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Cosenza passa nella seconda fase del progetto della rete Urban antiviolenza

03 dic 2001
Dopo essere stata inserita nella prima fase del progetto per la rete antiviolenza delle città Urban, Cosenza è stata inserita recentemente nella seconda fase del progetto. La prima fase ha prodotto l'edizione di un libro, edito anche in lingua straniera, che sarà presentato mercoledì, 5 dicembre 2001 alle ore 16, alla casa delle Culture. L'incontro dibattito sarà incentrato sulla lotta contro la violenza sulle donne, sulle pari opportunità, sugli spunti programmatici per le politiche al femminile Un'occasione per una più ampia ed attenta riflessione sullo stato delle politiche al femminile. Qualificata e composita la partecipazione prevista all'incontro che sarà introdotto da Antonella Molezzi, Direttore Generale del Comune di Cosenza. Parteciperanno: Anna Fiertler, Centro contro la Violenza "Roberta Lanzino"; Elena Hoo, Camera del Lavoro CGIL; Giuliana Mocchi, Centro Studi Nosside; Renate Siebert, Dipartimento di sociologia Unical; Donatella Laudario, Assessore provinciale alla Cultura e Pari Opportunità; Gilda Mirabelli Merenda, Donne Europee Federcasalinghe; Paola Policicchio, FI.D.A.P.A.; Rosa Conforti, Osservatorio sulla Condizione Femminile Sportello Antiviolenza; Monica Zinno, portavoce delle donne Ds. L'incontro, moderato da Elena Scrivano Capo Ufficio Stampa del Comune di Cosenza, sarà concluso da Eva Catizone, Assessore alle politiche comunitarie del Comune di Cosenza. "Non è un caso - ha detto l'Assessore Catizone - che attorno ad un tavolo si ritrovino pezzi di istituzioni e associazioni femminili, a prescindere dai rapporti avuti con l'Amministrazione comunale. Sono donne che in città si sono mosse, anche al di là delle appartenenze politiche, a sostegno di una maggiore sensibilità verso l'universo femminile. Il tentativo - commenta l'Assessore Catizone - è quello di guardare alle diverse ottiche dell'universo donna cercando risposte ad una giusta richiesta di partecipazione che c'è in città, con l'obiettivo di individuare quelle misure che si intendono portare avanti nel programma futuro. Il percorso scelto, infatti, - conclude la Catizone - è quello di decentrare la costruzione di pezzi del programma, accogliendo le istanze provenienti da quelle forze, istituzioni e associazioni, che meglio di altri conoscono la realtà della quale si tratta". (03.12.2001) a name=n2001120303