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La Commissione sanità chiede un incontro urgente al Commissario regionale Longo e la rimozione dei commissari dell'Azienda Ospedaliera e sanitaria

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La Commissione sanità chiede un incontro urgente al Commissario regionale Longo e la rimozione dei commissari dell'Azienda Ospedaliera e sanitaria
la commissione sanità di questa mattina
23-12-2020

Un invito a partecipare ad una commissione consiliare sanità, aperta al pubblico ed alla stampa, o comunque ad avere un incontro pubblico con i consiglieri comunali di Cosenza che intenderanno parteciparvi, è stato rivolto al nuovo commissario alla sanità della regione Calabria, dottor Guido Longo, al fine di affrontare le tematiche che affliggono il sistema sanitario calabrese. La richiesta è stata fatta al termine dell'odierna seduta della commissione sanità del Comune di Cosenza, presieduta dalla consigliera Maria Teresa De Marco, conclusasi con la presentazione di un documento, indirizzato allo stesso commissario e nel quale i consiglieri firmatari hanno evidenziato le criticità del sistema sanitario a Cosenza e in provincia con particolare riferimento alla gestione degli attuali commissari dell'Azienda ospedaliera e dell'Azienda sanitaria.

Il documento è stato firmato dal Presidente della Commissione De Marco, dalla Vice Presidente Bianca Rende e dai consiglieri Giovanni Cipparrone, Francesca Cassano, Giuseppe D'Ippolito, Carmelo Salerno, Luca Gervasi, Antonio Ruffolo, Massimo Lo Gullo, Maria Luisa Arsì, Pasquale Sconosciuto, Annalisa Apicella, Fabio Falcone, Andrea Falbo, Enrico Moracavallo, Damiano Covelli, Anna Rugiero, Francesco Spadafora e Gaetano Cairo.

“Gli scenari angosciosi in cui versa la sanità della regione Calabria, di recente venuti drammaticamente (e per alcuni versi, grottescamente) alla ribalta nazionale – si legge nel documento - inducono noi consiglieri comunali del Comune di Cosenza a scrivere questa lettera pubblica al fine di fornirle adeguate informazioni (di cui Lei probabilmente è già al corrente) e di ottenere puntuali chiarimenti su una serie di aspetti. Siamo ben consapevoli – scrivono ancora i consiglieri firmatari -che la Sua nomina risale soltanto a 20 giorni fa e che tracciare le linee di intervento di un sistema sanitario regionale ridotto al collasso da una pessima azione politica, da un inadeguato management gestionale che si è succeduto negli anni e da un sistema di commissariamento governativo che dura da circa due lustri e che non ha migliorato la situazione debitoria del sistema sanitario, peggiorando al contempo - se possibile - la qualità e la quantità dei servizi sanitari offerti ai Calabresi, richiede del tempo.

Tuttavia – scrivono ancora i consiglieri firmatari al commissario Longo - il fatto che Lei abbia inteso adottare già importantissimi provvedimenti, che hanno ed avranno ricadute immediate anche (ma non solo) sulla gestione della emergenza legate alla pandemia, ci induce a scrivere con immediatezza. Ci riferiamo alle Sue recenti determinazioni con le quali ha inteso confermare (o meglio prorogare) alla guida della ASP di Cosenza e della A.O di Cosenza rispettivamente la Dott.ssa Bettelini e la Dott.ssa Panizzoli.

Noi consiglieri Comunali sappiamo bene che il c.d. decreto Calabria bis (all’art. 2) Le assegna la competenza, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto Calabria bis, di nominare i nuovi commissari dei vari enti che gestiscono la sanità. E noi consiglieri comunali siamo abituati al rispetto delle competenze e della mansioni assegnate ai vari organi. Anche questo lo consideriamo una forma di rispetto del principio di legalità di cui la sanità Calabrese (e forse non solo quella Calabrese) ha bisogno.

