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Inaugurata la mostra "Cosenza città dei diritti umani"

07 dic 2002
/A E' stata inaugurata questo pomeriggio, negli spazi espositivi dell'ex convento S. Agostino, la mostra "Cosenza, città dei diritti umani", promossa dall'Amministrazione comunale e dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte l'Arcivescovo di Cosenza-Bisignano Mons. Giuseppe Agostino, Riccardo Plati e Alessandra Fornasiero, rappresentanti dell'Istituto Buddista Italiano "Soka Gakkai", il Sindaco di Cosenza Eva Catizone e gli Assessori Vincenzo Gallo e Maria Francesca Corigliano. Ha moderato i lavori Giuseppe Di Donna, Capo di Gabinetto del Sindaco Catizone. "Questa mostra rappresenta la risposta alla tragedia dell'11 settembre e alla guerra che si profila all'orizzonte - ha detto Riccardo Plati leggendo una lettera scritta da Daisaku Ikeda, presidente internazionale di "Soka Gakkai" - possiamo ancora fare del XXI secolo un'epoca di pace per tutte le persone". "Il messaggio di questa iniziativa - ha ribadito l'Assessore alla scuola Maria Francesca Corigliano - è quello di aver rispetto per altri, tenendo sempre ben presente che dove ci sono diritti negati ci sono anche doveri non rispettati". L'Assessore Corigliano ha poi sottolineato l'efficacia del metodo organizzativo della mostra, che ha già portato a 4.000 prenotazioni da parte degli istituti scolastici cosentini. "Seguendo questa mostra ci si può documentare - ha aggiunto l'Assessore ai diritti del cittadino e di cittadinanza Vincenzo Gallo - moltissimi sono i dati che colpiscono. Per esempio che basterebbe solo il 2,3% annuo della spesa militare mondiale per cancellare in un decennio la fame nel mondo. Bisogna promuovere uno sviluppo sostenibile - prosegue Gallo - che, evitando i mali di un capitalismo incontrollato porti ad una globalizzazione sociale per consentire agli uomini di avere stessi diritti e stessa dignità". "Secondo la visione buddista non è possibile realizzare la propria felicità, senza la felicità degli altri. - sottolinea Alessandra Fornasiero di "Soka Gakkai" - L'idea della mostra è nata all'inizio degli ani '90 da un incontro tra Daisaku Ikeda e Nelson Mandela ed è stata realizzata nell'ambito del decennio dell'ONU per l'educazione ai diritti umani. Si tratta di una mostra educativa, che viene preparata con una intensa opera di sensibilizzazione nelle scuole. Al termine del percorso previsto, ad ogni visitatore viene consegnato il passaporto della città dei diritti umani". Il Sindaco Eva Catizone ha spiegato le motivazioni che hanno portato all'organizzazione dell'evento da parte dell'Amministrazione comunale di Cosenza. "Ci siamo sempre mossi tenendo presente la cultura della differenza, sviluppando una politica di compatibilità piuttosto che di integrazione - ha commentato Eva Catizone - per noi non si tratta di una adesione formale, basta pensare a quanto è stato fatto per i cittadini Rom. In questa città parlare dei diritti umani significa parlare della libertà di pensiero, della libertà di parola, dei diritti dei più poveri e dei più deboli. Per noi, dunque, si tratta di continuare a percorrere un cammino già intrapreso, in un percorso che, peraltro, viene allargato anche dalla nostra adesione alla Carta Europea dei Diritti dell'uomo nella città. Martedì prossimo sarò presente a Venezia - ha proseguito il Sindaco Catizone - dove avrò l'onore di firmare la Carta in rappresentanza della città di Cosenza". Il Sindaco ha poi ricordato che l'Amministrazione comunale ha deciso di destinare il 5% degli incassi derivanti dalla stagione culturale 2002/2003 all'Associazione Emergency che sarà destinato alla costruzione di un ospedale nel nord dell'Iraq. "Che l'uomo sia se stesso - ha detto Mons. Giuseppe Agostino, chiudendo la conferenza di inaugurazione della mostra - che abbia la libertà di esistere, di poter vivere da uomo, senza dipendenze da niente e da nessuno. Trovo molto interessante e commovente il fatto che siano i nostri fratelli buddisti ad organizzare questa mostra - ha aggiunto l'Arcivescovo di Cosenza - guardiamola, ma senza limitarci ad osservarla. Apriamoci agli altri perché ognuno di noi costruisce la storia operando concretamente, non per i propri interessi ma nel perseguimento del bene comune. Mi auguro che la mostra possa essere una scossa e che porti ad affermare il principio che unisce tutte le religioni: l'amore. Per quanto riguarda la globalizzazione - ha concluso Mons. Agostino - concordo con quanto espresso in precedenza: non può essere governata dai mercati, altrimenti vincerebbe sempre il più forte e sarebbe una ingiustizia infinita. C'è bisogno invece della globalizzazione sociale , come religione dell'uomo, che affermi il rispetto e l'impegno nei confronti di ogni essere umano". La mostra "Cosenza, città dei diritti umani", ufficialmente inaugurata alle ore 19,30 di questa sera, rimarrà aperta nell'ex Convento di S. Agostino fino al 5 gennaio 2003 dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 21.00 di tutti i giorni. Per informazioni si può telefonare al numero 0984.72833 (UFONT COLOR="#0000ff"www.mostradirittiumani.it/U e www.comune.cosenza.it) (07.12.2002) a name=n2002120701