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Guardano al Mediterraneo le strategie di rilancio di Cosenza

21 feb 2009

Ricca di eccellenze del passato, Cosenza ad esse si ispira per   trovare un nuovo percorso che da città del Sud la tramuti in  punto di riferimento per i Paesi del Mediterraneo. Per riuscire, per attivare processi di internalizzazione ed uscire dalla perifericità, è nella sua attività ordinaria, quotidiana, che deve acquisire elementi di eccellenza e  qualità.  Le strategie di rilancio di Cosenza, non diversamente da altre città del Sud, dovranno passate da almeno tre direttrici principali: crescita della responsabilità individuale e del senso civico, diversa selezione della classe dirigente, lavoro di rete tra istituzioni.

Il Sindaco Salvatore Perugini ha concluso con queste indicazioni di sintesi la tre giorni di lavoro del convegno "Cosenza - Strategie di rilancio e riposizionamento su scala nazionale ed internazionale" che hanno visto una serie di interessanti interventi di autorità locali, di studiosi, di eccellenze nate in Calabria ma costrette ad emigrare per essere riconosciute.

Di "cervelli in fuga" molto si è parlato stamane nell'ambito del  tema dedicato alla "Tradizione di eccellenze culturali - Genetica e futuro del Mezzogiorno", visto che la maggior parte dei relatori era testimonianza vivente di questa tendenza che non accenna ad arrestarsi.

A portare i saluti - ma anche utili riflessioni -sono stati innanzitutto i rappresentanti di Comuni dell'area urbana: l'assessore Delly Fabiano di Rende e l'assessore Katia Alfano di Montalto Uffugo, il rettore dell'Università della Calabria prof. Giovanni Latorre e il prof. Mario Bozzo, Presidente della Fondazione Carical.

Per la Regione era presente l'assessore all'Urbanistica Michelangelo Tripodi, che si è soffermato sul lavoro che si sta compiendo nell'ambito dell'urbanistica associata ed in particolare con il Piano strutturale associato, sulla cui base  già il 40% dei Comuni  sta costruendo  i propri piani urbanistici.

Quattro le relazioni.

La dottoressa Sandra Savaglio, astrofisica, ha raccontato la sua esperienza di laureata Unical che ha trovato la propria dimensione professionale prima a Baltimora ed oggi a Monaco ed ha denunciato le carenze della sua terra e dell'Italia: incapacità di valorizzazione del territorio, discriminazione verso le donne, lesione continua dei diritti democratici fondamentali. Forte il suo richiamo alle responsabilità della classe politica calabrese.

Ha invece riportato l'uditorio indietro di cinque secoli il prof. Carlo Fanelli, docente all'Unical, che ha parlato  del Rinascimento cosentino, un contesto favorevole alla emersione di personaggi come  Parrasio, i fratelli Martirano e Bernardino Telesio, i quali, pure, trovarono fortuna internazionale andando fuori dalle mura cittadine, per poi ritornarvi ad arricchire le peculiarità locali con testimonianze, come l'Accademia cosentina, di cui ancora oggi si va orgogliosi.

Dunque, andare fuori per poi tornare può essere la svolta auspicabile dell'emigrazione contemporanea dei giovani, affinchè -ha detto la moderatrice Elena Scrivano- la "fuga di cervelli" si tramuti in "prestito di cervelli" ad altre nazioni ed esperienze lavorative, che diverrebbero cosi' méte temporanee da cui attingere nuove competenze e nuove idee da spendere in patria.

Una strada auspicata anche dal ricercatore dr. Adolfo Saiardi, che, laureatosi anch'egli all'Unical,  lavora al Laboratorio di Biologia di Cellula molecolare a Londra. "E' un peccato che l'investimento che lo Stato fa nella cultura dei giovani sia poi goduto all'estero. Vorrei tornare, ma non posso perchè non ci sono le condizioni."  Come provocare il cambiamento? "Meno politica, più iniziativa individuale" dice Saiardi.

E' in buona parte d'accordo il prof. Beniamino Quintieri, cosentino illustre, docente universitario, per diversi anni Presidente dell'Istituto nazionale per il Commercio estero, oggi Commissario Generale del Governo per l'Esposizione Universale di Shanghai del 2010.

Quintieri indica tre criticità del Sud: divario tra economia urbana e base produttiva, divario culturale, carenza di senso della comunità. "Bisogna ricostruire un tessuto sociale puntando sui beni relazionali che generano ricchezza. In questo il ruolo dei piccoli centri e dei Sindaci è fondamentale. E, soprattutto, va ricostruito il senso di responsabilità individuale. Ripartire si può e potrebbe essere opportuno farlo proprio collegandosi con i tanti emigrati che all'estero hanno conosciuto grande fortuna". Il professor Quintieri ha concluso, perciò, con una proposta: creare una anagrafe degli emigrati importanti, magari servendosi della rete telematica, per chiedere loro idee e, perchè no?, reperire fondi che aiutino a progettare e realizzare il futuro.

Concorda con questa analisi il Sindaco, che innanzitutto ha voluto rinnovare i ringraziamenti al Laboratorio UrbanLab per l'organizzazione del convegno e tutti coloro che vi hanno partecipato offrendo contributi che saranno preziosi per il Comune capoluogo che si appresta ad approvare il Piano straordinario dell'area urbana Cosenza-Rende e per questo ha promosso l'iniziativa.

"In queste tre giornate che abbiamo dedicato all'ascolto- ha detto Salvatore Perugini- abbiamo registrato due tendenze.  La prima ci dice che è giusta la scelta di pensare alla pianificazione del territorio in funzione di una architettura del dialogo che ci porti a guardare al di là dei confini burocratici. Se è vero che lo sviluppo europeo è puntato innanzitutto sulla coesione sociale, non si può prescindere dallo sviluppo armonioso delle città, dove questa coesione deve iniziare.

L'altra nota di rilievo che emerge dal confronto è che Cosenza sempre più dovrà essere città euromediterranea. Da Sud d'Italia possiamo trasformarci in punto di riferimento per i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, sviluppando politiche virtuose a partire da quelle relazionali."

Per il Sindaco di Cosenza, bisogna poi "incentivare il senso civico delle popolazioni, ma anche puntare ad una nuova selezione della classe dirigente."

E "l'Italia deve superare certe tendenze schizofreniche che, mentre si parla di necessità di trattenere i giovani più preparati, poi vede  una Finanziaria che opera il 25% di tagli proprio su scuola e ricerca."

In conclusione, Cosenza, ricca di tradizioni e storia, deve rivivere le sue eccellenze del passato non come sterile esercizio accademico, quanto per ritrovare nelle radici gli stimoli per proiettarsi nel futuro e promuovere le innovazioni indispensabili alla crescita del territorio.

La giornata è terminata con la consegna di targhe ricordo ai relatori.