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Multietnico il primo matrimonio del 2000

04 gen 2000
FONT FACE="Times,Times New Roman"Cosenza prosegue nella sua strada verso la società del 2000. Anche il primo matrimonio civile del Millennio, così come la prima nata, è multietnico. Un giovane cosentino, Gerardo Capilupo, e la signorina Louise Pollington, cittadina inglese, si sono uniti in matrimonio nella bella Sala di Palazzo dei Bruzi Alla presenza di un folto numero di parenti, inglesi e italiani, Gerardo e Louise hanno contratto matrimonio celebrato dall'Assessore Mari, che, con il consueto omaggio floreale, ha portato gli auguri del Sindaco invitando la coppia, che risiederà a Londra, a ritornare a Cosenza e a far visita al Municipio nei prossimi anni insieme ai marmocchi che, nel frattempo, ci si augura verranno alla luce. (04.01.2000) FONT FACE="Times,Times New Roman" SIZE=4Inceneritore a Bisignano: lettera aperta dell'Ass.Longo agli abitanti FONT FACE="Times,Times New Roman" L'Assessore all'Ambiente del Comune di Cosenza, Ortensio Longo, ritorna sulla questione dell'inceneritore nella media valle del Crati con una lettera aperta, indirizzata agli abitanti della zona. "Ai cittadini di Bisignano e dei Comuni vicini impegnati in questi giorni in proteste e dibattiti anti megainceneritore, vorrei lanciare un messaggio: non lasciate che gli esperti portino via il vostro buon senso. Non deve essere una commissione di esperti a decidere se costruire nel vostro Comune un impianto inutile e che inquina. Chi decide per l'inceneritore deve avere fiducia in voi e non negli esperti. Costituire una commissione di esperti che condividono tutti assieme lo stesso sistema di valori è l'invenzione più pericolosa che sia mai stata creata. Sono stati gli esperti a dire si alla centrale a carbone di Gioia Tauro, alla fabbrica di proteine sintetiche di Saline e così via. Non consentiamo agli esperti e alle multinazionali di definire per noi il concetto di progresso. Che ci fa un inceneritore in una zona che ha già una sua vocazione agricola? In molti Paesi europei li stanno già chiudendo e rimpiazzando con una forte accellerazione della raccolta differenziata. Visto che questo mega impianto costa oltre 200 miliardi, la strada maestra da seguire è la selezione dei rifiuti. Le famiglie sono direttamente coinvolte; la raccolta differenziata non significa separare i rifiuti, ma non mischiarli. Anni fa, nella nostra città, questa strategia dello smaltimento toccava il 2%. Oggi siamo al 12%. Nei prossimi anni, con la società mista appena costituita "Cosenza Ambiente", dovremo arrivare al 50% come accade nelle maggiori città europee, dove gli impianti per bruciare gli scarti, li stanno chiudendo per mancanza di combustibile. L'unico Paese in Europa che continua a costruire gli inceneritori è la Francia; in tutti gli altri le costruzioni si sono bloccate. Anche negli Stati Uniti d'America gli inceneritori sono fortemente osteggiati dalle più importanti organizzazioni ambientaliste e dall'85 ad oggi più di trecento proposte sono state rigettate. Il Decreto Ronchi prevede soprattutto l'istituzione dei consorzi per il riciclaggio delle varie parti dei RSU. Sicuramente ci sono alcune difficoltà da superare (più facili, comunque, della costruzione dell'inceneritore); la prima è che i rifiuti richiedono una selezione ulteriore. Per esempio le bottiglie di plastica vanno suddivise secondo i polimeri contenuti nel materiale di fabbricazione, tet, Pvc e così via. In secondo luogo le aziende per il riciclaggi devono appartenere ad una economia locale che ancora non c'è. Un inceneritore può dare al massimo 40 posti di lavoro; la raccolta differenziata e le aziende per il riciclaggio, molti di più. Gli inceneritori producono gas acidi, metalli tossici, diossine e furani, senza i controlli severi a cui molti, in Italia, si riferiscono. Per quanti inceneritori ci sono state misurazioni del livello della diossina? Dal punto di vista scientifico non esistono strumenti da collocare sui camini degli inceneritori che ci possano dire in maniera continuativa quanta diossina viene fuori e i livelli di emissione dei metalli pesanti. La cosa migliore è sperare che, forse solo una volta all'anno, vengano gli esperti di un laboratorio dopo aver mandato un preavviso un mese prima. Piazzate le loro attrezzature, raccolgono campioni potenzialmente intrisi di diossine e metalli tossici per un tempo che va dalle 5 alle 8 ore. Mandano quindi i filtri ad un laboratorio di analisi e alcuni mesi più tardi si scoprirà che cosa stava succedendo in quel particolare giorno. Tutto ciò comporta una spesa superiore al milione di lire ogni volta che si esegue l'operazione. E' impossibile, quindi, parlare di incenerimento in maniera scientifica. Per quanto riguarda poi l'energia che questi impianti produrrebbero, bisogna sapere che il quantitativo di elettricità ricavabile è molto esiguo e che l'incenerimento rappresento il modo più costoso per produrre elettricità. A dimostrazione, poi, che l'incenerimento non è una soluzione alternativa alle discariche, basta dire che per ogni tre tonnellate di rifiuti bruciati si ottiene una tonnellata di ceneri. Il 90% di ceneri di fondi, mentre le altre sono ceneri volatili. Cari cittadini di Bisignano, fate bene a "bruciare" l'inceneritore. Incenerire è solo una soluzione molto comoda per il decisore politico, che deve solo autorizzare l'impianto da far pagare ai contribuenti, e in parte anche a dei privati che ne trarranno vantaggi economici. Non deve provocare alcun cambiamento nella società. Infatti non è necessario cambiare il modo di consumare le merci dei cittadini, né modificare la produzione degli imballaggi, né fare dei cambiamenti nel mondo produttivo. Tutto il contrario di quello che dice il decreto Ronchi…" (04.01.2000) a name=solidali