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Il Sindaco Perugini incontra uno dei giovani aggrediti a Bolzano

21 mag 2009
Nichilismo o ideologia pseudo-politica? Angelo Sposato non sa cos’è stato a scatenare la furia di un gruppo di giovani la notte del 20 aprile a Bolzano. Certo è che avevano la testa rasata e facevano sul serio quelli che, senza alcun motivo apparente, hanno aggredito lui ed un suo amico tanto duramente che Angelo, dopo essersi ripreso da un trauma cranico, ancora oggi ha un braccio legato al collo, mentre il compagno di sventura se l’è vista anche più brutta avendo rimediato due ferite da arma da taglio che solo per un pizzico di fortuna non hanno provocato una tragedia, l’ennesima del genere. Angelo Sposato ha raccontato la vicenda al Sindaco Salvatore Perugini questa mattina a Palazzo dei Bruzi, presente anche l’assessore ai Diritti del cittadino Damiano Covelli. Non c’era il secondo involontario protagonista della storia, per i postumi -anche psicologici- dell’aggressione. Perugini ha voluto l’incontro per porgere solidarietà ai concittadini e per capire meglio l’accaduto. Che, per la verità, resta incomprensibile. I due cosentini, che da anni lavorano nell’equipe di tecnici che segue l’artista Massimo Lopez nei suoi spettacoli, quella sera al termine dello spettacolo erano andati a cena in un ristorante. All’uscita si è verificato l’attacco a freddo da parte di un gruppetto di giovani vestiti di nero e con le teste rasate. Mentre l’amico resta a terra in un mare di sangue, Angelo si evita le coltellate ma non i calci che gli provocheranno trauma cranico e fratture. Allertati da qualcuno, arrivano sia la polizia che il 118. I primi identificano e perquisiscono gli aggrediti, ma –lamenta Angelo- non si cureranno di acquisire dalle vittime maggiori informazioni utili a identificare i colpevoli, intanto dileguatisi. Gli operatori dell’autoambulanza, dal canto loro, raccolto il giovane sanguinante, lasciano a terra senza alcun soccorso Angelo, che tornerà in albergo faticosamente sulle sue gambe e solo dopo quattro ore, accompagnato dai suoi amici, arriverà in ospedale. Qui gli viene riscontrata la frattura con prognosi di trenta giorni, ma non vengono effettuati ulteriori accertamenti, eseguiti in un secondo momento al rientro a Cosenza. Quanto accaduto dopo l’aggressione amareggia il giovane forse ancor più delle lesioni riportate che, pure, non pochi problemi gli stanno provocando sul piano sanitario e lavorativo. Angelo ha detto di essersi sentito solo, straniero in terra italiana, prima malmenato con ferocia da sconosciuti ai quali forse non piaceva l’accento calabrese, poi trascurato da chi istituzionalmente è preposto alla tutela dei cittadini. Infine, ha rilevato come nemmeno una parola sull’accaduto sia stata riportata sulle cronache dei giornali locali, evidentemente rimasti all’oscuro dell’episodio. Il Sindaco Salvatore Perugini ha rinnovato la solidarietà della città e dell’Amministrazione. “Non possiamo che essere addolorati –ha detto il Sindaco- per questo brutto episodio di cui sono rimasti vittime due nostri bravi giovani, nei quali l’accaduto lascia gravi conseguenze non solo fisiche. Si tratta di una violenza gratuita che non rende certo giustizia al senso di civiltà che caratterizza la maggior parte dei cittadini di Bolzano, dove diversi sono i cosentini e i calabresi che vivono e lavorano con soddisfazione. Ci meraviglia, inoltre, che l’episodio non abbia trovato eco sulla stampa e non abbia suscitato alcun dibattito pubblico. E’ un silenzio preoccupante tanto più se indicativo di un atteggiamento di assuefazione di fronte al ripetersi di questi fatti. Scriverò oggi stesso al Sindaco e al Questore di Bolzano per chiedere chiarimenti su tutta la vicenda.”