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Ultimo saluto a Luigi Gullo davanti la Casa Comunale

25 mag 2009
Amici, parenti, esponenti di tutti i partiti, semplici cittadini hanno reso stasera in Piazza dei Bruzi l’ultimo omaggio alla figura di Luigi Gullo.BR Le ceneri, portate dalla figlia Pierrette, sono giunte a Cosenza alle 19,30. Dal palco allestito per l’occasione davanti al Comune, dove Gullo fu consigliere comunale dal 1946 al 1960, dinnanzi alla moglie Franca, ai figli e ai nipoti hanno parlato dello scomparso l’avv. Antonio Baffa, Presidente dell’Ordine degli avvocati di Cosenza; l’avv. Tommaso Sorrentino, Presidente della Camera penale; e, per ultimo, il sindaco di Cosenza on. Giacomo Mancini. Baffa ha ricordato Luigi Gullo come avvocato, che ha onorato la categoria forense "di cui è stato uno degli esponenti in assoluto di maggiore spicco. Gullo -ha affermato l’avv. Baffa- ha indossato la toga, la toga vera, quella che non tollera compromissioni". Rotte spesso dalla commozione le parole di Sorrentino, che ha ricordato la lunga frequentazione con Luigi Gullo, suo maestro per trent’anni. "Gullo avvocato -ha detto- non amava il nuovo impianto del processo penale, non amava i pentiti. Ci aveva insegnato che il processo deve essere innanzitutto ispirato a principi morali e di serietà. Con Gullo tutto era serio: il processo, la pena, la politica, l’impegno democratico." Infine, il saluto del sindaco Giacomo Mancini, che ha parlato soprattutto da amico fraterno di infinite battaglie condotte nel corso di oltre cinquant’anni, da quando, giovani entrambi, "Luigi Gullo era invidiato dai suoi coetanei che in lui riconoscevano ardimenti e sfide di cui non tutti noi disponevamo." Mancini ha detto ancora che con lo scomparso continuava l’amicizia che nei primi anni del secolo unì Pietro Mancini e Fausto Gullo, quando essi si trovarono insieme nelle file del Partito socialista "e poi sempre nei periodi successivi sino alla morte che ci ha arrecato tanto dolore." Il sindaco ha ricordato poi la figura di parlamentare di Luigi Gullo e infine la sua attività come penalista "che primeggiò in ogni parte del Paese". "Non ha mai conosciuto la retorica dozzinale e l’approssimazione che sono tra i mali della nostra regione. La sua eloquenza rigorosa rispettava la verità dei fatti e la precisione giuridica che si esprimevano anche nella sua attività di docente universitario." Il sindaco di Cosenza ha concluso commosso: "Caro Gigino, la nostra città non ti dimenticherà. Oggi è qui per l’estremo saluto". (28.9.98) a name=dichiaragullo