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LAssessore alla Viabilità chiede collaborazione a vigili ed ausiliari per combattere la "certezza dellimpunità"

21 mag 2009
Nella graduatoria degli elementi di vivibilità di una città la situazione del traffico automobilistico è senz’altro ai primi posti. Ne è ben consapevole l’assessore al ramo Agostino Conforti il quale, mentre prosegue il lavoro per attuare in tempi brevi il nuovo sistema della sosta approvato in Giunta, si propone, in questo inizio d’anno, di effettuare interventi su alcuni punti critici per la viabilità cittadina. E per raggiungere obiettivi apprezzabili non si può che iniziare dal pretendere un più puntuale rispetto delle regole che, andando a colpire le prepotenze, salvaguardino i diritti di tutti. A supportare con maggiori prerogative il lavoro dei vigili urbani, saranno gli ausiliari del traffico. “Una recente pronuncia della Corte (Cass. 20.4.2006 n. 9287), –ricorda l’assessore- ha stabilito che il potere dell’ausiliario dipendente dalla società concessionaria del parcheggio a pagamento, previsto dall’art. 17 comma 132 della Legge 127/1997, non è limitato a rilevare le infrazioni strettamente collegate al parcheggio stesso (ovvero il mancato pagamento della tariffa o il pagamento effettuato in misura inferiore al dovuto, l’intralcio alla sosta degli altri veicoli negli appositi spazi e così via), ma è esteso anche alla prevenzione ed al rilievo di tutte le infrazioni ricollegabili alla sosta nella zona oggetto della concessione, in relazione al fatto che nella suddetta zona la sosta deve ritenersi consentita esclusivamente negli spazi concessi e previo pagamento della tariffa stabilita; pertanto ogni infrazione alle norme sulla sosta in tali zone può essere rilevata dagli ausiliari dipendenti della società concessionaria, essendo quest’ultima direttamente interessata, nell’ambito territoriale suddetto, al rispetto dei limiti e dei divieti per il solo fatto che qualsiasi violazione incide sul suo diritto alla riscossione della tariffa medesima.” In sostanza, lasciare l’auto all’esterno della zona blu, magari impedendo ad altri di parcheggiare regolarmente, come è purtroppo abitudine di molti, potrà essere motivo di compiacimento per l’automobilista per essere riuscito ad evitare di pagare il ticket, ma non lo sottrarrà alla possibilità di trovare sul cruscotto una multa che potrà essere comminata anche dall’ausiliario del traffico addetto alla sorveglianza di quella zona blu. L’assessore Agostino Conforti non si ferma qui. Nei giorni scorsi ha inviato una lettera al Comandante della Polizia municipale, ai vigili urbani, agli ausiliari del traffico dell’Amaco e della Saba per chiedere maggiore cooperazione nell’opera volta a disincentivare “la certezza dell’impunità”. Questo il testo della lettera: “David Hume ha osservato che ci sono circostanze in cui la cooperazione è possibile e necessaria. Per esempio, la relativa scarsità di una risorsa e la tendenza di ciascuno a non prendersi cura del benessere dei propri simili configurano una situazione in cui trovare un modo per aiutarsi l’uno con l’altro è non solo una possibilità, ma anche una necessità. In questi casi, non si può vivere in modo decente senza cooperare. Tuttavia, proprio l’osservazione del traffico nei centri urbani mostra che il comportamento collettivo non è sempre sensibile alle esigenze imposte dalle “circostanze di giustizia”. La certezza dell’impunità è uno straordinario incentivo a ignorare l’interesse altrui. In assenza di una sanzione credibile, la strada torna allo stato di natura e tutti – come sosteneva Thomas Hobbes – hanno diritto a tutto, anche a parcheggiare sul marciapiede o nei posti riservati ai disabili. Inutile dire che, se tutti hanno diritto a tutto, il più forte è destinato a prevalere, almeno fino a quando non trova qualcuno più forte. Semafori, divieti di sosta e segnali stradali sono la voce del sovrano che dovrebbe porre fine allo stato di guerra di tutti contro tutti imponendo a ciascuno di agire in modo compatibile con l’interesse altrui. Purtroppo come è facile verificare osservando il traffico di una grande città, la volontà del sovrano è spesso inefficace. Se non c’è certezza della sanzione essa rimane inascoltata. Regole ed effettività, però non sono sufficienti a garantire una vita decente, le regole devono essere applicate in modo intelligente. Non siamo in grado di prevedere ogni circostanza, dunque la rigidità delle regole ci espone continuamente al rischio della frustrazione, anche quando violarle non danneggerebbe in concreto nessuno. Tuttavia, le eccezioni devono rimanere tali. Se diventano abituali e generalizzate, finiscono per vanificare il beneficio della regola.“