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Assessore Vizza replica a Calabra Maceri: "Urge rivisitazione legge regionale che deve prevedere un ruolo attivo della Regione per pervenire ad una gestione pubblica del sistema dei rifiuti in Calabria"

Castello Svevo
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Assessore Vizza replica a Calabra Maceri: "Urge rivisitazione legge regionale che deve prevedere un ruolo attivo della Regione per pervenire ad una gestione pubblica del sistema dei rifiuti in Calabria"
assessore vizza
14-05-2020

L'Assessore alla sostenibilità ambientale, ciclo dei rifiuti e raccolta differenziata Carmine Vizza ha replicato alla nota diffusa da Calabria Maceri a seguito dell'iniziativa del Sindaco Mario Occhiuto di sollevare la questione delle criticità sul ciclo dei rifiuti verificatesi in questi giorni in città. “La nostra iniziativa – sottolinea subito Vizza - non è diffamatoria, ma è una denuncia che intende dare un contributo alla definizione dei ruoli del pubblico e del privato nel sistema dei rifiuti. Un sistema – aggiunge Vizza - che paga il prezzo elevato di decenni di mancata programmazione e che ha procurato nel tempo posizioni di autentico monopolio ad aziende che determinano i reali indirizzi dell'intero ciclo dei rifiuti. Sarà compito della magistratura, laddove ritenga di dover approfondire la vicenda, verificare eventuali ruoli o comportamenti non lineari. Va però precisato – dice ancora Vizza – che nella fase emergenziale sono state poste in essere delle discriminazioni a discapito del Comune di Cosenza, rispetto ad altri comuni la cui raccolta è gestita da Calabra Maceri. E' di tutta evidenza che i numeri totali indicati da Calabra Maceri nella replica all'Amministrazione comunale e al Sindaco Occhiuto non rendono compiutamente l'idea perché rifiuti raccolti dopo settimane di stazionamento nelle strade della nostra città vengono sì ricompresi nei quantitativi complessivi del conferimento, ma la loro permanenza per giorni e giorni sul territorio cittadino ha determinato un danno notevole che è insieme d'immagine, per le referenze da cui Cosenza è preceduta anche in campo nazionale nelle buone pratiche che riguardano la differenziata, ma anche perché compromette il nostro decoro urbano e le condizioni igienico-sanitarie del nostro territorio e della popolazione residente. E' lapalissiano come i volumi complessivi debbano essere necessariamente commisurati al numero degli abitanti e ai quantitativi storicamente prodotti. L'intervento di verifica da noi sollecitato – ha proseguito l'Assessore Vizza – legato alla diversa e discriminatoria facoltà di conferimento, scaturisce dalle reiterate proteste dei cittadini che contestano all'Amministrazione comunale precipuamente la diversità del decoro urbano tra la loro città, Cosenza, e i comuni limitrofi i cui servizi sono gestiti sempre da Calabra Maceri. Sarebbe certamente utile e doveroso dare una risposta documentata e plausibile. Noi non faremo certamente mancare il nostro contributo, ove richiesto”. Facendo un po' di cronistoria, l'Assessore Vizza ricorda, inoltre, che “i rallentamenti e blocchi dei conferimenti della frazione residuale e della frazione organica hanno avuto inizio dal mese di settembre 2019. I dati relativi ai conferimenti, nel periodo compreso tra settembre 2019 ad aprile 2020, dimostrano un andamento estremamente altalenante dei conferimenti del residuo, con impatti negativi sia sull’igiene pubblica che sulla gestione quotidiana del servizio di raccolta. Assumendo, ad esempio – spiega l'Assessore Vizza - il mese di Novembre 2019, rispetto al dato medio di produzione di circa 980 tonnellate, si è proceduto al conferimento presso l’impianto di trattamento di sole 665,58 tonnellate, con permanenza sul territorio di circa 300 tonnellate di rifiuti. Nel mese di dicembre 2019, pertanto, il gestore del servizio ha dovuto provvedere ad un recupero straordinario dei rifiuti oltre allo svolgimento delle ordinarie attività di raccolta. Queste ultime, a loro volta, sono state condizionate da un “razionamento” quotidiano dei rifiuti conferibili presso l’impianto. In un sistema a regime, con la produzione, da parte