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La cultura come strumento di liberazione e di sviluppo nella città.

21 mag 2009
Ha aperto questa mattina ufficialmente i battenti, presso i locali dell’ex deposito ferroviario di Piazza Matteotti, la prima edizione de “La Liberìa, la Fiera del libro che libera”, promossa dalla Cooperativa Delfino Lavoro in collaborazione con l’Assessorato alle Attività Economiche e Produttive e con il Settore Cultura, Turismo e Spettacolo del Comune di Cosenza. La manifestazione, un piccolo Salone del libro, sull’esempio di quanto accade a Torino da anni, è dedicata interamente alle tematiche sociali e proseguirà fino a sabato 17 maggio. Stamane la Fiera ha ospitato i primi visitatori e, dopo l’inaugurazione, alla quale è intervenuta l’Assessore alle attività economiche e produttive Maria Rosa Vuono, i presenti si sono trasferiti nella vicina sala di rappresentanza del Coni di Cosenza dove era in programma il convegno inaugurale sul tema “Il libro che libera. La cultura come strumento di liberazione e di sviluppo nella città”. A moderare i lavori, Giovanni Serra della Cooperativa “Delfino Lavoro” e già Assessore al welfare del Comune di Cosenza. Al convegno hanno preso parte la Presidente di “Delfino Lavoro” Annamaria Odoardi, l’Assessore comunale alle attività economiche e produttive Maria Rosa Vuono, il vicepresidente della Giunta regionale della Calabria Domenico Cersosimo e, in rappresentanza della Biblioteca Nazionale, la dottoressa Rita Fiordalisi. I lavori sono stati chiusi dall’intervento del Sindaco di Cosenza Salvatore Perugini. Nella sua introduzione Giovanni Serra ha ricordato come “La liberìa” sia un’esperienza sperimentale nata da una idea ben precisa di alcuni collaboratori della Cooperativa “Delfino Lavoro”, in particolare da chi, grazie a questa possibilità di reinserimento nel sociale, è riuscito a superare le difficoltà legate ad un passato di dipendenza e disabilità. “La prospettiva – ha auspicato Serra – è che la manifestazione diventi un appuntamento stabile, annuale, per far sì che la città di Cosenza possa ritrovarsi con sempre maggiore entusiasmo e convinzione attorno al tema del libro. Il libro – ha aggiunto Serra – ha grandi chances, favorendo l’introspezione ed essendo un forte strumento di relazione. E’ questa una scommessa sulla quale molti di noi hanno voluto puntare come dimostra il partenariato molto ampio che attorno ad essa si è sviluppato.” Una difesa a spada tratta del libro anche nelle parole di Anna Maria Odoardi, Presidente della Cooperativa “Delfino Lavoro”. “Il libro è compagno di tutti – ha affermato la Odoardi – e mantiene questa sua connotazione anche in una società tecnologica come la nostra. Suscitando emozioni uniche, il libro non si può abbandonare, anche nell’era di Internet. Ecco perché, come in questo caso, la Cooperativa “Delfino Lavoro” si candida ad avere un ruolo sempre più propositivo di eventi culturali del genere. L’augurio – ha chiuso il suo intervento Anna Maria Odoardi – è che la fiera possa vivere attraverso i suoi visitatori. La presenza, poi, dei numerosi editori calabresi e nazionali che hanno sposato l’iniziativa, ci incoraggia enormemente.” Apprezzamenti per la freschezza e la vivacità dell’iniziativa sono venuti durante il convegno di questa mattina dall’Assessore alle attività economiche e produttive Maria Rosa Vuono che ha subito evidenziato come sia il messaggio della cultura condivisa quello che caratterizza in senso altamente positivo la Fiera del libro che libera. Per la Vuono la diffusione tecnologica della cultura, sempre più a portata di clic ed in grado di entrare in contatto con il mondo, non ridimensiona la funzione del libro. “Il libro – ha sottolineato l’Assessore comunale – ha un’anima diversa, è strumento di creazione di reti e la manifestazione