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Inceneritore: il Comune critica le scelte di Pappaterra

28 dic 1999
FONT FACE="Times,Times New Roman"L'Assessore all'Ambiente, Ortensio Longo, interviene in merito all'ipotesi di costruzione di un inceneritore nella media valle del Crati. "Più volte abbiamo criticato il 'Piano di interventi per il superamento della situazione di emergenza nel settore dello smaltimento dei RSU nella Regione' perché manca di dati sulla quantità e composizione merceologica dei rifiuti e per i due grandi termovalorizzatori previsti (meglio conosciuti col nome di inceneritori). Oggi apprendiamo con sbigottimento - scrive Longo - che il Commissario staordinario per i rifiuti e Assessore regionale all'Ambiente Mimmo Pappaterra vuole costruirne uno nell'area del Comune di Bisignano. E niente lo trattiene! Neanche la stroncatura che tutte le associazioni ambientaliste hanno dato al Piano, che i Consigli comunali di Bisignano e di tutti gli altri Comuni vicini si siano pronunciati con un secco NO, a anche dopo i tre tentativi falliti, grazie al movimento delle popolazioni locali, di piazzare questo monumento inutile e dispendioso nei Comuni di S. Marco, Altomonte e nell'Alto Tirreno. Il discorso è sicuramente complesso - aggiunge Longo - nel piano regionale c'è solo il tentativo di trasformare le famiglie in centri di consumo sfrenato di merci ad alto contenuto di rifiuto e imballaggio, finalizzato alla produzione di CDR. Sul piano politico ed economico significa trasferire i costi di produzione dei combustibili per produrre energia dal privato, che gestisce l'impianto traendone profitto, alle famiglie che non avrebbero alcun vantaggio addizionale. La nostra opposizione agli inceneritori - dice ancora Longo - nasce dalla necessità di far consolidare nello stile di vita collettivo strumenti quali il riuso, la raccolta differenziata finalizzata al riciclo di materia, il riciclaggio e, solo in ultima analisi, lo smaltimento. Anche l'incenerimento può, dunque, essere preso in considerazione ma solo a valle di un processo globale di ristrutturazione della gestione dei rifiuti. Una scelta così costosa in termini economici e ambientali, non può essere imboccata alla cieca solo perché è il business del momento. In realtà la scelta dell'incenerimento è profondamente funzionale all'attuale modello di sviluppo quantitativo, basato sulla crescita indiscriminata dei consumi e del PIL. Il mercato, infatti, ha bisogno di energia per aumentare la produzione (e il PIL), e se i rifiuti vengono presentati come una risorsa indispensabile per produrre più energia, è del tutto evidente che appare auspicabile produrre più rifiuti; occorre, quindi, produrre più merci da consumare per avere più rifiuti. Insomma bruciando i rifiuti si produce più energia, con più energia si producono più merci, da più merci derivano più rifiuti da bruciare. E il ciclo continua. Del resto - conclude Longo - la migliore conferma a questo discorso deriva dalla constatazione che in tutta Italia stanno nascendo come funghi attività di "recupero" basate sulla termodistruzione di rifiuti, tra cui spiccano quelle dell'ENEL (vedi Montalto di Castro) e di altre grandi aziende." (28.12.1999) FONT FACE="Times,Times New Roman" SIZE=4Promossa riunione con l'Asl sull'inquinamento elettromagnetico FONT FACE="Times,Times New Roman" Il problema dei campi elettromagnetici in Italia è in costante aumento, come testimoniano alcune cifre di qualche anno fa e, quindi, approssimate per difetto. Qualche anno fa le linee di alta tensione (maggiore o uguale a 132.000 V.) formavano una rete di 50.000 Km. Le emittenti radiotelevisive erano 60.000, mentre le stazioni radiobase per telefonia mobile avevano superato abbondantemente il numero di 300.000. Il rischio di danni per la salute è sempre più sentito dalla popolazione, anche nella nostra città dove sono nati comitati spontanei. Per avere dati sempre aggiornati, e tutelare quindi la salute dei cittadini, gli Assessori Longo e Trimboli, hanno promosso una riunione con i responsabili del settore fisico ambientale dell'Asl n.4, ing. Buoncristiano e Rosignuolo, con il direttore del Dipartimento di Fisica della Facoltà di Ingegneria dell'Unical, prof. Falcone e con la Soprintendenza ai Beni Ambientali rappresentata dall'arch. Terzi, per istituire presso il Comune un Comitato Tecnico per la gestione e la valutazione delle problematiche connesse alla presenza di sorgenti di campi elettromagnetici nel territoriale comunale di Cosenza. Il Comitato, che sarà formato dagli Assessori all'ambiente, alla Salute e all'Urbanistica, nonché dai tecnici dell'Asl n.4, della Soprintendenza, e da docenti dell'Unical, avrà il compito di curare tutti gli aspetti organizzativi, gestionali e logistici finalizzati al censimento delle sorgenti radioemissive e al monitoraggio dei campi elettromagnetici. Il Comitato si occuperà anche di: definire un Regolamento comunale, per gestire meglio le politiche ambientali e urbanistiche riguardo all'inquinamento elettromagnetico; ricercare idonee risorse finanziarie per sostenere in ambito locale lo studio e la ricerca; adottare e promuovere iniziative finalizzate alla informazione della popolazione sulla tutela della salute dai rischi connessi alla esposizione delle onde elettromagnetiche. "In attesa della Legge Quadro nazionale, ancora non approvata da un ramo del Parlamento, Cosenza è sicuramente - hanno commentato gli Assessori Longo e Trimboli - una delle prime città d'Italia a dotarsi di un organo tecnico scientifico per lo studio e la prevenzione dei campi elettromagnetici." (28.12.1999)