del comune di Cosenza, nella giornata dedicata alla raccolta del residuo, di circa 140 tonnellate di residuo, si sarebbe dovuto conferire, nella stessa giornata, l’intero quantitativo. L’impossibilità al conferimento dell’intero carico ha posto, invece, la macchina organizzativa di fronte a due possibili scenari: il primo consistente nella raccolta parziale della frazione residua percepita dall’utenza come una disparità di trattamento tra le diverse zone della città; il secondo, invece, nella raccolta integrale dei rifiuti, con il rischio di compromettere la raccolta della frazione del giorno successivo, a causa delle soste prolungate degli automezzi presso lo stesso impianto. Ciononostante la stessa macchina organizzativa – fa rilevare Vizza - è riuscita a far fronte alle ripetute fasi emergenziali verificatesi per il comune di Cosenza sino alla data del 28 aprile che è poi la data che segna il blocco totale dei conferimenti, con gli effetti che le utenze sono costrette a subire per cause spesso non comprensibili”. Vizza immagina cosa dovrà avvenire in futuro. “Per come contrattualmente previsto – sottolinea l'Assessore - è auspicabile che il flusso dei conferimenti non sia più legato all'autonomia gestionale di Calabra Maceri, ma venga indicato dall'ATO Cosenza 1 quale unico referente e soggetto abilitato, in maniera esclusiva, a dare i relativi indirizzi. Con riferimento specifico alla parte economica evidenziata da Calabra Maceri – prosegue la replica dell'Assessore Vizza - le somme indicate riguardano tutti i Comuni. Anzi, va rimarcato che il Comune di Cosenza, pur nella particolare situazione determinatasi a seguito della dichiarazione di dissesto, ha provveduto nel 2020 ad anticipare parte delle somme accreditate dall'azienda, imputandole al proprio bilancio corrente, proprio per venire incontro alle sofferenze economiche prospettate da Calabra Maceri. Si aggiunga che nel primo bimestre del 2020 il Comune ha saldato l'unica fattura presentata da Calabra Maceri nell'anno in corso versando, dunque, la sua quota parte. Si ricorda, altresì, che con riferimento ai crediti vantati fino al 31 dicembre 2019, queste sono somme rimesse alla valutazione della Commissione straordinaria di liquidazione. La precedente Amministrazione regionale, con una legge dissennata, ha scaricato sui comuni le proprie responsabilità senza dotarli di alcuna autonomia impiantistica e tecnico-amministrativa. Urge, pertanto – chiede ancora l'Assessore Vizza – una rivisitazione della legge regionale che deve prevedere un ruolo attivo della Regione per pervenire ad una gestione pubblica del sistema dei rifiuti in Calabria. Il privato non può pensare di ricavare solo utili dalle risorse pubbliche, senza considerare il fisiologico rischio di impresa. Un rischio, quest'ultimo, che non può essere invocato quando si impongono prezzi più alti rispetto agli impianti pubblici similari. Al rapporto con il Comune di Cosenza non ha certamente giovato, inoltre, quella che non può essere diversamente definita se non come totale anarchia da parte dei dipendenti addetti alla gestione giornaliera dell'impianto. Né Calabria Maceri ha particolarmente brillato per quelle comunicazioni, che istituzionalmente ci erano dovute, in presenza di difficoltà agli impianti di conferimento e che, spesso, sono state non solo intempestive, ma hanno, proprio per questa ragione, arrecato un danno economico non da poco nell'organizzazione del servizio della società che gestisce la raccolta a Cosenza, costretta molto spesso a sostare con i propri mezzi per lunghe ore davanti agli impianti per poi tornarsene indietro. Atteggiamenti che hanno provocato contestazioni a danno del Comune da parte di Ecologia Oggi. A questo proposito – ha concluso l'Assessore Vizza - interessante sarebbe conoscere se negli stessi disagi siano incorsi, in sede di conferimento, i mezzi di Calabra Maceri che svolgono il servizio di raccolta per conto di altri comuni. Il Comune di Cosenza non chiede corsie preferenziali, né favoritismi di sorta, ma soltanto la giusta equità e proporzionalità legata al numero degli abitanti e al volume dei rifiuti prodotti”.

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