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A Cosenza il IV seminario tematico del Progetto Arianna

21 mag 2009
Si è svolto questa mattina nel Ridotto del Teatro Rendano il IV seminario tematico nazionale del progetto Arianna, organizzato dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Cosenza e dal Dipartimento per i diritti e le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Attivazione della rete nazionale antiviolenza” questo il tema del seminario, coordinato dall’Assessore comunale Matilde Ferraro, al quale hanno partecipato: il Sindaco di Cosenza Salvatore Perugini; Maria Gabriella Colombi, dirigente del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio; Stefania Pizzonia di Le Nove srl Arianna. Il seminario si è svolto in due momenti separati; nella seconda parte, coordinata da Vittoria Tola del Dipartimento Pari Opportunità della presidenza del Consiglio, sono previsti gli interventi di: Daniella Ceci del Centro contro la violenza alle donne “Roberta Lanzino”; Mario Maiolo, Assessore regionale alla programmazione nazionale e comunitaria; Carmela Frascà, consigliere regionale; Maria Rosa Lotti di Le Onde onlus; Rita Falaschi dell’Ufficio Pari Opportunità della Provincia di Genova; Licia Masi, dirigente del Dipartimento alla programmazione della Regione Sicilia; Teresa Bruneri del Dipartimento Pari Opportunità della Regione Liguria; Susanna Cenni, Assessore alle Pari Opportunità della Regione Toscana. “La firma di un protocollo, in genere, non porta con sé grandi risultati. – ha detto il Sindaco Salvatore Perugini - Spesso si tratta di buone intenzioni che vengono scritte su carta per finire in qualche cassetto. Questa volta, però, non è così: il progetto Arianna mette in campo azioni concrete. Si dà il via ad una azione istituzionale e sociale indispensabile per superare quei freni che ancora ci sono. La collaborazione, a cui si riferisce il titolo V della Costituzione con il concetto della sussidiarietà, deve riguardare tutte le istituzioni e la società civile perché solo con azioni concrete si potranno ottenere risultati in tema di violenza alle donne”. “La violenza contro le donne è un problema mondiale – ha detto Maria Gabriella Colombi, dirigente del Dipartimento per i diritti e le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri - ancora non sufficientemente riconosciuto e denunciato. È un fenomeno che si sviluppa soprattutto nell’ambito dei rapporti familiari e coinvolge donne di ogni estrazione sociale e di ogni livello culturale. In Italia è del 1998 la prima ricerca condotta dall’ISTAT, su mandato del Dipartimento alle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sulla violenza sessuale. Gli unici dati quantitativi che raccontano della violenza verso le donne sono quelli raccolti dai Centri antiviolenza, attivi dal 1980 in molte città italiane, e di alcune indagini e studi realizzati da ricercatori e ricercatrici. Inoltre, si sono sviluppate ricerche - azione sulla percezione della violenza verso le donne, finanziate dal progetto “Rete antiviolenza tra le città Urban Italia”, con il coordinamento del Dipartimento Pari Opportunità, che hanno coinvolto 25 città, tra cui Cosenza, Crotone, Catanzaro e Reggio Calabria. Il progetto Arianna è nato nel 2006 sulla base della Rete Urban, prima coinvolgendo le sole città di Palermo, Bologna, Napoli, Venezia e Pescara, poi aprendosi ad altri cinque enti locali tra cui la città di Cosenza. Tra le varie fasi del progetto, dopo l’avvio di una vera e propria mappatura del territorio nazionale, c’è stata l’attivazione di un call center nazionale al numero 1522, telefono contro la violenza alle donne. Dall’inizio del 2006 a settembre 2007 – ha proseguito Maria Gabriella Colombi – il 1522 ha raccolto 16.657 telefonate, la maggior parte delle quali (92,4%) provenienti da donne. Dopo sei mesi sono stati raccolti anche i dati relativi alla provenienza delle donne che telefonano per denunciare una violenza ed è emerso che in circa un anno 1.031 donne straniere si sono rivolte al 1522. La maggior parte delle telefonate (11.800 pari al 71%) sono state effettuate da donne che denunciavano una violenza. Le loro telefonate, sia da telefono fisso che cellulare, sono gratuite, anonime e vengono raccolte da altre donne, volontarie, che assicurano accoglienza telefonica e sono in grado di allertare un soccorso immediato anche in loco”. “Il Call Center 1522 – ha detto Stefania Pizzonia di Le Nove srl Arianna – può contare su operatrici multilingue e funziona 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno. In concomitanza con le campagne pubblicitarie o di informazione si registrano picchi significativi di persone che telefonano per chiedere aiuto. Per poter consentire questo – ha proseguito Stefania Pizzonia – è importante che la mappatura dei servizi presenti su tutto il territorio nazionale sia dettagliata e costantemente aggiornata. Perché ciò sia possibile è stato creato un percorso di monitoraggio sempre attivo”. Nella seconda parte del seminario Daniella Ceci, del Centro contro la violenza alle donne “Roberta Lanzino”, ha ricordato l’indagine realizzata nel 2003 a Cosenza nell’ambito della Rete tra le città Urban. “Il fenomeno della violenza alle donne è ormai un fatto riconosciuto, ma oltre il 50% lo giustifica con le condizioni di difficoltà economica, culturale o sociale dell’uomo. Appena pochi anni fa, inoltre, 234 donne su 1000 dichiarava di aver subito violenza, ma solo 22 di esse aveva presentato una denuncia”. L’Assessore regionale Maiolo ha accennato alle politiche strategiche della Regione in tema di pari opportunità. “Abbiamo alcuni obiettivi da raggiungere: – ha detto – allargare il numero dei soggetti in grado di partecipare alla crescita della società; coinvolgere più soggetti sociali ed economici nella programmazione; costruire reti e relazioni su cui investire perché se non costruiamo un partenariato forte si abbassa la capacità di fare delle scelte e di concentrare la spesa. Questo è stato il motivo del fallimento di chi ci ha preceduto – ha concluso Mario Maiolo – ed è proprio quello che vogliamo evitare”. I lavori sono ripresi dopo un breve coffee break