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Chiesta la tutela storico-artistico-ambientale del palazzo delle Vecchie Poste

09 nov 2000
a name=n2000110902 Il Sindaco, on. Giacomo Mancini, ha chiesto al Ministro dei beni Culturali e Ambientali di voler disporre, con apposito decreto, la tutela storico-artistico-ambientale del fabbricato denominato "Poste e Telegrafo" sito in Piazza Crispi. La richiesta è contenuta in una lettera inviata non solo al Ministro dei Beni Culturali, ma anche al Ministro delle Comunicazioni, all'Amministratore della Società "Poste Italiane" e, per conoscenza, al Presidente del Consiglio dei Ministri. Il palazzo, costruito tra il 1921 e il 1925, doveva sorgere nel quartiere San Giovanni ma, per evitare l'alto costo dei terreni da espropriare, l'Amministrazione comunale dell'epoca offrì in alternativa a titolo gratuito il suolo a ridosso della sponda sinistra del Busento. L'opera, appaltata il 23 aprile 1921 a seguito di apposita gara svoltasi presso la Prefettura, ebbe un costo di L. 2.599.140 e fu realizzata dall'impresa Gallo Saverio e ing. Salto Francesco di Cosenza con il ribasso di L. 3.750. La costruzione del Palazzo delle Poste e Telegrafi e dei Servizi Telefonici di Stato costituì per Cosenza un avvenimento di grande rilevanza ambientale e rappresenta tuttora, dopo oltre ottant'anni, una realizzazione di ampia portata per essere stata la prima opera di edilizia per uffici governativi, documentando l'identità e la storia delle istituzioni pubbliche secondo il principio espresso ora dal Regolamento approvato con D.P.R. 7.9.2000 n.283 che disciplina sotto ogni angolazione i beni immobili del comparto storico artistico. "Lo stesso fabbricato - si legge - all'epoca della consegna venne allibrato fra i beni dell'Azienda Autonoma Poste e Telegrafi con il vincolo dell'inalienabilità in quanto appartenente al patrimonio indisponibile per destinazione, essendo stato realizzato con il fine ben preciso di struttura operativa della pubblica amministrazione, con la spesa a carico del bilancio dello Stato e con l'apporto determinante del Comune di Cosenza che assegnò il relativo suolo senza oneri. Per siffatte peculiarità - prosegue la lettera - ancorate alla storia delle istituzioni della città di Cosenza, l'immobile rientra con forza nell'alveo della tutela dei beni degli enti pubblici e privati, sancita dalla legge 1° giugno 1939 n.1082 e successive integrazioni. Il vincolo della inalienabilità, ancorato all'antico palazzo, del resto, si deve ritenere continuativo in quanto ancora oggi il fabbricato ospita pubblici servizi. Tale vincolo, però, tenderebbe a scomparire, secondo notizie recentemente apparse sulla stampa locale che ha dato per certa la dismissione dell'edificio". Il Sindaco Mancini, infine, ha invitato Il Ministero delle Comunicazioni, in applicazione al compito istituzionale di indirizzo e controllo che svolge sulla società "Poste Italiane", a disporre la revisione dell'anomalo orientamento di dismissione e vendita a privati dello storico fabbricato delle poste e telegrafi, affinché non venga stravolta la destinazione ad uso pubblico dell'edificio alla cui realizzazione concorse nel lontano 1921 anche il Comune di Cosenza con il suo apporto concreto. (9.11.2000)