Ciò nondimeno - e nel pieno rispetto delle prerogative che la legge Le assegna - Le chiediamo con fermezza – scrivono ancora i consiglieri comunali che hanno firmato il documento al commissario Longo - l’immediata rimozione dei due commissari alla guida della ASP e della AO, per le gravissimi inadempienze sul fronte della predisposizione di idonee azioni tese a contenere e fronteggiare il dilagare della pandemia. E quanto appena detto, è confermato già dal fatto che la Calabria è stata dichiarata “zona rossa” non tanto per i livelli di contagio pandemici, quanto per la fragilità del sistema sanitario. E chi è responsabile di tale fragilità - per quanto riguarda la provincia di Cosenza - se non i due commissari che siedono sugli scranni più alti dell’ASP e della A.O?

Ma non vogliamo fermarci qui. Non vogliamo – si sottolinea ancora nel documento indirizzato a Longo - che la nostra richiesta di rimozione dei Commissari possa essere considerata giustificata da una sorta di “responsabilità di posizione” delle Dott.sse Bettelini e Panizzoli. Non è così, perché le omissioni gravemente colpose (qualcuno pensa o insinua addirittura dolose) dei Commissari sono note a tutti. Rappresentano una sorta di “antologia” di ciò che si doveva fare e non si è fatto per gestire la crisi sanitaria legata al covid 19.

Così, ad esempio, l’ASP non ha attivato alcun posto letto covid nella fase in cui i livelli di contagio erano più contenuti o quasi nullificati. Non sono state attivate in tempo debito le USCA ed il relativo personale è stato reclutato con estremo ritardo. Non sono stati potenziati i laboratori per processare i tamponi, cosa che ha determinato un ritardo nell’acquisizione degli esiti e nel tracciamento dei contagi. Non vi è stato un potenziamento degli organici. Vi è stata una campagna vaccinale che definire fallimentare è dir poco. Non sono stati attivati i posti di rianimazione, terapia intensiva e sub intensiva previsti dal DCA 91 del 2020.

Ma l’Azienda Ospedaliera non è stata da meno. Anzi, forse in una immaginifica classifica di inadeguatezza gestionale (una macabra classifica a chi è riuscito a fare peggio), primeggia in modo indisturbato. Da 5 anni – prosegue il documento dei consiglieri comunali -non si riescono a concludere i lavori di ristrutturazione del Mariano Santo: nulla è stato fatto in questo scorcio di tempo per dare impulso a questo importante intervento. Abbiamo appreso (noi e tutti i Calabresi) che l’Azienda Ospedaliera ha rifiutato un cospicuo finanziamento - di circa 10.000.000 di euro - per l’acquisto di macchinari (una Pet, un agiografo digitalizzato, un robot da Vinci). Non è stato ancora completato il DEA che consentirà l’ampliamento di altri 20 posti letto di pronto soccorso. Ancora, non sono stati indetti ed espletati concorsi per assunzioni di personale medico ed infermieristico a tempo indeterminato, sebbene dette assunzioni siano state già autorizzate, così come non sono state effettuate le assunzioni già autorizzate con circolare 124025 del 31 marzo 2020. Non è stato potenziato il laboratorio di virologia, con l’assunzione di personale a tempo indeterminato, come invece è stato fatto dalle A.O. di Reggio e Catanzaro. Si è verificata una riduzione delle prestazioni che sicuramente ha ricadute negative sui pazienti che saranno costretti ad andare fuori regione (con ulteriore aumento della c.d. emigrazione sanitaria). Su tale ultimo aspetto, evidenziamo che l’ospedale di Cosenza - in quanto struttura HUB che serve tutta la regione - non può essere convertito in ospedale COVID. La trasformazione dei reparti specialistici in reparti COVID ha portato una drastica riduzione dei posti letto dedicati alle specialistiche con conseguente emigrazione sanitaria per le patologie diverse dal covid. Sarebbe stato meglio utilizzare l’ospedale militare che attualmente ha solo 9 pazienti COVID e ristabilire i posti letto nei reparti. Ancora, non è stata garantita adeguatamente la sicurezza del personale sanitario all’interno delle strutture mediche, tant’è che molteplici sono stati i fenomeni di contagio nel persone sanitario. Sul punto- prosegue il documneto dei consiglieri comunali firmatari - evidenziamo che i protocolli di emergenza contenuti nella informativa del 7 novembre 2020 non sono stati attuati in più punti. E, alla luce di tutti questi grandissimi risultati conseguiti, di livelli di sicurezza garantiti, di buone pratiche attuate (sia consentito il tono sarcastico), il Commissario si è liquidato un premio di produttività ancorato a parametri facilmente raggiungibili, parametri però che, oltre ad essere facilmente raggiungibili, non hanno garantito alcun effettivo beneficio agli utenti. Ancora, e sempre a proposito del premio produttività, che l’obiettivo del contenimento della spesa (-50% dei costi dei beni e servizi) si è tradotto in un taglio di ben 972.064,22 Euro sui servizi di pulizia (in tempo di covid!).

