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Le Invasioni cosentine anche ad agosto. Domani il teatro di Alvaro

01 ago 2011

Parte ufficialmente domani il cartellone di agosto del Festival delle Invasioni che dopo le intensissime serate di luglio si presenta modellato soprattutto per  coloro che resteranno in città durante questo secondo scorcio di estate.

Un cartellone che spazierà, così come è avvenuto per il mese di luglio, dal teatro alla musica, al cinema, con la particolarità di "sconfinare" dal centro storico, che è stata la location privilegiata della prima parte di "Invasioni", fino ai quartieri anche più periferici della città.

La prima proposta, quella di domani,  2 agosto, alle 21,30, nell'anfiteatro della Villa Vecchia, è con il Teatro del Centro Rat-Teatro dell'Acquario che presenta "Lo stipo" - canto per una terra dispersa - liberamente ispirato al racconto "Piedi Nudi" di Corrado Alvaro, tratto dalla raccolta "L'amata alla finestra".

La regia è di Antonello Antonante. La rielaborazione e l'adattamento sono di Dora Ricca che firma anche le scene e i costumi.

Ne sono interpreti Maurizio Stammati e Maria Marino, rispettivamente nei panni di Procopio e Lucrezia, i due protagonisti del racconto di Alvaro,  sventurati superstiti  di un terremoto che ha provocato la loro disperata ricerca di un nuovo posto in cui insediarsi. Anche lo "stipo" in legno di ciliegio è andato distrutto, compreso il servizio di tazzine dorate che costituiva un'ultima risorsa di nobiltà su cui agganciare la loro vita di stenti. I due si incamminano dal loro paese, quindi, verso la stazione ferroviaria, fiduciosi che, prendendo un treno e indirizzandosi verso la città, con l'aiuto di un parente possano capovolgere la direzione della loro "fortuna".

Lo spettacolo è incentrato su questa impresa, scandita da un'originale scelta scenica che, attraverso dei tavoli reclinati in senso verticale con relativo sciabordio di pietre, si fa testimone degli ostacoli che la coppia incontra sul proprio cammino.

La regia mescola un prologo di impronta eschilo/euripidea ad un epilogo in musica che intervalla la canzone calabrese  alle canzonette in voga durante  boom economico degli anni '60. A significare, insomma, che la soluzione dei problemi nasce dalle scelte dei singoli, anche se i cosiddetti magnifici anni '60 volevano convincerci del contrario.