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Occupazione dell'Unical: multe agli studenti, rammarico dell'Amministrazione

12 dic 2000
Il Sindaco Mancini ha espresso alcune considerazioni in merito alla vicenda degli studenti Unical condannati per l'occupazione, lo scorso anno, di alcuni locali dell'ateneo: "L'Amministrazione della Città di Cosenza esprime rammarico per la recente vicenda che ha interessato dieci studenti dell'UNICAL, ai quali il Tribunale ha inflitto una multa di tre milioni per l'occupazione, avvenuta nel dicembre dello scorso anno, di un edificio universitario all'interno del Campus di Arcavacata. Riteniamo che le problematiche che sorgono all'interno delle università e che si svolgono nell'ambito di fisiologiche manifestazioni studentesche, debbano trovare soluzione nella stessa sede, senza ricorso a forze esterne. Che le cose si siano spinte fino ad arrivare in un'aula giudiziaria è preoccupante. Gli studenti rivendicavano un miglioramento dei servizi e della vivibilità del Campus, del che si sarebbe potuto dibattere, anche a lungo, senza necessità, peraltro, neppure di porre in essere occupazioni di luoghi pubblici, considerata la disponibilità dimostrata dai vertici accademici e dal rettore in primo luogo, tant'è che infine sono state accettate dall'autorità accademica tutte le rivendicazioni che avevano dato luogo alla protesta. L'impressione è che tutta la questione si sia svolta all'insegna della esagerazione. Hanno esagerato gli studenti, dando vita ad espressioni di dissenso sopra le righe, ma appare spropositata anche una sentenza che, peraltro penalizza solo dieci di loro su alcune centinaia di occupanti: cinque militanti del collettivo "Filo Rosso" e cinque iscritti al partito "Rifondazione Comunista". Desta allarme, infine, la circostanza che i condannati non siano mai stati ascoltati né dal Giudice né dalla Polizia Giudiziaria; sicchè non hanno avuto modo di discolparsi o di far valere le loro ragioni. L'Amministrazione nell'esprimere comprensione per gli studenti condannati, ricorda agli studenti e ai professori dell'Unical che l'autonomia del loro Ateneo sarà tanto più autentica quanto più la comunità universitaria sarà in grado di dirimere al proprio interno i contrasti politici e risolvere le divergenze culturali, senza cadere nella tentazione di trasformare il dissenso in reato." (12.12.2000) a name=n2000121209