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a milano la vittoria di samotracia che sarà collocata a cosenza

20 ott 2008

La "Vittoria di Samotracia" della scultrice Carlini, che sarà collocata a dicembre a Cosenza, esposta all'Archivio di Stato di Milano

 

La tavola di progetto raffigurante la "Vittoria di Samotracia" l'opera che la scultrice Maria Cristina Carlini donerà alla città di Cosenza per iniziativa dell'INAC, l'Istituto Nazionale d'Arte contemporanea e dell'Assessorato al Turismo guidato da Maria Rosa Vuono, e che sarà collocata in Piazza dei Valdesi, porta del centro storico cosentino, è esposta in questi giorni al Palazzo del Senato dell'Archivio di Stato di Milano nell'ambito della importante mostra "L'artista e il fotografo", a cura di Gillo Dorfles, tra i più grandi critici e storici d'arte viventi, e promossa dal Ministero dei Beni culturali e dalla Regione Lombardia.

La mostra, inauguratasi nei giorni scorsi, raccoglie gli scatti della eccellente fotografa Adriana Ragazzi Ferrari che immortalano le opere della scultrice Maria Cristina Carlini con la quale esiste da anni un lungo sodalizio artistico. Nel catalogo della mostra il Presidente dell'Istituto Nazionale d'Arte Contemporanea Anselmo Villalta scrive che "le opere della Carlini sono da vivere e non da guardare soltanto. Il loro destino è da subito la monumentalità e la collocazione in spazi pubblici frequentati, diventando parte integrante dell'area urbana e irrinunciabile protagonista della quotidianità."

Ad accompagnare a Milano il viatico della "Vittoria di Samotracia" ormai "cosentina" a tutti gli effetti sono stati due giovani professionisti calabresi, l'Arch.Luigi Lavorato e l'Arch.Simona Leone, incaricati dall'Istituto nazionale d'arte contemporanea di seguire le varie fasi della progettazione della collocazione dell'opera nella città di Cosenza e della stessa donazione.

Ai due giovani professionisti l'organizzazione della mostra milanese ha commissionato anche un commento, inserito nel catalogo ufficiale dell'esposizione, sull'opera che sarà collocata a Cosenza, la "Vittoria di Samotracia".

"La porta dei Valdesi - sottolineano nel catalogo Lavorato e la Leone - rappresenta il naturale prosieguo della camminata artistica che parte dal Museo all'aperto, diventando così, con l'opera di Maria Cristina Carlini, un altro spazio cittadino "contaminato" dall'arte contemporanea."

Soddisfazione per lo "sbarco" a Milano della "Vittoria di Samotracia" è stata espressa dall'Assessore al turismo del Comune di Cosenza Maria Rosa Vuono che ha creduto fortemente nel progetto e che ha annunciato che nel prossimo mese di dicembre l'opera della Carlini sarà ufficialmente collocata in città.

La scultrice visionò personalmente, insieme all'Assessore Vuono, il sito dove collocare l'opera il 24 giugno scorso durante un sopralluogo effettuato a Cosenza.

"L'attenzione che l'Istituto nazionale d'arte contemporanea e la scultrice Maria Cristina Carlini stanno dando alla città di Cosenza e quella che altre municipalità hanno manifestato nei nostri confronti alla presentazione della giornata nazionale del trekking urbano svoltasi a Bologna nei giorni scorsi, dove è stato proiettato un filmato su Cosenza che ha suscitato unanimi apprezzamenti - ha commentato l'Assessore Maria Rosa Vuono - sono episodi che ci incoraggiano a proseguire nel cammino intrapreso sulla città d'arte vocata al turismo culturale come elemento di riscatto e di rilancio socio-economico. E' questo il risultato - ha proseguito la Vuono - di un lavoro di concertazione con le forze positive di questo territorio, così come non è da sottovalutare l'impegno dei due giovani professionisti calabresi che risiedono nel nostro centro storico e che hanno con noi condiviso questo obiettivo e questo percorso, al di là delle appartenenze.

Attraverso la collocazione a dicembre della "Vittoria di Samotracia" contiamo di far decollare, con il coinvolgimento anche dei tanti artisti locali di cui è ricco il nostro territorio, quell'idea del "parco storico" che vada dalle invasioni barbariche al Risorgimento, simboleggiato da un'altra importante opera del ventesimo secolo presente nella nostra città, dell'ungherese Amerigo Tot, che, neanche tutti lo sanno, si trova nell'Ara dei Fratelli Bandiera, luogo votato alla libertà, al riscatto ed all'evoluzione umana."