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Bollette acqua: L'Ass.Arango replica ad un quotidiano locale

06 dic 2000
Le circolari ministeriali hanno il pregio di chiarire punti oscuri, ma a patto che le si sappia leggere. Non pare questo il caso de "Il Quotidiano", che già nel titolo, nell'edizione odierna, testimonia lo stato confusionale degli anonimi esperti che hanno suggerito l'articolo. Mentre infatti si sostiene: "Acqua, riscossione entro 5 anni", poi si prosegue: "Il ministro: 'I canoni antecedenti al '95 sono prescritti'." Ed è questo il punto: la circolare tirata fuori come risolutiva - e che non mette affatto in difficoltà Palazzo dei Bruzi (occhiello), dove peraltro è ben nota - si riferisce solo ed esclusivamente ai "canoni" e non ai consumi. In altre parole: è soltanto il canone, spesa fissa che costituisce una minima parte dell'importo della bolletta, a venire prescritto dopo cinque anni; ma non certamente anche la fornitura, che è correlata ai consumi effettivi da misurarsi periodicamente. Ma, per di più, nel caso che riguarda il Comune di Cosenza, non può essere invocata neppure tale circoscritta prescrizione, essendo stati i termini interrotti con la notifica, a tempo debito, delle cartelle. Dopo la notifica, com'è noto, il termine prescrizionale incomincia a decorrere nuovamente. Non posso che concludere rivolgendo ai cittadini l'invito a non ascoltare illusorie sirene, bensì a pagare quanto dovuto nei tempi previsti per non incorrere in aggravi di spesa. Ed auspico che abbia finalmente termine il latente incitamento alla rivolta fiscale da parte di alcuni esponenti politici e di organi d'informazione non sempre opportunamente critici. (6.12.2000) a name=n2000120501