lo comprenda". (29.11.2002) a name=n2002112901