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Identità e Mediterraneo nella seconda giornata del convegno di UrbanLab

19 feb 2009

Il Mediterraneo, la sua cultura, i suoi caratteri identitari. La seconda giornata del convegno sul tema "Cosenza, strategie di rilancio e riposizionamento su scala nazionale ed internazionale" ha attraversato il Mare nostrum soffermandosi sulle sue sponde e tracciando il profilo delle sue popolazioni grazie agli interessanti - ed eterogenei spunti - offerti dai valenti relatori.

Dallo spagnolo Pons Izquierdo, ordinario di geografia all'università di Navarra all'antropologo Lombardi Satriani, oggi alla Sapienza di Roma; da Franco Montanari che a Firenze insegna tecnica del restauro urbano a Domenico Nunnari, vice direttore del TGR Rai Regioni.

Nel portare il saluto dell'Amministrazione Comunale, il vicesindaco Franco Ambrogio ha messo subito a fuoco la problematica dell'identità, " un tema - ha detto - al quale guardare con molta attenzione per evitare, da un lato, i pericoli di una deriva modernista  che tende a privare le realtà di ogni caratteristica storica e culturale, e dall'altro il rischio opposto di scadere in una visione nostalgica. Sono due poli da evitare - secondo Ambrogio. L'identità è passato ma è anche il nostro presente e soprattutto la costruzione del futuro".

Introdotti da Pasquino Crupi, pro-rettore dell'Università per Stranieri di Reggio Calabria, i relatori hanno dunque sviscerato la problematica. A cominciare dal Soprintendente ai Beni Artistici e Paesaggistici della Calabria, Stefano Gizzi, che ha parlato di una identità che non può essere cristallizzata ma che piuttosto - e qui ha ripreso la definizione della Carta di Cracovia - è il riferimento di valori presenti e di valori passati, questi ultimi recepiti nella autenticità del bene storico.

Come è cambiato il volto del Mediterraneo nel tempo, come si è trasformata la sua popolazione urbana: questa la valida ed indispensabile premessa al prosieguo della discussione del prof. Pons Izquierdo che, grafici alla mano, ha mostrato l'evoluzione subita dai paesi del Mediterraneo in termini di densità abitativa, di localizzazione, di indici di natalità e di mortalità, di sviluppo economico. Per dare poi voce all'antropologo Lombardi Satriani che ha subito sottolineato come oggi la tematica dell'identità stia fortunatamente riacquistando vigore. Parla di "Glocal" il prof. Lombardi Satriani,  neologismo che sintetizza la convivenza tra i processi di globalizzazione e quelli di localizzazione. L'antropologo concorda sul carattere assolutamente dinamico e non cristallizzato dell'identità e attraverso l'esemplificazione di alcune tematiche culturali molto sentite nell'area mediterranea - la donna, la morte, ad esempio - dimostra come possano essere considerate analoghe ma mai uguali.

Il Mediterraneo e i suoi conflitti, le sue lacerazioni. Le frammentazioni che prevalgono sulle convergenze. "Oggi il Mediterraneo - afferma Domenico Nunnari - si presenta più come una somma di criticità. Un'immagine lacerata che è il risultato dei grandi mutamenti dell'ultimo secolo." La concretezza cristiana - così come subito dopo la definisce Crupi - dell'intervento di Nunnari sta nella consapevolezza finale che il futuro può e deve essere solo il dialogo.

E si torna ad incrociare, ovviamente, il tema della città e dello spazio  urbano, soprattutto nella relazione del prof. Montanari che cita l'opera dell'arch. israeliano Dani Karavan.

Nella sua trasformazione artistica di ambienti urbani e paesaggistici affiora sempre la storicità del luogo. Gli svariati riferimenti sociali, storici e politici vengono resi percepibili all'osservatore attraverso forme inusuali ed esteticamente dense.

Ecco l'identità, il recupero del luogo, il restauro del paesaggio. Dischiudere in modo artistico i potenziali di memoria di un luogo rimane una delle sintesi  migliori della architettura di Karavan e Franco Montanari la porta giustamente ad esempio. E' la risposta che la città di pietra deve dare alla città dell'uomo.

Domani l'ultima giornata, quella che - procedendo dal generale al particolare - dovrà condurre a rintracciare le strategie di rilancio per il riposizionamento di Cosenza su scala nazionale ed internazionale.