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Emergenza acqua: riunione alle 17 in comune con la Regione Calabria

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Emergenza acqua: riunione alle 17 in comune con la Regione Calabria
25-05-2009
Una riunione tecnico-politica tra Regione e Comune è stata indetta per questo pomeriggio alle ore 17 a Palazzo dei Bruzi. Ci sarà anche l'on. Nicola Adamo, assessore regionale ai Lavori Pubblici, al quale l'on. Mancini ha questa mattina prospettato la gravissima situazione in cui si è trovata Cosenza negli ultimi tre giorni a causa della mancanza d'acqua. "Ancora una volta -ha dichiarato Mancini- mi trovo nelle condizioni di dover chiedere scusa ai miei concittadini, ai quali dico: siete stati ingannati ma, insieme a voi, lo siamo stati anche noi. La Regione ci aveva assicurato che a Cosenza sarebbe arrivata acqua in più, non in meno. Invece, tutto è come prima, anzi anche peggio." Il sindaco ha preso atto del lavoro svolto sia dalle strutture comunali che dai Vigili del Fuoco per la distribuzione di acqua con le autobotti e per l'assistenza fornita alla popolazione. Anche i Comuni vicini hanno usufruito del servizio grazie al prelevamento di acqua, da parte dei Vigili, dai serbatoi cittadini. A questo proposito, per evitare in futuro che tutto il circondario gravi sul capoluogo, sarebbe oppotrtuno individuare più punti di prelevamento di acqua potabile nell'area urbana. Sempre stamane, l'on. Mancini ha fatto il punto della situazione con i tecnici comunali. Oggi l'acqua è finalmente tornata dopo una serie di rotture a catena, in buona parte dovute, secondo l'ingegnere capo Francesco Collorafi, ad una rete adduttrice, quella del'Abatemarco, gestita in maniera assolutamente inadeguata rispetto alle prestazioni che vengono richieste dai cittadini. I rimedi erano già stati puntualmente indicati nel 1996 nello studio prodotto dalla Commissione incaricata da Mancini per il problema Abatemarco, composta dai prof. Giuseppe Frega, dell'Unical, prof. Gianmarco Margaritora, della "Sapienza" di Roma, dr. Marino Sorriso Valvo, geologo, all'epoca consigliere nazionale del Cnr ed oggi direttore della sede cosentina, prof. Franco Calomino, dell'Unical, ing. Francesco Collorafi, capo dell'Ufficio tecnico comunale. La Commissione aveva rilevato come, a parte le deficienze strutturali, legate alla lunghezza della rete (75 chilometri), i punti di crisi fossero individuabili nelle due stazioni di sollevamento, dove spesso si verificano guasti; nella instabilità di alcuni terreni, soggetti a frane; nelle tubazioni in acciaio sprovviste di protezione catodica e, quindi, soggette a corrosione; nella pessima manutenzione, condotta con apparecchiature fatiscenti; nella scarsità di personale di controllo; nell'assenza di telecontrollo. Poichè gli interventi risolutori non erano di competenza del Comune, lo studio era stato trasmesso agli uffici regionali. A quanto risulta, però, inutilmente. Intanto, Cosenza ha fatto la sua parte. Sulla base di un precedente studio, in città sono stati portati avanti diversi interventi: - il radicale ammodernamento della rete cittadina, suddivisa in zone con quote piezometriche omogenee e servite da serbatoi indipendenti; - la potabilizzazione del Timpafusa che è di prossima apertura e che porterà circa 60 litri al secondo di acqua in più; - il completamento del serbatoio di Colle Mussano a servizio della zona bassa della città; - la ristrutturazione dell'acquedotto dello Zumpo, in corso di esecuzione; - l'impianto di telecontrollo sugli acquedotti esterni di adduzione (Abatemarco, Zumpo, Merone, Bufalo e Timpafusa), sui serbatoi (Merone, via de Rada, San Vito, Triglio, Portapiana, Donnici) e su diversi torrini di smistamento; - La messa in funzione di due pozzi nella zona di Mussano. Un grande sforzo è stato fatto, ancora, nel lavoro di tempestiva riparazione delle perdite. Nel complesso gli interventi hanno comportato un investimento di oltre 20 miliardi negli ultimi anni, producendo notevoli benefici nella distribuzione dell'acqua, come i cittadini possono notare in tempi di costante approvvigionamento esterno. I problemi sorgono nel momento in cui viene a mancare il quantitativo di acqua che dovrebbe assicurare la Regione attraverso i due acquedotti dell'Abatemarco e del Bufalo. I disagi degli ultimi giorni sono dovuti proprio a questi due acquedotti. I problemi dell'Abatemarco sono quelli indicati nello studio di cui si è detto. Il Bufalo è, invece, soggetto a frequenti inconvenienti a causa della eccessiva torbidità delle acque trattate dall'impianto di potabilizzazione di Piano Lago. Di tutto questo si parlerà stasera, oltre che della gestione dell'acqua sia attraverso la Società mista di competenza della Regione Calabria, che attraverso l'Ambito territoriale ottimale, di competenza provinciale. L'on. Mancini ha inviato un telegramma al Presidente della Provincia Antonio Acri chiedendo la convocazione della Commissione per le modifiche alla convenzione da stipulare con i Comuni per l'istituzione dell' A.T.O. (25.10.99) a name=scioperoamaco

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