che abbiamo promosso si fa portatrice di una significativa contaminazione tra la letteratura e la saggistica ed una serie di iniziative sociali. “La liberìa” – ha proseguito la Vuono – è un condensato di proposte molto variegate e ricche di novità, nelle quali vanno ricompresi dei veri e propri laboratori di scrittura creativa, accanto a dibattiti di spessore elevato e a momenti di valorizzazione del territorio, come quello cui parteciperanno le scuole che visiteranno il nostro centro storico e parte dei nostri borghi rurali.” La dottoressa Rita Fiordalisi della Biblioteca Nazionale ha poi evidenziato l’apporto della istituzione culturale alla manifestazione “La liberìa” che si concretizza nella promozione di una mostra bibliografica e documentaria sul centro storico di Cosenza “che vuole essere – ha precisato la dottoressa Fiordalisi – un supporto alla diffusione della conoscenza della città e di tutto il suo patrimonio”. Che la “Liberìa” abbia intrapreso il giusto cammino lo ha riconosciuto il vicepresidente della Giunta regionale della Calabria Domenico Cersosimo, anche se ha riferito cifre allarmanti sulla diffusione della lettura. “L’Italia è un paese – ha precisato Cersosimo – che non legge. Il 60% della popolazione italiana nell’ultimo anno non ha letto neppure un libro ed in Calabria non va meglio. Nella nostra regione, infatti, si legge pochissimo. Nelle nostre famiglie – ha proseguito Cersosimo – si ha poca dimestichezza con la lettura. L’iniziativa promossa a Cosenza è una manifestazione friendly, amichevole che va nella direzione sperata. Il libro ha qualcosa di magico, che cambia le mappe della vita ed aumenta la sensibilità al confronto, allargando la sfera cognitiva.” Cersosimo non ha dubbi: “le iniziative come la Fiera del libro sono importanti se rappresentano il punto di arrivo di un processo formativo quotidiano nel quale un alleato forte si trova nella categoria degli insegnanti. Un buon professore cambia la vita dei ragazzi. I professori contano molto. Occorre dare pregnanza sociale al ruolo dell’insegnante.” Sul valore del libro, ancora Cersosimo: “il libro abitua alla tolleranza, alla diversità, alla curiosità e i popoli più curiosi sono quelli più moderni.” E il vicepresidente della Giunta regionale lancia una proposta: quella di un piccolo Festival della letteratura dove poter ospitare il meglio della produzione letteraria della regione. Il convegno di questa mattina è stato concluso dall’intervento del Sindaco Salvatore Perugini. “L’occhio più vigile di noi amministratori – ha affermato il primo cittadino – deve essere rivolto verso l’infrastrutturazione immateriale della nostra società. Un grande ponte non ci migliora la qualità della vita, così come una nuova autostrada più funzionale risolve solo in via episodica le questioni legate alla percorribilità. E’ auspicabile, però, che la Regione mostri la sua sensibilità ed attenzione verso quei territori che sono capaci di produrre progettualità in campo culturale.” A questo proposito Perugini ha richiamato l’attenzione del vicepresidente della Giunta regionale Cersosimo sul progetto, presentato dall’Amministrazione comunale, che prevede la valorizzazione di quattro ponti della città storica attraverso l’allocazione di alcune importanti opere scultoree di arte contemporanea. Sull’importanza della funzione che il libro continua ad avere anche nell’era tecnologica il Sindaco, pur lodando le enormi possibilità offerte dal computer, ha esaltato il ruolo decisivo del libro, dal punto di vista della stampa, dell’olfatto, dell’immersione quasi romantica nella vita. “Abbiamo il dovere – ha detto Perugini – proprio perché in Calabria si legge poco, di dare sostegno ad ogni iniziativa che valga a valorizzare il libro, importante segmento non solo della nostra cultura, ma della nostra stessa esistenza.”