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Conferenza stampa del Sindaco Mancini

25 mag 2009
"Non devo aggiungere niente di nuovo. Dico solo di sapere che nei miei confronti il Procuratore antimafia della Repubblica di Catanzaro, dott. Mariano Lombardi, ha deciso di chiedere il mio rinvio a giudizio fissando per l’udienza preliminare la data del 4 marzo. Aggiungo solo che non ho avuto notizie dirette. Fino a questo momento non conosco la motivazione della richiesta del Procuratore Lombardi. C’è stata solo una notifica pura e semplice ai miei avvocati, peraltro mancante delle carte che possano consentirci di formulare un giudizio. La difesa che si sta approntando, pertanto, è una difesa che si fa al buio e nell’assoluta ignoranza delle accuse." Così il sindaco di Cosenza, on.Giacomo Mancini, ha iniziato l’incontro con i giornalisti tenutosi questa mattina nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi all’indomani della notizia, diffusa ieri dallo stesso on.Mancini, dell’esistenza di una richiesta di rinvio a giudizio formulata nei suoi confronti dal Procuratore antimafia della Repubblica di Catanzaro, dott.Mariano Lombardi. "Mi sento offeso, ha dichiarato Mancini, e credo di interpretare anche le offese che sentono molti calabresi. Vorrei, ha proseguito il sindaco, che non si sentissero offesi i cittadini di Cosenza che nelle ultime campagne elettorali, quella del ’93 e del ’97, mi hanno sostenuto, votato ed eletto. Spero, prima del 4 marzo, anche oggi o domani, di apprendere cosa c’è di nuovo. Ci devono essere delle novità perché nel luglio scorso ero stato già ascoltato dal Procuratore Lombardi nel corso di un una visita molto cortese svoltasi a Palazzo dei Bruzi." Il sindaco ha poi aggiunto: "so quello che devo fare e sono già allenato, spero di poter fare meglio in questa occasione perché ora sono maturati fatti a favore della difesa. La Procura di Catanzaro è stata già smentita sul filone Pino con l’assoluzione mia e di mio figlio. Resto sindaco, ha puntualizzato Mancini; le leggi antimafia sono sciatte e farraginose ma su questo punto sono chiare: si resta sindaci finchè non interviene una sentenza di condanna. Con i miei avvocati stiamo studiando, nel caso in cui la notifica con le accuse non dovesse arrivare, la possibilità di pervenire ad un rito abbreviato o ad altro rito che possa comunque accorciare i tempi." Ricordando la sua tribolata vicenda giudiziaria, rispondendo ad alcune domande dei giornalisti presenti, il sindaco Mancini ha considerato "non risarcibile il danno subito in questi anni durante i quali, ha affermato, mi hanno crudelmente sottoposto ad un rito offensivo e mortificante, costringendomi ad un continuo andirivieni nelle aule dei tribunali dove per interrogare 15 pentiti ci sono voluti 14 mesi." Alla conferenza stampa di questa mattina erano presenti il vice sindaco Luciano Crea, gli assessori della giunta comunale, il presidente del consiglio comunale, avv.Enzo Paolini, la city manager di Palazzo dei Bruzi, dott.ssa Molezzi e molti dirigenti del Comune. L’avv.Paolini, sollecitato dalle domande dei giornalisti, parlando nella sua qualità anche di difensore del sindaco Mancini ha affermato che l’iniziativa della Procura antimafia di Catanzaro "non ritengo sia un atto dovuto; è un atto che comunque non mi meraviglia. Forse, con un po’ di coraggio, ha concluso Paolini, l’atto dovuto poteva essere l’archiviazione." (29.10.98)