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Il Sindaco Mancini risponde alla cortese lettera del Presidente del Cosenza Calcio

14 nov 2000
I successi della squadra del Cosenza non possono considerarsi completi senza il sostegno diretto e visibile del sindaco Mancini, che deve perciò tornare a sedersi al suo posto allo stadio. E' in sintesi l'invito rivolto a Mancini dal Presidente del Cosenza Calcio, Paolo Fabiano Pagliuso, che ha scritto una lunga lettera al primo cittadino. Il quale ha risposto a stretto giro di posta. "Il felice momento che Cosenza sportiva sta vivendo -scrive Pagliuso- richiama alla mia mente un passato non lontano, quando gli spalti dello Stadio S. Vito registravano domenicalmente la Sua presenza. Incomprensioni e malintesi alimentati sovente da critiche tutt'altro che serene ed obiettive, hanno fatto sì che Lei si allontanasse da uno spettacolo che non riusciva ad aggregare se non uno sparuto gruppo di appassionati". Pagliuso continua ricordando come lo stadio conosca da qualche tempo una nuova affluenza di tifosi e, sia pure prudentemente, prefigura - per una città "che già si è ritagliata il suo spazio in Europa"- anche in campo calcistico "traguardi da sempre inseguiti ma, purtroppo, mai raggiunti". Ma il tifo del pubblico non basta. "Il calcio cosentino intanto potrà segnare una tappa fondamentale del proprio cammino in quanto potrà avvalersi del contributo particolarmente prezioso dell'uomo che la stragrande maggioranza della città ha saputo e voluto chiamare alla sua rinascita. E' con questi sentimenti, perciò, che a nome personale e della Società, Le rivolgo il più sincero e sentito invito di ritornare ad occupare il posto riservatoLe al S. Vito e di essere vicino, più che mai, al sodalizio rosso-blu, perdonando eventuali manchevolezze delle quali il Suo Presidente si è inconsapevolmente reso responsabile." Questa la risposta di Mancini: "Caro Presidente, Le esprimo il più sincero apprezzamento per la garbata lettera che ha voluto inviarmi e che ha il merito di consentirci di chiarire pubblicamente i problemi esistenti. Lei parla di incomprensioni e malintesi. Io invece ribadisco che si tratta solo di fare il punto della situazione che vede il Comune creditore rispetto alla Società Cosenza Calcio, alla quale l'Amministrazione comunale non ha lesinato servizi ed opere, ma dalla quale ancora attende quanto dovuto. Apprezzo le Sue parole, con esclusione della richiesta di perdono, che non può nè deve essermi rivolta. Non sono Padre Pio, non faccio miracoli. Cerco soltanto di fare al meglio il mio dovere di Sindaco di una città che vuole crescere bene. Diversamente da quanto crede qualcuno, che per non essere stato privilegiato mi scatena contro vergognose campagne di stampa, non indulgo nè in favoritismi nè in dispettucci. Quindi, la questione tra Comune e Società potrà essere presto chiusa se alla sua disponibilità verbale seguirà quella sostanziale. Per quanto riguarda il Suo caloroso invito ad essere presente allo stadio, Le assicuro che il mio cuore è rossoblu da molto tempo prima che lei diventasse tifoso e Presidente della Società. Se il mio posto resta vuoto è perchè la salute non mi consente di essere presente tutte le volte che vorrei. Ma è come se io fossi lì, seduto insieme a tutti i cosentini che sperano, incitano ed oggi hanno ritrovato fiducia in una squadra che sta raccogliendo meritati e prestigiosi risultati. A questa squadra ed alla Società auguro di poter continuare spediti sulla strada delle vittorie e delle soddisfazioni sportive, che danno lustro all'intera città." (14.11.2000) a name=n2000111403