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MESSAGGIO DELL'ON.GIACOMO MANCINI AL CONGRESSO DEI DS

02 nov 2001
Cari compagni, purtroppo non potrò essere presente. Voi conoscete le mie non buone condizioni di salute che il Cinema San Nicola rende ancora più precarie, tenuto conto delle difficoltà di accesso. Mi dispiace, perché avrei voluto con sincerità dire a Mario Oliverio e a Nicola Adamo che è vivo in me il ricordo dell'incontro di qualche anno fa, quando per loro iniziativa e con lo stimolo di Marco Minniti, ci ritrovammo insieme per discutere amichevolmente sul passato ma anche e soprattutto sull'azione che in futuro avremmo dovuto svolgere dopo anni di incomprensione e di rapporti difficili. Ricordare non è male quando il ricordo si riferisce ad un periodo dal quale insieme volevamo ad ogni costo uscire per dare vita ad un nuovo corso che avrebbe dovuto chiudere finalmente una fase di diffidenza e di incomprensione per dar vita ad una fase diversa che infatti poi aprimmo anche se questo nuovo corso io consideravo molto più agevole di quanto in effetti sia stato. Però, anche se tutto è andato avanti con difficoltà, bisogna avere l'onestà di riconoscere che con i dirigenti dei Democratici di sinistra, grazie a Voi finalmente ci siamo incamminati sulla strada dell'unità e del superamento delle passate incomprensioni. Ricordo bene l'incontro di dicembre nel ridotto del Teatro Rendano, quando l'occasione di una revisione dei passati momenti venne offerta dalla recensione del libro sui fatti di Reggio. Poi, da quel momento tutto andò meglio. Ci sono stati gli incontri, le comuni valutazioni sui fatti successivi per passare finalmente ad un rapporto non più di incomprensione ma, al contrario, ad una riflessione che riguardava il comune avvenire dei due partiti. Se non si ricorda quel momento e se non si ricordano gli uomini che a quel momento hanno saputo dar vita, si commette un grave errore ed io non lo vorrei commettere, convinto come sono che i due maggiori dirigenti dei DS cosentini, Mario Oliverio e Nicola Adamo, hanno capito insieme con me che era necessaria una svolta nei nostri rapporti ed una ripresa in mancanza della quale i gruppi di sinistra avrebbero fatto fatica ad affermarsi. Quel momento va ricordato e non dimenticato ed io quel momento avrei ricordato se fossi stato presente all'inizio del vostro congresso al quale auguro di camminare speditamente sulla strada che per la sinistra è diventata un obbligo. Il compagno Fassino, che è venuto al Comune a portarmi il suo saluto, ripete spesso che "o si cambia o si muore". Questa sua frase va meditata ed io condivido il suo pensiero che riguarda il cambiamento anche se sono convinto che il socialismo non può morire nel secolo che vede vincente la socialdemocrazia nel continente europeo. Il socialismo non muore, però il socialismo deve cambiare e deve cambiare in meglio dimenticando i momenti di scontro e l'incapacità che abbiamo avuto nell'ultima fase del secolo di superare finalmente le lacerazioni e le supremazie. Per noi poi che viviamo nel Sud, dove la sinistra si trova in difficoltà, la sinistra deve imboccare le strade nuove dell'amicizia e del lavoro comune. La Calabria ha bisogno di noi, non delle nostre polemiche, ma degli uomini migliori che hanno costruito in passato unità e lavoro comune. Il mio augurio è questo. E' da mesi che vado dicendo che l'unità porterà la sinistra alla vittoria e che la prossima campagna elettorale dovrà segnare un momento definitivo di svolta e di lavoro comune. Fra cinque mesi andremo alle urne per vincere e per continuare il lavoro utile e proficuo iniziato nel 1993, che non è stato facile né per parte mia né per Voi. Ho letto che a Pesaro saranno presenti finalmente i socialisti che vogliono dar vita al grande partito socialista democratico. Con altri giovani compagni a questo partito abbiamo lavorato da quando abbiamo iniziato a parlare della "Cosa 2" che purtroppo si è inceppata per i ritardi di chi non ha saputo liberarsi dei vecchi errori. Se fossi stato presente, questi brevi concetti avrei espresso a Mario Oliverio e a Nicola Adamo ai quali riconosco il merito di aver saputo lottare e dai quali ho ricevuto negli anni passati incoraggiamenti ed aiuti. Saluti a tutti e buon lavoro. Giacomo Mancini (02.11.2001) a name=n2001110202La programmazione del Nuovo Cinema Italia Inizierà martedì 6 novembre la programmazione del Nuovo Cinema Italia. L'Amministrazione comunale ha organizzato 10 serate a ingresso libero dal titolo: "Il piacere del cinema". Questo il cartellone: UL LImartedì 6 novembre 2001 ALL THAT JAZZ - LO SPETTACOLO COMINCIA di B.Fosse /LI LImercoledì 7 IL DOTTOR STRANAMORE di S. Kubrick /LI LIgiovedì 8 NUOVO CINEMA PARADISO di G. Tornatore /LI LIvenerdì 9 LA VOCE DELLA LUNA di F. Fellini /LI LIsabato 10 EVITA di A. Parker /LI LImartedì 13 GIU' LA TESTA di S. Leone (versione originale in inglese) /LI LImercoledì 14 BLADE RUNNER di R. Scott /LI LIgiovedì 15 FRANCO e CICCIO in I DUE MAFIOSI CONTRO GOLDGINGER di G. Simonelli /LI LIvenerdì 16 LA MONTAGNA SACRA di A.Jodorowski /LI LIsabato 17 CHIEDO ASILO di M.Ferreri/LI/UL Le proiezioni si svolgeranno ogni giorno con inizio alle ore 20,00 e ore 22,00. "E' una rassegna pensata per esprimere il piacere di tornare al cinema Italia - ha dichiarato l'Assessore alla Cultura Franco Dionesalvi - dunque un omaggio a questo cinema, e di conseguenza in generale all'arte del cinema, al piacere e al divertimento che questo strumento espressivo dà a chi fa film e a chi vede film. Dunque si attraversano i generi maggiori e minori, che hanno caratterizzato la storia del cinema e che molti cosentini di mezz'età legano a pomeriggi e serate sui sedili di legno del cinema Italia, magari freddi ma capaci di dispensare grandi emozioni. Un "Franco e Ciccio", per omaggiare il genere comico popolare; ma anche una leggendaria "Montagna sacra" di Jodorowski, a ricordare la stagione in cui il cinema ha funzionato come sala d'essai. Passando per un western che è una "chicca", "Giù la testa" in versione originale, in inglese. E per una pietra miliare della fantascienza come "Blade Runner". Non manca una riflessione sulla guerra e sulle armi che devastano l'umanità, attraverso la straordinaria metafora sulla degenerazione del progresso scientifico che è "Il dottor Stranamore" di Kubrick. E un omaggio che è già un classico alle vecchie sale cinematografiche come "Nuovo cinema Paradiso". E poi ancora…, basta, lo spettacolo comincia! E il futuro del cinema Italia comincia da qui." (02.11.2001) center a href=../attualita.htmlimg src=/ico/up.gif border=0 /center hr center a href="/home2.html"img src=/ico/left.gif border=0 ADDRESS Copyright © 2001 Comune di Cosenza. /center /address /BODY /HTML