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Progetto contro le tossicodipendenze

17 ott 2008

Coinvolge giovani, famiglie, scuole e associazionismo il progetto "Cento per tutti" contro le tossicodipendenze

 

Si chiama "Cento per tutti...Liberiamoci dalle dipendenze" e vuole insegnare ai giovani cosentini a volersi più bene.

E' stato presentato stamani al Comune il progetto per la prevenzione delle tossicodipendenze, elaborato dall'Associazione "Volontari del Delfino" in collaborazione con il Comune di Cosenza.

Dall'incontro è emerso che sulla tossicodipendenza c'è oggi meno attenzione che in passato, mentre però il fenomeno è in continua espansione. E Cosenza non è certo immune. Anzi. Uno studio prodotto dal Delfino per l'Istituto Superiore di Sanità testimonia che il cosiddetto livello di rischio per i giovani cosentini è di due punti percentuali superiore  alla media nazionale. 

"La proficua sinergia tra Comune e operatori esperti come quelli del Delfino - ha esordito  l'Assessore alle Politiche del welfare Alessandra La Valle - è stata resa possibile dall'attivazione di una legge statale che ci consente di operare avendo a disposizione circa 130.000 euro per un periodo di tre anni. La novità del progetto consiste nel fatto che ci si rivolge non solo ai giovani, ma anche ad altri soggetti, famiglie, scuola, parrocchie ed istituzioni, perché tutti dobbiamo sentirci coinvolti e responsabili nell'affrontare il problema. I genitori sono spesso impreparati, non vogliono o non sanno vedere. Intanto, però, il fenomeno si è ulteriormente esteso. Si è abbassata l'età della prima assunzione e si hanno a disposizione droghe più pericolose e subdole nella loro apparente innocuità. Dunque, il progetto vuole mettere in contatto istituzioni, famiglie, mondo del volontariato per fare rete e così operare più efficacemente".

Don Salvatore Vergara, Presidente del Centro di solidarietà Il Delfino, ha specificato di parlare oggi in qualità di rappresentante dell'Associazione dei volontari dello stesso Centro, che si occupa non di chi è già immerso nel problema, ma della prevenzione "primaria", quella che con il progetto Cento per tutti si rivolgerà a giovani fra i 14 ed i 21 anni, "che -ha detto- vogliamo educare a prendersi cura di sé, a volersi bene."

"E' bello -ha continuato don Vergara- avere la vicinanza delle istituzioni per operatori come noi che molto fanno ma spesso si sentono soli ed oberati da mille problemi. Neanche i media riescono a svolgere un'opera utile di prevenzione perché spesso si limitano a registrare solo i casi eclatanti.

La nostra prima sinergia è quindi con il Comune, ma con questo progetto vogliamo coinvolgere anche altri soggetti, essenziali alla riuscita. Lo studio prodotto dal nostro Centro per l'Istituto Superiore della Sanità non fa che confermarci che è urgente muoversi perché mentre il livello di attenzione sociale è calato, il fenomeno è in crescita."

Il responsabile del settore prevenzione del Delfino Pietro Spadafora ha quindi spiegato nel dettaglio a chi si rivolgerà il piano di azioni e di informazioni che è stato predisposto e come si procederà nel corso dei tre anni di lavoro.

"Abbiamo scelto la denominazione Cento per tutti -ha spiegato- per richiamare il vecchio e sempre attuale gioco. In questo caso significa non che abbiamo la presunzione di liberare tutti dalla droga, ma che intendiamo far partecipare tutti al raggiungimento dell'obiettivo, che non è solo lotta alla droga ma al più vasto disagio giovanile."

Un disagio che, a quanto pare, nasce soprattutto nell'ambito familiare, come ha specificato don Vergara rispondendo ad una domanda. "Nella ricerca che abbiamo condotto mi ha colpito particolarmente -ha detto- quanto veniva avvertita negativamente l'assenza della figura paterna. Più in generale mi sono fatto l'idea che in questa nostra società sono tante le "antenne" per segnalare i messaggi dei nostri giovani,  ma mancano i "decoder" per comprenderli e procedere con azioni mirate. In ogni caso, l'ascolto dei ragazzi è essenziale. Il tempo trascorso con loro non è mai troppo."

Nel dibattito sono intervenuti anche insegnanti delle scuole- pilota dove si svolgerà il progetto, l'Istituto Professionale per i Servizi sociali, l'Istituto Lucrezia della Valle, il Liceo Fermi. Un contributo è stato dato anche dall'assessore alla Cultura Salvatore Dionesalvi.