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L'assessore regionale al Turismo lancia il "Progetto culturale Cosenza"

24 apr 2009

"Cosenza è in Calabria l'unica, vera città d'arte, attorno alla quale va costruito un progetto culturale ad hoc": lo ha detto senza mezzi termini, con la schiettezza che gli è propria, l'assessore regionale al Turismo e Beni culturali Damiano Guagliardi, intervenuto stamane alla Casa delle Culture, dove si parlava della recente presentazione del Museo all'Aperto Bilotti al Salone internazionale del Restauro di Ferrara.

Insediatosi solo ad agosto scorso e già artefice del riconoscimento della denominazione di città d'arte per il capoluogo bruzio, (dopo avere ripescato -ha rivelato- la relativa proposta in un cassetto dove giaceva dimenticata da mesi) l'assessore Guagliardi ha dato l'impressione di esprimere questa opinione non per campanilismo, in quanto originario del territorio, bensì per genuina convinzione  in base a considerazioni oggettive maturate negli anni e rafforzate dopo aver ascoltato gli interventi del restauratore del Mab Gianluca Nava, del dr. Miriello del Corso di Restauto dell'Unical,  dell'assessore Maria Rosa Vuono, del mecenate Enzo Bilotti e del critico d'arte Gianfranco Labrosciano.

Gianluca Nava, che ha l'onere della manutenzione del Museo all'Aperto, ha illustrato l'esperienza ferrarese che ha portato il Mab su una ribalta internazionale, aprendo interessanti prospettive di studio e di interscambi culturali. Nava ha mostrato un filmato in cui si sono visti momenti della esposizione, ospitata nello stand dell'Unical, e varie fasi della manutenzione delle opere.

"Per l'Unical -ha aggiunto Miriello, anch'egli reduce da Ferrara- si è trattato di uscire fuori dal guscio di Arcavacata e far conoscere al mondo del restauro internazionale le nostre potenzialità e le nostre eccellenze. Abbiamo inoltre dimostrato come la sinergia tra Comune, Sovrintendenza e Università riesca a produrre lavori interessanti anche sul piano scientifico".

"Risiede nella condivisione di un valore la possibilità di moltiplicarne gli effetti", secondo l'assessore comunale alle Attività produttive e al Turismo Maria Rosa Vuono. "Il Mab può rappresentare un segno di continuità, operosità e capacità nel costruire il senso del proprio territorio, coinvolgendo il mondo dell'arte ma anche quello delle imprese, degli operatori commerciali e turistici, della Pubblica Amministrazione. E' stato molto lungimirante il Sindaco Perugini quando ha voluto accorpare la delega alle Attività produttive con quella al Turismo perché sta in queste sinergie il carburante che permette lo sviluppo di un distretto culturale e il recupero di una identità di territorio".

Due proposte sono venute dal critico Gianfranco Labrosciano, che ha chiesto a Guagliardi di metter mano alla attuale situazione di "marginalità" dell'arte in Calabria con un'attenzione più puntuale al turismo interno, quello dei tanti centri di questa realtà che racchiudono preziosi tesori che però restano sconosciuti non solo ai turisti, quanto agli stessi calabresi. Ancora una volta, è ai giovani soprattutto che bisogna pensare.  E, poi: perché non pubblicizzare la Calabria non solo con il mare e famosi testimonial, ma anche con l'arte?

Che l'arte possa essere traino del turismo è più che convinto Enzo Bilotti, il mecenate cosentino protagonista, insieme al fratello Carlo, della donazione del Mab.

Enzo Bilotti ha preannunciato l'arrivo entro i prossimi due mesi dell'ultima scultura, "Il Grande Metafisico" di Giorgio De Chirico. "E' la più bella-ha detto- alta 3 metri e 40, in bronzo lucidato. Decideremo dove metterla e anch'essa diverrà opera d'arte "passante" tra i passanti. Ed è questo il senso più importante del Mab: offrire a tutti l'opportunità di conoscere ed apprezzare l'arte contemporanea."

Ha concluso l'assessore Damiano Guagliardi, che è stato lieto di accogliere l'invito del Comune ed ha ringraziato Bilotti per questa straordinaria generosità che tanto arricchisce la Calabria.

Senza peli sulla lingua, l'assessore ha detto che in Calabria per quanto riguarda il turismo culturale, siamo all'anno zero. "Manca innanzitutto una adeguata ricettività, che si ripercuote soprattutto sul turismo culturale e limita la stagione ai mesi di luglio ed agosto. Ma più in generale, si deve cominciare a programmare pensando per grandi aree. In questo senso stiamo elaborando i Piani strategici culturali e turistici."

E l'assessore ha subito lanciato una proposta operativa: "Mettiamoci attorno a un tavolo con le principali istituzioni e costruiamo un Progetto culturale Cosenza, che costruisca una rete di tutte le eccellenze della città e dell'hinterland,  per fare di questo territorio un centro della cultura del Mezzogiorno e nel Mediterraneo".

"Sono finiti i tempi -ha concluso- in cui i nostri emigranti si vergognavano di dire che erano calabresi. Oggi ci rivolgono pressioni perché la storia della loro regione d'origine sia conosciuta ovunque. Altrettanto importante sarà insegnare la storia della Calabria ai giovani, fin dalla scuole dell'obbligo, così come coinvolgere operatori alberghieri e turistici".