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Assessore Lucente risponde sui rom al dirigente scolastico del sesto circolo di via degli Stadi

21 mag 2009
“Appare quanto mai strano che un dirigente scolastico che in fatto di problematiche legate all’integrazione in generale e dei bambini rom in particolare non è certo l’ultimo arrivato, non abbia colto l’essenza del rammarico e dell’amarezza di chi dopo tanto lavoro vede andar via dei bambini rom.” Lo afferma l’Assessore alle politiche dell’Educazione Maria Lucente, in risposta alle dichiarazioni del Dirigente scolastico del sesto circolo di via degli Stadi riportate questa mattina dal quotidiano “Calabria Ora”. “L’attacco astioso del collega dirigente scolastico - prosegue l’Assessore Lucente – è sorprendente perché rivolto al mio impegno politico ed anche perché non trova giustificazione alcuna, ammesso che possa interessare a qualcuno, neanche nella storia dei nostri rapporti professionali. Se proprio il Dott.De Rosa era alla ricerca di uno scampolo di protagonismo, motivato dal fatto che anche nella sua scuola sono accolti dei bambini rumeni, avrebbe potuto farlo in maniera costruttiva, nella consapevolezza che il lavoro svolto dalla classe docente che opera nel suo istituto scolastico viene portato avanti con convinta dedizione. Evidentemente – precisa ancora l’Assessore Maria Lucente – la parte più emotiva che è venuta fuori dalla mia nota diffusa dalla stampa domenica scorsa ha disturbato sentimenti, di non facile decodificazione, di qualcuno. Può una semplice esternazione, nata sull’onda di un sentimento autentico, a tratti anche rabbioso per il veder svanire in un attimo un lavoro tenacemente portato avanti, scatenare reazioni che , tra l’altro, travalicano la questione stessa per sconfinare maldestramente in territori altri? Infatti, il riferimento al mio ruolo istituzionale nell’ambito della pubblica amministrazione, evocato dal Dott.De Rosa, è certamente derivato da un “potere forte”: quello del consenso elettorale che da anni ricevo esclusivamente dalla città e di cui sono orgogliosissima. Veramente non se ne intravedono “altri”, secondo l’incauta insinuazione del dirigente scolastico del sesto circolo. Altrimenti, forse, sarei stata proiettata già da tempo verso altri incarichi di maggiore responsabilità e visibilità. E con questa sottolineatura credo di dover chiudere una sterile polemica che non ritengo debba e possa sottrarre altro tempo all’impegno al quale istituzionalmente e doverosamente sono chiamata nei confronti della cittadinanza.”