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Cosenza incontra i new global nel Salone di Rappresentanza

04 dic 2002
/A TABLE CELLSPACING=0 BORDER=0 CELLPADDING=4 WIDTH=363 HSPACE=12 TRTD IMG SRC="/foto/noglobalcomune1.jpg" WIDTH=350 HEIGHT=230 FONT SIZE=1P Il Sindaco porge i saluti ai noglobal/TD /TR /TABLE E' iniziato alle 19 l'incontro a Palazzo dei Bruzi fra i new global scarcerati ieri per decisione del Tribunale del riesame di Catanzaro e la città, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo dei Bruzi. E' presente anche don Vitaliano della Sala ed è atteso Francesco Caruso. "Doveva essere una festa e lo è ancora - ha introdotto Francesco Febbraio del Social Forum cosentino - me c'è anche la doccia fredda dei provvedimenti di stamane della Procura di Genova. Consideriamo perciò questa serata come di prima mobilitazione per una nuova battaglia." A dare il benvenuto della città è stato il sindaco Eva Catizone. "Benvenuti all'interno della casa comunale dalla quel ci affacciamo simbolicamente verso il resto della città, che si è dimostrata tollerante e solidale e ha dato un'alta prova di civiltà e democrazia municipale a tutto il Paese. Nel momento degli arresti, ho avuto la percezione di un'aggressione alla città e all'Università. Per questo ho reagito con forza, pensando anche a quanto aveva fatto un sindaco garantista come Giacomo Mancini con Piperno negli anni '70. Sono lieta dei provvedimenti di scarcerazione. Non ho mai smesso di riporre fiducia nella giustizia ed ho apprezzato questo passo indietro, perché anche il riconoscimento di un errore è prova di civiltà. Restano aperte due questioni: la prima riguarda chi restituirà la dignità alle persone incarcerate; l'altra è che attendiamo che ci si occupi dei problemi veri di questa città, tra i quali non c'è la sovversione. I fatti di Genova sono diversi, perché lì ci sono stati episodi di violenza, dei quali personalmente non credo responsabili i manifestanti, ma è una mia opinione e le responsabilità restano ancora da stabilire. Adesso bisogna andare avanti. Noi vogliamo farlo continuando il dialogo che si è aperto tra istituzioni e movimento, ma anche impegnandoci a fondo nella battaglia contro i reati d'opinione e per i diritti umani. Resta il fatto che Cosenza esce a testa alta da questa vicenda perché si è fatta conoscere non per fatti di mafia, bensì per fatti che attengono alla cultura. Ne andiamo fieri." (04.12.2002) a name=n200212040B