A questi punti chiediamo che si diano due risposte: la prima, la rimozione dei Commissari all’APS ed alla A.O. di Cosenza; la seconda, l’adozione in tempi brevi di provvedimenti atti a porre rimedio agli scempi gestionali che hanno aggravato la situazione della già precaria organizzazione sanitaria nella provincia e nella città di Cosenza. Vogliamo, in particolare, sapere quali atti nell’immediatezza il nuovo commissario della sanità in Calabria intende adottare per porre rimedio alle deficienze indicate.

A noi consiglieri comunali – è scritto ancora nel documento - non sfugge l’importanza e l’ampiezza di poteri che Le sono stati attribuiti con il Decreto Calabria bis. Precisamente, oltre a dover fronteggiare e risolvere la problematica inerente il rientro dalla enorme massa passiva - cosa che ci auguriamo venga fatta nel più breve tempo possibile, dato che in quasi 10 anni di commissariamento il debito sembra essere aumentato e non ridotto - a Lei spetta l’impegnativo compito - che a nostro parere è più politico che tecnico - di predisporre il Piano triennale straordinario di edilizia sanitaria e di adeguamento tecnologico della rete di emergenza, della rete ospedaliera e della rete territoriale della Regione. Peraltro, il Suo compito è anche quello di attuare tutti i progetti di edilizia sanitaria, qualunque sia il livello di progettazione raggiunto, ivi compresi gli interventi già inseriti nel Piano triennale straordinario di edilizia sanitaria e di adeguamento tecnologico della rete di emergenza, della rete ospedaliera e della rete territoriale, con l’ampio potere anche di aggiornare i progetti, predisporre modifiche o integrazioni agli accordi di programma già sottoscritti al fine di adeguare le previsioni alle mutate circostanze di fatto e di diritto. Considerata la valenza politica delle potestà affidate dal decreto e gli ampi poteri di cui disporrà, noi consiglieri intendiamo conoscere nel dettaglio quali sono gli aspetti salienti degli interventi che intende realizzare in tema di ammodernamento della edilizia e della tecnologia della rete ospedaliera. Quali interventi saranno adottati per potenziare la rete territoriale. Quali provvedimenti saranno adottati (se saranno adottati) per rimodulare il rapporto tra ospedalità “pubblica” e “privata”, privilegiando la prima. Vorremmo sapere - come è naturale che sia - qual è il suo programma e soprattutto sapere i tempi di realizzazione degli interventi, considerato che il Suo incarico ha la durata di 24 mesi. Questo perché i Calabresi - ancor prima che noi consiglieri comunali - sicuramente non tollereranno ulteriori proroghe di commissariamento della sanità, considerato che, come detto, in dieci anni di commissariamento l’offerta sanitaria calabrese è peggiorata radicalmente, il debito non è rientrato, gli Enti che gestiscono la sanità non fanno nulla per ampliare e migliorare i servizi, il debito per emigrazione sanitaria aumenta vertiginosamente, i nuovi ospedali non vengono realizzati, molti vecchi ospedali sono stati chiusi, fiumi di soldi vengono spesi per la sanità privata e nessun serio investimento è fatto nella ospedalità pubblica.

E se le ragioni della crisi sanitaria calabresi sono note a tutti, non altrettanto note sono le ragioni per le quali non si faccia nulla per porre rimedio”.

