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L'ex Caserma Bandiera si prepara ad ospitare il Museo di Arte contemporanea

21 mag 2009
Il Chiostro dell’ex Caserma Bandiera è da oggi affidato alle cure dell’Accademia San Martino, i cui giovani volontari hanno l’incarico di effettuare un’opera di pulizia accurata ma estremamente rispettosa del monumento, delle sue colonne di tufo del 1448, del suo acciottolato che si intravede sotto un fitto strato di erbacce. Per restaurare tutto il complesso –hanno notato il sindaco Salvatore Perugini e l’assessore ai Lavori pubblici Franco Ambrogio- ci vorrà molto tempo. Non sarebbe giusto far aspettare ancora i cosentini che hanno invece il diritto di riappropriarsi al più presto del bellissimo luogo, da poco acquistato dal Comune. E, allora, forse già nell’autunno prossimo, mentre ancora vi si starà lavorando dentro – oggi per le pulizie, domani per un impegnativo restauro- l’ex Caserma diventerà sede del Museo di Arte Contemporanea. L’occasione potrebbe essere la celebrazione del 6 ottobre, Giornata dell’arte contemporanea. Saranno i ventiquattro Musei che formano l’AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiani) a far nascere la nuova creatura donando ciascuno una propria opera. “E’ molto importante –ha sottolineato la dottoressa Stefania Bosco, storica d’arte del Ministero ai Beni culturali- quanto l’ Amministrazione sta realizzando, poiché questa non sarà solo una esposizione, ma un modo per entrare in un circuito internazionale. Il MACO rappresenterà Cosenza nel mondo –con una C grandissima che significherà Contemporaneo ma anche Cosenza e Confluenza- ed il complesso si riapproprierà di un ruolo culturale storico, che fu determinante nel fare di questa la città da cui partivano nuove idee.” Il Chiostro, antico studium dei domenicani frequentato dai grandi del passato come Tommaso Campanella, rivivrà, dunque, quale luogo di scambi culturali ad ampio spettro, rinverdendo nobili origini e ridando fiato a belle ambizioni da coltivare. “Si sta realizzando un sogno della città” secondo il Sindaco Perugini, che era accompagnato anche dall’assessore Matilde Ferraro e dai dirigenti Carlo Pecoraro e Maria Rosaria Mossuto. “Non intendiamo solo ripristinare i luoghi della rappresentanza comunale –ha continuato il primo cittadino- ma soprattutto restituire ai cosentini questo bene che fa parte del centro storico e contribuirà alla sua rivitalizzazione. Ecco perché non attenderemo che la ristrutturazione sia completata, ma utilizzeremo la struttura a cantiere aperto, come sta avvenendo per il Castello e l’Oratorio di San Gaetano. Intensificheremo nei prossimi giorni i rapporti con i vertici dell’AMACI e già il 18 aprile potremmo ottenere, a Roma, una prima formalizzazione della nascita del Museo.” E, ancora, il Sindaco ha informato che questo progetto si collegherà con un’altra iniziativa, per la quale si attendono i finanziamenti regionali, che prevede un collegamento tra MACO e Museo all’aperto Bilotti attraverso i quattro ponti del centro storico, dove allocare opere realizzate in loco da grandi artisti. “L’obiettivo –ha concluso Perugini- è di creare un filo culturale che tenga insieme la parte nuova e quella vecchia della città”.