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Cresce l'attesa per il concerto di Battiato

30 dic 1999
Cresce di dimensioni e di macchinari il grande e attrezzatissimo palco in piazza dei Bruzi e parallelamente cresce nei cosentini, ma anche in provincia, l'attesa per il concerto di Franco Battiato. "E' la prima volta, dopo trent'anni, che lavorerò la notte di Capodanno e lo farò a Cosenza con un concerto, una classica serata". Lo ha detto lo stesso Battiato ieri sera nella trasmissione "Media-mente" a Carlo Massarini che lo intervistava. L'artista catanese ha parlato della musica del secolo che se ne va e che ha dato note molto belle, alcune delle quali Battiato ha reinterpretato nel suo ultimo cd "Fleurs", ripescando motivi portati alla ribalta negli ultimi quarant'anni da cantanti stranieri e soprattutto italiani. Quale il filo conduttore di questo cd? -ha chiesto Massarini. "La mia incurabile tendenza -è stata la risposta- alla malinconia del vivere, uno stato di grazia in cui la tristezza manifesta una non normale altezza degna dell'esistenza". Cosa per Franco Battiato -ha continuato Massarini- è stato importante in questo secolo: un disco, un artista... "Questo secolo è stato molto ricco, dividerei i campi: nella musica classica ci sono stati due o tre colossi, Stravinski soprattutto; poi c'è la grande infezione della musica leggera, da un certo punto in avanti". Il virus dei Beatles? -ha chiesto Massarini. "E perchè no? E' cambiato qualcosa da quel momento. Posso azzardare una previsione: tra non molto ci saranno tali cambiamenti che manderanno in frantumi alcuni colossi, tra cui anche quelli che ho citato e ci sarà un futuro che non rispetterà niente di quella che per noi è una tradizione ed è stata fino ad oggi un punto di riferimento". (30.12.1999) a name=scalemobili