Il dibattito in commissione sanità

Nel corso della seduta di commissione di questa mattina, introdotta dalla Presidente Maria Teresa De Marco, sono intervenuti i consiglieri comunali Damiano Covelli, Bianca Rende, Carmelo Salerno, Andrea Falbo, Enrico Morcavallo e Vincenzo Granata, quest'ultimo per spiegare le ragioni per le quali non ha inteso sottoscrivere il documento proposto dalla commissione.

“Siamo stanchi dell'immobilismo e dell'inefficienza di coloro che dovevano tutelare la salute dei cittadini – ha detto nel suo intervento la Presidente De Marco. Non saremmo dei buoni amministratori – ha aggiunto – se non ci occupassimo prioritariamente delle questioni della salute e della protezione sociale dei cittadini. Dobbiamo, infatti, mobilitarci per il diritto alla salute e per garantire livelli di assistenza migliori. Dalla dottoressa Panizzoli, che venne audita in commissione lo scorso anno – ha proseguito De Marco - abbiamo avuto tante promesse e niente fatti. Con la pandemia tutti i problemi si sono, ovviamente, amplificati, al punto che abbiamo dovuto far ricorso all'Ospedale da campo che sta dando grande supporto all'Annunziata. Potevamo benissimo avere il Mariano Santo come Ospedale Covid- ha detto ancora la Presidente De Marco - ma da cinque anni non si riescono a concludere i lavori”. Anche del DEA la De Marco ha denunciato il mancato completamento che avrebbe garantito altri 20 posti al pronto soccorso. La De Marco ha lamentato anche il mancato confronto, che pure era stato chiesto, con il Presidente facente funzioni della Regione Spirlì e con l'ex commissario Cotticelli. Per Maria Teresa De Marco anche la campagna vaccinale va rubricata come “un vero fallimento, perché – ha detto – molti medici non hanno ricevuto i vaccini richiesti”. De Marco non intravede alcuna progettualità per il futuro. “Una situazione – ha ribadito – che non può più essere gestita, soprattutto in vista di una terza ondata che non saremo in grado di affrontare”. E non esita a definire “pessima la gestione che – sottolinea infine – è stata nella mani di una classe dirigente politica incapace e anche senza coscienza”.

“Coraggiosa e rigorosa” definisce la posizione assunta dai consiglieri comunali la Vice Presidente della commissione sanità Bianca Rende. “Bisogna garantire quei livelli minimi essenziali di assistenza – ha detto Rende nel suo intervento – che concretizzano il diritto alla cura, che è un diritto di rango costituzionale. Mi sento orgogliosa e responsabile perché nel documento che abbiamo indirizzato al commissario Longo sono state messe nero su bianco contestazioni ed inadempienze vere e gravi, compiute in danno dei cittadini. E' stata tradita la vocazione del nostro ospedale, nato come Hub per dare risposte di qualità in tutte le discipline mediche e che è diventato, invece, un luogo di insicurezza, senza contare che si sta trasformando in un Ospedale covid che nega il bisogno di cure in tutte le altre patologie no covid”.

Anche il consigliere comunale Damiano Covelli, come la Presidente De Marco, ha messo in evidenza il mancato rispetto degli impegni presi in commissione dalla dottoressa Panizzoli, commissario dell'Azienda Ospedaliera. “Il risultato è stato quello di non poter contare su più medici, più infermieri e più OSS,come ci era stato garantito. Ed è per questo – ha aggiunto Covelli – che non siamo stati in grado di fronteggiare la seconda ondata della pandemia. Ora ci risulta – ha aggiunto – che ci sono oltre 20 persone, tra medici ed infermieri, che in queste ore si sono infettati. Non c'è stata, in altri termini, un'organizzazione seria per evitare che i contagi si diffondessero”. Covelli ricorda ancora il malfunzionamento della PET acquistata due anni fa e il rifiuto, da parte dell'azienda ospedaliera, di 10 milioni di euro per l'acquisto di strumentazioni diagnostiche di avanguardia. Il Tavolo Adduce, il tavolo interministeriale di verifica e monitoraggio del piano di rientro, ha solo preceduto di qualche ora la nostra iniziativa – ha rimarcato Covelli – che è tesa ad evidenziare l'illegittimità giuridica dei commissari di azienda ospedaliera e sanitaria e la loro manifesta incapacità. I cosentini non meritano una gestione così improvvisata”.

