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Cristiana Capotondi, madrina del Calabria Film Festival, a Palazzo dei Bruzi

21 mag 2009
L’attrice Cristiana Capotondi, madrina del Calabria Film Festival, è stata ricevuta questa mattina a Palazzo dei Bruzi. L’attrice, accompagnata dal Presidente della Fondazione Francesco Zinnato e da Alessandro Russo, è stata accolta dal Sindaco Salvatore Perugini e dall’Assessore allo spettacolo Amedeo Pingitore. “Il talento di Cristiana è riconosciuto dal pubblico – ha detto Salvatore Perugini – e, in ragione dell’età, è di grande prospettiva. Cosenza le dà il benvenuto, ringraziandola per aver scelto di fare da madrina alla prima edizione del Festival. So che ha fatto il giro della città e che, nel poco tempo a sua disposizione, si fermerà nel nostro Centro Storico. Le formuliamo i migliori auguri di sempre maggiori successi, in rappresentanza di tutto il cinema italiano”. Anche Francesco Zinnato ha ringraziato Cristiana Capotondi per la presenza, mettendo in evidenza la grande disponibilità dimostrata nell’occasione. “Cristiana ha il merito di aver rilanciato il cinema italiano – ha detto Zinnato – riportando i giovani nelle sale e ricreando una prospettiva per l’industria cinematografica nazionale. Anche con la sua presenza si manifesta la nostra intenzione di creare una saldatura, nel corso del Festival, tra i mostri sacri del cinema italiano e le giovani generazioni che dovranno raccoglierne il testimone”. Alessandro Russo e l’Assessore Amedeo Pingitore hanno evidenziato l’ottima riuscita della prima giornata del Festival. Più di mille sono state le presenze registratesi ieri nelle sale cittadine, persino all’ora di pranzo, sia per i film in concorso che per le altre proiezioni. “Io sono trasteverina – ha detto Cristiana Capotondi – e, nel confrontare le strade di Cosenza con quelle della mia Roma oggi, dico che la vostra città è ordinata e pulita. Ringrazio per l’invito – ha poi aggiunto – e soprattutto della impostazione scelta dagli organizzatori. Perché se è di fondamentale importanza dare spazio ai grandi maestri, lo è altrettanto l’idea di unirli ai giovani. Nella tradizione del nostro cinema c’è anche quella di aprire ciclicamente delle finestre di respiro internazionale. Sono convinta che sia bene proporsi all’estero non scimmiottando la produzione americana, ma basandoci su ciò che caratterizza il nostro essere italiani”.