Fautore dell'idea che “la sanità debba essere affidata ad un assessore politico e non ad un commissario”, il consigliere Carmelo Salerno, intervenuto subito dopo, ha sottolineato che “il commissario Longo non è preposto solo al piano di rientro dal debito maturato nel sistema sanitario o ad affrontare la pandemia in corso, ma disporrà di poteri straordinari ricevuti dal Decreto Calabria bis e in virtù dei quali potrà organizzare e modernizzare il sistema ospedaliero dell'intera regione ed anche della nostra città”. In chiusura di intervento Carmelo Salerno ha sottolineato l'importanza dell'emendamento presentato qualche giorno fa dal parlamentare Roberto Occhiuto “votato – ha puntualizzato Salerno – da tutte le forze politiche, compreso il Movimento 5 stelle ed il PD – e che consentirà, grazie allo strumento finanziario che sarà attivato con la Cassa Depositi e Prestiti, di creare le premesse perché il commissario Longo organizzi un vero e proprio rilancio della sanità calabrese, sulla scorta della possibilità di azzerare il debito pregresso”.

Addossa alla classe politica e al governo le responsabilità della situazione critica della sanità in Calabria il consigliere Andrea Falbo. “30 anni di politica regionale e di governo hanno affossato la sanità – ha sottolineato Falbo -preferendo potenziare la sanità privata, anziché quella pubblica, a detrimento del diritto alla salute dei calabresi. Apprezzando il provvedimento dell'On.Occhiuto mi aspetto che gli stessi parlamentari calabresi, ma anche i consiglieri regionali e tutti i calabresi impegnati, si oppongano con forza all'ennesimo scippo che sta per perpetrare il governo con la ripartizione dei fondi del recovery fund ai danni del Mezzogiorno e in particolare della Calabria. Dei 209 miliardi che spettano all'Italia, grazie ad una ripartizione basata su tre criteri (demografico, tasso di disoccupazione e reddito pro-capite) gli ultimi due dei quali incidono in maniera rilevante per la situazione in cui versa il Sud, invece di attribuire il 70% dei fondi al Sud e il 30% al resto del Paese, per come dovrebbe essere e per come ha indicato la stessa Unione Europea, le risorse, indispensabili per ridurre il gap tra Nord e Sud, subiranno dei forti tagli. Lo Stato deve indicare con chiarezza quello che ci è dovuto e che da decenni ci viene tolto. Oggi inizia – ha concluso Falbo – una nuova battaglia che deve garantire il diritto alla salute ai nostri cittadini”.

“Sono 30 anni – ha detto poi il consigliere Enrico Morcavallo – che la Calabria versa in una situazione di cronica emergenza ed è da sempre fanalino di coda”. A questo proposito Morcavallo ha ricordato “le incessanti migrazioni sanitarie al Nord perché alle nostre latitudini mancano le strutture”.

La Commissione è stata poi conclusa dall'intervento del Consigliere Granata che ha spiegato le ragioni della mancata sottoscrizione del documento. “Non ho firmato perché nel mio vocabolario non figura la parola dimissioni, in quanto ritengo che i due commissari, dell'Azienda ospedaliera e di quella sanitaria, non abbiano dato luogo ad incapacità o negligenze che dir si voglia. Nella nostra città – ha aggiunto Granata – abbiamo due esponenti politici, il parlamentare Roberto Occhiuto e il consigliere regionale Carlo Guccione (che fa parte anche del consiglio comunale) che si battono con coraggio e determinazione per migliorare il sistema della sanità in Calabria. Altre figure politiche si sono come bloccate in tutti questi anni. Per 11 lunghi anni di politica è mancata una programmazione seria ed una altrettanto seria visione”.

SI ALLEGA DOCUMENTO INDIRIZZATO AL COMMISSARIO LONGO

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